Il Covid non esiste, la terra è piatta e sulla luna c’è andato solo lo stralunato Giulio Verne

Disegno dell’ogiva che, nel racconto di Jules Verne, sarà sparata da un cannone sulla luna

Il 55° rapporto del Censis documenta che il 5,8 % degli italiani sono terrapiattisti; un punto decimale in meno di altri italiani che sostengono l’inesistenza del Covid: il 5,9%. Le due categorie sommate tra loro ci dicono che l’11,7% di italiani sono convinti negazionisti. Sembra di essere tornati indietro di duecento anni, quando nel 1824 papa Leone XII, Annibale Della Genga, tolse l’obbligo di vaccinazione contro il vaiolo saggiamente introdotto dai napoleonici. Ma oggi la chiesa di papa Francesco è favorevole ai vaccini, all’accoglienza dei migranti, alla fraternità tra i popoli, agli sforzi degli scienziati, degli infermieri e dei medici che salvano più vite possibili; anche quelle dei tanti no-vax colpiti dal morbo


L’articolo di PINO COSCETTA

“MILLE E NON PIÙ MILLE”. Ovvero la fine del mondo è alle porte. La storica terribile frasetta-profezia malignamente usata alla vigilia del primo millennio negli “Annali dell’Abbazia di Hirsau” dai catastrofisti monaci della Foresta Nera per indurre i peccatori alla penitenza, ci riporta al medioevo. Tempi di diffuse pestilenze, di caccia alle streghe, di santoni invasati come il pittoresco Fra’ Zenone dell’Armata Brancaleone di Monicelli magistralmente interpretato da Enrico Maria Salerno: «Sarai mondo se monderai lo mondo». Un linguaggio non tanto diverso da quello dei veri predicatori che in quei tempi di confusi ideali invitavano i villici ad unirsi agli eserciti per la prima crociata in Terra Santa per essere “mondati” dai propri peccati.

“Mille e non più mille”, oggi come ieri. Cambiano i santoni ma i temi sono sempre quelli. Voi forse non lo sapevate ma la terra è piatta. Almeno lo è per il 5,8 % degli italiani; un punto decimale in meno di altri italiani che convintamente sostengono l’inesistenza del Covid: il 5,9%. Le due categorie di illuminati pensatori sommate tra loro ci dicono che l’11,7% di italiani sono convinti negazionisti. I no-vax nostrani, tanto per fare un paragone, ammontano al 14%. Appena il 2,3% in più dei suddetti negazionisti.

Una delle manifestazioni di no-vax svolte nelle settimane e nei mesi scorsi in molte città italiane

Sempre per restare nell’italico orticello, il 10% dei nostri conterranei, con buona pace di Neil Armstrong e compagni di viaggio spaziale, sostengono che l’uomo non è mai sceso sulla luna; che la scienza crea più danni che benefici (12,7%); che i vaccini sono inutili e inefficaci (10,9%), oppure, nel migliore dei casi che il vaccino contro il Covid è un farmaco sperimentale e tutti quei cretini che come me si sono vaccinati per ben tre volte, stanno facendo inconsapevolmente da cavie (31,4%). 

Sembra di essere tornati indietro di duecento anni, quando nel 1824 papa Leone XII, Annibale Della Genga, tolse l’obbligo di vaccinazione contro il vaiolo saggiamente introdotto dai napoleonici. Nelle prediche parrocchiali i sacerdoti, difendendo la decisione del pontefice, sostenevano che il vaccino era un prodotto contro natura che mischiava le linfe delle bestie con quelle dell’uomo; in maniera più o meno larvata, lasciavano poi intendere che l’uomo non poteva contrastare il volere divino. Insomma, se il Signore ti mandava il vaiolo una ragione doveva avercela e tu, da incallito peccatore, dovevi accettare il male come fosse una giusta penitenza per i peccati che avevi commesso. 

Manifesto del 1894 contro una campagna di vaccinazione dei bambini

Ieri come oggi, appunto. Solo che oggi la chiesa di papa Francesco, con buona pace dei no-vax, è favorevole ai vaccini, all’accoglienza dei migranti, alla fraternità tra i popoli, agli sforzi degli scienziati, degli infermieri e dei medici che si prodigano per salvare più vite possibili ai malati di Covid; anche quelle dei tanti no-vax colpiti dal morbo. È bene ricordare che attualmente il 74% dei ricoverati in terapia intensiva è rappresentato da no-vax dichiarati, il 18% da vaccinati portatori di altre gravi patologie e dall’8% di vaccinati con due dosi di vaccino. 

Chissà se dentro di loro, con le teste affondate nello scafandro, quel 74% di no-vax ricoverati in terapia intensiva continuano a pensare che il Covid non esiste, che i vaccini sono inutili, inefficaci e dannosi, che quei cretini di vaccinati continuano a far da cavie, che la terra è piatta e che nel Mare della Tranquillità è allunata soltanto l’ogiva del colpo di cannone sparata da quello stralunato di Giulio Verne. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Caporedattore - Giornalista e scrittore, è entrato al “Messaggero” a 22 anni e ha concluso la sua carriera lavorativa con la qualifica di caporedattore centrale. Durante la lunga permanenza nella redazione di via del Tritone, ha ricoperto per molti anni i ruoli di caposervizio delle province e di caporedattore delle Regioni. Da scrittore inizia con una raccolta di racconti giovanili, “Scirocco” (1966), e si dedica per un lungo periodo a saggistica, libri di storia locale e viaggi. Tra le più recenti pubblicazioni: “Viaggio in Abruzzo con Giorgio Manganelli”; “Il mistero di Tomar”; “Palazzo Podocataro, la casa-museo del cardinale di papa Borgia”; “Tre secoli nel Tridente”; “Divieto d’Orvieto”; e, con Vittorio Emiliani, “La discesa del Tevere e altre storie di fiumara”.