Proteste davanti al castello di Elmau in alta Baviera che ospita il G7 dal 26-28 giugno 2022

Aperto ieri in Germania, a Krün vicino a Garmisch-Partenkirchen, il 48° vertice del G7. La riunione è guidata dal Cancelliere tedesco Olaf Scholz. Il tema degli alti prezzi dell’energia e della guerra in Ucraina, sono al centro delle discussioni del vertice fra i sette capi di stato e di governo. Non è stato ancora affrontato con determinazione il problema del “price cap” al prezzo del petrolio: la misura servirebbe a cercare di ridurre gli incassi che la Russia sta facendo con l’esportazione del greggio, 450 milioni di euro al giorno dall’avvio della guerra in Ucraina


Il resoconto di LILLI MANDARA

SETTEMBRE SAREBBE GIÀ troppo tardi, ha detto ieri il premier Mario Draghi a Schloss Elmau, nella prima sessione di lavoro al vertice del G7 che si è aperto ieri e andrà avanti fino al 28 giugno in Alta Baviera: bisogna sbloccare il grano in Ucraina il più presto possibile e dare tutto il sostegno alle Nazioni Unite perché possa procedere al meglio nel suo lavoro di mediazione.

Grano a parte, un forte richiamo alla necessità di investimenti soprattutto nei Paesi in via di sviluppo è stato lanciato sia dalla presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen che dal presidente americano Joe Biden, il quale ha annunciato che gli Usa stanzieranno 600 miliardi di dollari da qui al 2027 per investimenti sulle infrastrutture nel mondo.  A questa cifra aggiungeranno un contributo di altri 200 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni. La Partnership for Global Infrastructure and Investment «fornirà progetti rivoluzionari per colmare il divario infrastrutturale nei paesi in via di sviluppo, rafforzare l’economia globale e le catene di approvvigionamento e far progredire la sicurezza nazionale degli Stati Uniti». L’iniziativa era stata lanciata da Biden e gli altri leader del G7 al vertice in Cornovaglia per offrire un’alternativa alla Via della Seta della Cina. 

I leader del G7 sono pronti a bandire anche l’importazione dell’oro dalla Russia (foto Ansa)

A tal proposito, durante una pausa dei lavori, anche Draghi ha ribadito che «nella situazione attuale ci sono delle esigenze a breve termine che richiederanno investimenti ampi nelle infrastrutture per il gas per i Paesi in via di sviluppo e non solo. Dovremo assicurarci che possano essere poi convertite all’uso dell’idrogeno, un modo per conciliare le esigenze a breve con quelle a lungo termine». Joe Biden ha pure anticipato via Twitter che i leader del G7 sono pronti a bandire l’importazione dell’oro dalla Russia. «Gli Stati Uniti hanno imposto a Putin costi senza precedenti per negargli le entrate di cui ha bisogno per finanziare la sua guerra contro l’Ucraina», si legge nel post. «Insieme, il G7 annuncerà che vieteremo l’importazione di oro russo che rappresenta ricavi per decine di miliardi di dollari per la Russia».

Ma non è stato ancora affrontato con determinazione il problema del “price cap” al prezzo del petrolio: la misura servirebbe a cercare di ridurre gli incassi che la Russia sta facendo con l’esportazione del greggio, 450 milioni di euro al giorno dall’avvio della guerra in Ucraina. La necessità di mettere un tetto al prezzo del gas è stato comunque affrontato dal premier Mario Draghi, secondo il quale questa sarebbe una mission con un obiettivo geopolitico, economico e sociale. «Dobbiamo ridurre i nostri finanziamenti alla Russia. E dobbiamo eliminare una delle principali cause dell’inflazione».

E a questo proposito, il premier si è augurato che la crisi energetica non determini un ritorno dei populismi:  «Dobbiamo evitare — ha detto — gli errori commessi dopo la crisi del 2008: la crisi energetica non deve produrre un ritorno del populismo. Abbiamo gli strumenti per farlo: dobbiamo mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi
dell’energia, compensare le famiglie e le imprese in difficoltà, tassare le aziende che fanno profitti straordinari». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ha lavorato nella redazione abruzzese del “Messaggero” dal 1984 al 2014. Ha seguito per il quotidiano di Roma molte vicende dell’attualità italiana. Dal 2015 è direttore responsabile del blog “Maperò”, testata giornalistica che si occupa in Abruzzo di politica, cultura e cronaca. Collabora col “Fatto quotidiano” e con “Donne Chiesa Mondo”, il mensile dell’“Osservatore Romano”.

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