Dodici reattori nucleari francesi sono stati sospesi dall’esercizio per un «fenomeno grave», ha detto il presidente della sicurezza nucleare transalpino. Sono stati sufficienti tre millimetri di crepe emerse in un circuito di emergenza del reattore di Civaux per bloccare una dozzina dello stesso tipo. I debiti dell’atomo francese li pagheremo anche noi italiani, avendo inserito, i partiti della destra, il nucleare nella tassonomia verde europea. Ma Macron taglierà all’Italia i KWh nucleari dirottandoli sulla Germania in cambio di gas

Foto sotto il titolo: Uno dei dodici reattori nucleari dello stesso tipo della centrale di Civaux sospesi nel loro esercizio per problemi emersi in un circuito di emergenza del reattore


L’ELECTRICITÉ DE FRANCE (EdF), l’Enel francese, è in stato comatoso come il suo parco elettrico nucleare. Da un lato il debito EdF ha raggiunto nel 2021 i 42,3 miliardi di euro — ma non preoccupatevi, grazie alla destra europea che ha voluto l’inserimento del nucleare nella tassonomia “verde”, li pagheremo anche noi —, dall’altro c’è stato un vistoso calo della produzione dovuto, al di là delle manutenzioni ordinarie e straordinarie, a vari problemi tecnico-progettuali. Quali? Sicuramente la corrosione, ma ci deve essere qualcosa di più se quelle crepe di tre millimetri emerse in un circuito d’emergenza del reattore di Civaux, hanno portato il presidente della sicurezza nucleare, Bernard Doroszczuk, a parlare davanti al Parlamento francese di «fenomeno grave» e a sospendere dall’esercizio 12 reattori dello stesso tipo dichiarando che: «Il trattamento di queste anomalie richiederà diversi anni» [leggi qui]. Facile profeta, il Tormentino aveva già posto l’equazione “nucleare francese = gas russo”, riguardo alla loro fruibilità [leggi qui]. 

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Impietoso, Macron taglierà all’Italia i kWh nucleari di Asterix e Obelix per almeno due anni, annunciano i giornali. Con Scholz si era già messo d’accordo per avere un po’ di elettricità in cambio di gas [leggi qui].

“Che fijo de ‘na mignotta!”, s’è lasciato scappare Giorgia. Inviperita, anche per i sondaggi interni incerti sul suo trionfo elettorale, stava per estendere i suoi anatemi alla Ue e ai travagliati rapporti energetici che intercorrono al suo interno. Ma il razionale Calenda, mente sopraffina, è intervenuto a placarla, e, zittito Renzi che stava toscaneggiando una delle sue bischerate, le ha suggerito: “Chiama la Le Pen perché questo taglio avvenga almeno dopo le elezioni, pena fottergli, a Emmanuel, quel governo che non si regge in piedi”. Di Salvini c’era solo un poster su una sedia. In rappresentanza, ma rigorosamente in felpa. Il vegliardo puttaniere, sentito parlare di Francia, ha cominciato a sognare fascinose “nipoti” dei rais del Maghreb francese. “Guarda che Marocco, Algeria e Tunisia non sono più francesi”, ha azzardato il poster. Spegnendogli il sorriso che già aleggiava sulle labbra. © RIPRODUZIONE RISERVATA