A Torino lunedì 20 aprile, presso la Regione Piemonte, si riunisce il “Tavolo di  Trasparenza e Partecipazione sul nucleare” istituzionalizzato per gestire l’eredità dell’atomo sul territorio regionale. Ad oggi, in Piemonte c’è la più alta quantità di scorie radioattive in Italia. E sono di ritorno sul nostro territorio le scorie radioattive dagli impianti di riprocessamento degli elementi di combustibile in Francia e in Gran Bretagna. L’Osservatorio dei cittadini sul nucleare chiede di poter intervenire per portare le proprie valutazioni su questo tema per non trasformare la “partecipazione” a una mera operazione di facciata  


◆ L’intervento di GIAN PIERO GODIO, Osservatorio dei cittadini sul nucleare *

La mappa dei principali impianti nucleari “storici”; sotto il titolo, il rientro in Italia di un cask dopo il riprocessamento all’estero delle barre di combustibile esausto; in basso, il Rendering del nuovo deposito nazionale delle scorie atomiche

Ogni volta che si arriva in prossimità delle varie convocazioni del “Tavolo di Trasparenza e Partecipazione sul nucleare”, come sta avvenendo in Piemonte in queste settimane, salta sempre all’occhio la grande differenza tra trasparenza e partecipazione. Se ci si ferma alla “trasparenza”, cioè alla possibilità per i cittadini di essere informati da coloro che le decisioni le prendono oppure addirittura le hanno già prese, allora si è di fronte ad una operazione puramente formale e “di facciata”. Se invece i cittadini, dal basso, hanno la possibilità di presentare proprie valutazioni indipendenti, allora si possono porre le basi per influenzare il cambiamento. Per queste ragioni, in prossimità del “Tavolo di Trasparenza e Partecipazione sul nucleare” per il Piemonte, molti cittadini, comitati e osservatori chiedono di poter intervenire per portare le proprie valutazioni su questo tema che, soprattutto in Piemonte, è di particolare drammaticità, stante il fatto che in questa Regione si trova oggi la maggior quantità di materiali radioattivi di tutta Italia.

Per questo l’Osservatorio dei cittadini sul nucleare https://www.facebook.com/osservatoriosulnucleare, che è portavoce di cittadini e comitati interessati al tema del nucleare pregresso, ha subito richiesto di poter intervenire con proprie considerazioni e proposte al Tavolo che si terrà presso la Regione Piemonte il prossimo 20 aprile alle ore 15. In particolare, cittadini e comitati chiedono che, insieme agli argomenti proposti dalle istituzioni, si parli anche di una serie di situazioni che da troppo tempo esigono interventi appropriati e concreti. 

  • Per la centrale nucleare di Trino (ferma dal 1987) si valutino il piano a vita intera, presentato da Sogin ad Arera da un anno, non ancora approvato, e mantenuto segreto, e i rapporti con Westinghouse, la società Usa che vanta diritti esclusivi per lo smontaggio e la disattivazione di questa centrale.
  • Per l’impianto Eurex di Saluggia, oltre che dei clamorosi ritardi nella solidificazione dei rifiuti liquidi “acquosi” ad alta radioattività presenti nell’impianto da oltre cinquant’anni, si parli anche di dove, come e quando saranno trattati i rifiuti liquidi radioattivi di tipo “oleoso”.
  • Per il Deposito Avogadro di Stellantis, recentemente acquistato da Sogin, si ragioni sulla gestione di tutti materiali radioattivi presenti e sulla disattivazione e demolizione del deposito stesso.
  • Per gli impianti e depositi LivaNova di Saluggia si faccia il punto sulla gestione di tutti i materiali radioattivi presenti nelle celle e nei depositi, nonché nel cosiddetto “bunker”, e sui programmi per la disattivazione e demolizione di tutti gli impianti e depositi.
  • Per il Deposito Campoverde di Tortona si facciano previsioni per la gestione di tutti i materiali radioattivi presenti e sui programmi per la sua completa disattivazione.
  • Per gli impianti e depositi nucleari dell’Unione Europea nel Centro Euratom di Ispra (VA), prospiciente il Lago Maggiore, si valuti il piano per la disattivazione di tutti gli impianti e depositi.

Si valuti anche lo stato degli accordi in corso o eventualmente raggiunti con altre nazioni in Europa per il previsto Deposito internazionale per scorie e rifiuti a più alta radioattività, nonché quale destino avranno i materiali radioattivi italiani giacenti all’estero a La Hague e a Creys-Malville in Francia, e quelli a Sellafield in Inghilterra che a breve devono rientrare in Italia. Ed infine, per tutti i vari impianti nucleari, si parli dei materiali radioattivi rilasciati in atmosfera, nei fiumi Po e Dora Baltea, e nel Lago Maggiore, negli anni 2024 e 2025. Tutto questo anche alla luce di quanto stabilisce la Legge regionale del Piemonte numero 5 del 2010 che, al comma 5 dell’articolo 4, parla di “garantire la partecipazione delle popolazioni”. 

(*) https://www.facebook.com/osservatoriosulnucleare 

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Già tecnico dell’Enea di Saluggia, presidente di Legambiente Piemonte ed autorevole esponente di Pro Natura. Memoria storica e attivista infaticabile del movimento antinucleare italiano, si batte da trent’anni per mettere in sicurezza le scorie radioattive sparse nel nostro Paese, ancora oggi ospitati in siti inidonei o a rischio per la sicurezza del territorio.