Il Servizio Giardini comunali è stato ovunque depauperato dai grandi Comuni italiani e quasi dappertutto sostituito da servizi privati in appalto. I cui risultati sono parziali e in genere modesti perché scollegati da una visione lungimirante di un problema strategico anche per l’igiene pubblica. A Roma fu decapitato dalla Giunta Veltroni-Morassut, quindi molti anni fa. È un segmento fondamentale della specializzazione e della occupazione giovanile qualificata. Se il sindaco se ne facesse promotore acquisirebbe subito una statura straordinaria. È lui a dover tirare una riga sul recente passato


Il corsivo di VITTORIO EMILIANI

Roma, marciapiede invaso dalle erbacce a Via di Porta Tiburtina [credit Franceschi / Repubblica]
SIAMO AL COLLASSO del verde pubblico a Roma, sia di quello stradale importantissimo per la lotta all’inquinamento atmosferico, e quindi per la vivibilità in città, sia di quello di parchi e ville storiche che erano una autentica gemma nel panorama nazionale e non solo. Cosa sta facendo o preparando la Giunta Gualtieri? Questo è più che mai un settore strategico nel quadro di fondo della Capitale. Bisogna anzitutto investire nella ricostituzione di un Servizio Giardini che copra con la dovuta professionalità tutti i 200mila ettari della superficie comunale e oltre. 

Il Servizio Giardini comunali è stato ovunque depauperato dai grandi Comuni italiani e quasi dappertutto sostituito da servizi privati in appalto. I cui risultati sono parziali e in genere modesti perché scollegati da una visione d’insieme di un problema strategico anche per l’igiene pubblica, a partire dagli arbusti delle siepi dei viali che possono attrarre le polveri tossiche a cominciare da quelle derivanti dal traffico di mezzi motorizzati non elettrici. 

Roma Monte Mario, il Parco “Anna Bracci” abbandonato a se stesso

A Roma esso è stato decapitato dalla Giunta Veltroni-Morassut, quindi molti anni fa. Ma è quanto mai necessario ricostituirlo oggi coi nuovi pressanti problemi posti dalle epidemie, agevolate nella loro veloce diffusione dallo stato di generale degrado ambientale. È un segmento fondamentale della specializzazione e della occupazione giovanile qualificata. Se il sindaco Gualtieri se ne facesse promotore acquisirebbe subito una statura straordinaria. È lui a dover tirare una riga sul recente passato e inaugurare una fase nuova. Non assessori modesti per qualità e cultura specifica. A Roma la politica del verde pubblico deve ridiventare strategica. Un esempio per il Paese come fu all’inizio del Novecento. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Direttore onorario - Ha cominciato a 21 anni a Comunità, poi all'Espresso da Milano, redattore e quindi inviato del Giorno con Italo Pietra dal 1961 al 1972. Dal 1974 inviato del Messaggero che ha poi diretto per sette anni (1980-87), deputato progressista nel '94, presidente della Fondazione Rossini e membro del CdA concerti di Santa Cecilia. Consigliere della RAI dal 1998 al 2002. Autore di una trentina di libri fra cui "Roma capitale Malamata", il Mulino.

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