La locandina del film di Christofer Nolan con Matt Damon, Anne Hathaway, Robert Pattinson, Lupita Nyong’o e Charlize Theron

Il film ha tutte le carte in regola per essere considerato uno dei più importanti film dell’anno anche senza le polemiche più o meno pretestuose che ne hanno preceduto l’uscita. Su cui si può anche sorvolare: il colore della pelle di Elena, costumi inadatti ai tempi e persino scarsa fedeltà al testo omerico (quale dei tanti?). Le ambientazioni spettacolari e un cast stellare (ad iniziare da un monumentale Matt Damon che si aggira stanco di guerra e gravato dai sensi di colpa) ci regalano un racconto che ci cattura per la bellezza delle location del film (Italia, Greca, Africa e Islanda) ed anche per il rimando alle reminiscenze scolastiche (almeno in questa nostra parte di mondo) sulle vicende raccontate con straordinaria maestria 


◆ La recensione di BATTISTA GARDONCINI *

Tre ore di grande cinema, ambientazioni spettacolari, un cast stellare e una trama vecchia di quasi tremila anni, ma ancora capace di affascinare e di sorprendere. “Odissea”, di Christopher Nolan, avrebbe le carte in regola per essere considerato uno dei più importanti film dell’anno anche senza le polemiche più o meno pretestuose che ne hanno preceduto l’uscita. Qualcuno ha parlato di scarsa fedeltà al testo omerico (quale dei tanti?) e di  costumi non coerenti con il periodo storico, altri hanno sottolineato che in Italia  non ci sono sale disponibili per vederlo nel formato Imax voluto dal regista, mentre qualche razzista senza speranza si è indignato perché Elena “dalle bianche braccia” è stata impersonata dall’attrice nera Lupita Nyong’o, che a sua volta ha perso una buona occasione per tacere quando ha criticato Omero per aver dato poco spazio alle donne.

Dimenticate tutto, e godetevi il superbo spettacolo che Nolan ha allestito riducendo al minimo i trucchi della computer grafica e cercando in Italia, in Grecia, in Africa e nella sulfurea Islanda le location più adatte per raccontare la caduta  di Troia e le peregrinazioni di Ulisse prima del ritorno a Itaca.

È in questi luoghi di grande e inquietante bellezza che un monumentale Matt Damon si aggira stanco di guerra e gravato dai sensi di colpa. È qui che incontra Polifemo, i Lestrigoni, Circe, le sirene tentatrici e la ninfa Calipso – una Charlize Theron perfetta nella parte – prima di tornare a Itaca e combattere la sua ultima battaglia contro il perfido Antinoo, interpretato da Robert Pattinson, e gli altri pretendenti alla mano di Penelope. Proprio la figura di Penelope, che ha il volto un po’ scialbo di Anne Hathaway, è a mio avviso l’unico punto debole del film. Ma forse lo dico perché sono abbastanza vecchio da ricordare la straordinaria  interpretazione di Irene Papas in quello che fu il primo sceneggiato a colori della Rai, nell’ormai lontano 1968. © RIPRODUZIONE RISERVATA

(*) L’autore dirige oltreilponte.org

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Giornalista, già responsabile del telegiornale scientifico Leonardo su Rai 3. Ha due figlie, quattro nipoti e un cane. Ama la vela, la montagna e gli scacchi. Cerca di mantenersi in funzione come le vecchie macchine fotografiche analogiche che colleziona, e dopo la pensione continua ad occuparsi di scienza, politica e cultura sul blog “Oltreilponte.org”.