Il vaccino Boberana 02 è studiato per la vaccinazione infantile [credit Epa/Yander Zamora]
«Il 94,9% della popolazione Cubana “vaccinabile” è già stata vaccinata con i diversi vaccini Pubblici Cubani contro Sars-CoV-2 (vaccini proteici basati sul RBD della spike), compresi i bambini dai 2 anni in su, con l’unico vaccino congegnato contro Sars-CoV-2, disegnato e sviluppato pensando ai bambini (Soberana02)», ha scritto il ricercatore italiano Fabrizio Chiodo, docente di Chimica all’università de l’Havana. Dal 15 novembre scorso, il paese centro-americano, pesantemente colpito nei mesi scorsi dalla Covid-19, ha riaperto al turismo internazionale. Anche le scuole funzionano regolarmente. Sull’esperienza cubana l’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino (specializzato in malattie infettive) ha avviato uno studio su 35 persone che hanno ricevuto la terza dose con Soberana per misurare la risposta anticorpale


L’ANALISI di LAURA CALOSSO

LA TERZA DOSE con vaccino cubano? Per alcuni, sì. È il 14 gennaio 2021 quando sulla pagina Facebook “Calabria meravigliosa” compare un post: «Fabrizio Chiodo, 35 anni, originario di Caccuri (prov. Crotone), è l’unico immunologo straniero a lavorare al vaccino anti Covid studiato a Cuba. Attualmente lavora (da ottobre 2020) al Cnr di Pozzuoli (Na), dopo 12 anni trascorsi all’estero: ‘sono un meridionale che dopo la laurea è dovuto andare via per poter continuare a fare ricerca. In Italia si investe pochissimo sulla ricerca in percentuale al Pil, a Cuba si investe dieci volte di più, inoltre è totalmente pubblica’».

In percentuale al Pil, Cuba investe sulla ricerca dieci volte di più rispetto all’Italia

La scommessa di Fabrizio si è rivelata vincente. Il vaccino cubano sviluppato dall’Istituto Finlay dell’Avana si chiama Soberana, che vuol dire sovrana, sia perché Cuba è un’isola sovrana sia perché sovrano è il suo vaccino. Quasi azzerati decessi e contagi. «Il 94,9% della popolazione Cubana “vaccinabile” è già stata vaccinata con i diversi vaccini Pubblici Cubani contro Sars-CoV-2 (vaccini proteici basati sul RBD della spike), compresi i bambini dai 2 anni in su, con l’unico vaccino congegnato contro Sars-CoV-2, disegnato e sviluppato pensando ai bambini (Soberana02). Seguimos…», ha scritto il ricercatore sulla sua pagina social qualche giorno fa. Lo schema prevede fin dall’inizio due dosi più una. 

Dal 15 novembre scorso, il paese centro-americano, pesantemente colpito nei mesi scorsi dalla Covid-19, ha riaperto al turismo internazionale. Anche le scuole funziono regolarmente. La popolazione si è vaccinata senza resistenze, perché nell’isola la fiducia nel sistema sanitario locale è molto alta. Fabrizio Chiodo, che a l’Havana è anche professore alla Facoltà di Chimica, è da sempre, come testimonia il suo percorso, un forte sostenitore della ricerca pubblica, non volta alla massimizzazione del profitto. Per la sua fede nella sanità statale viene definito un “ricercatore militante”.

La fiducia della popolazione cubana nei confronti delle istituzioni sanitarie è molto alta

La vicenda cubana è davvero una bella sorpresa in un momento come questo, in cui in Italia i contagi salgono, nonostante un’altissima percentuale di vaccinati e misure restrittive che limitano la libertà delle persone. La sorpresa è ancora più grande se si considera che Cuba subisce da decenni un pesante embargo imposto dagli Stati Uniti, che priva la popolazione di risorse di ogni tipo. Trump l’aveva inasprito e Biden l’ha confermato. Da qui la soddisfazione dei cubani di essere riusciti, nonostante tutto, con le proprie forze, a diventare un esempio per la comunità scientifica internazionale.

«I vaccini proteici sono i più sicuri al mondo», aveva dichiarato Chiodo in alcune interviste «Sono anche i vaccini ad hoc per la pediatria». Il ministero della Salute pubblica di Cuba sottolinea che il Soberana 02, a seguito della rigorosa valutazione dell’autorità regolatoria Cecmed, è infatti indicato per essere usato in pediatria.

La risposta anticorpale di 35 persone sottoposte alla terza dose a Cuba sarà studiato all’Amedeo di Savoia di Torino

I dati di Cuba sono stati talmente incoraggianti che a Torino, l’Ospedale Amedeo di Savoia dell’Asl Città di Torino ha sviluppato uno studio dal titolo emblematico: “Soberana Plus Tunin”. Di che si tratta? È rivolto a vaccinati con prodotti approvati in Europa (Pfizer, Moderna, J&J e AstraZeneca). Il gruppo di 35 persone ha ricevuto a Cuba la terza dose e a breve, in Italia, verrà sottoposto a un prelievo per misurare la risposta anticorpale. Il progetto si svolge in collaborazione con Aicec (Agenzia per gli Scambi Culturali ed Economici con Cuba), la “Rete Sano Giusto e Solidale” e le Ambasciate italiana e cubana. Soberana è l’unico vaccino al mondo pensato come dose booster e per la rivaccinazione di persone vaccinate o guarite dalla malattia. Come ha spiegato il Prof. Giovanni Di Perri, direttore della Clinica Universitaria Malattie Infettive dell’Amedeo di Savoia, l’operazione fa parte di una strategia a lungo termine contro la Covid-19.

Il tweet scostante del prof Roberto Burioni del 27 aprile 2021

Nella primavera scorsa, quando i risultati della ricerca sul vaccino cubano stavano emergendo, Fabrizio Chiodo e il Prof. Roberto Burioni avevano “dialogato” a distanza sui social. In un tweet del 27 aprile Burioni aveva scritto: «Non voglio entrare in diatribe politiche, ma nessun farmaco è stato sviluppato a Cuba negli ultimi 50 anni. Quanto ai vaccini, vediamo se funzionano. Al momento bisognerebbe andare sulla fiducia, come per quelli cinesi, e io non mi fido».

Il 22 novembre scorso, sulla prestigiosa rivista scientifica Nature è comparso il pre-print di un articolo dal titolo: “Cuba’s bet on home-grown Covid vaccines is paying off” [leggi qui]. Al momento, la scommessa della ricerca pubblica cubana, finalizzata ad aiutare i paesi poveri, che non possono permettersi gli esborsi richiesti dalle multinazionali del farmaco, sembra vinta. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Scrittrice, giornalista e traduttrice, laureata in Scienze Politiche e in Lettere, Culture moderne comparate, Letteratura tedesca. Ha lavorato come giornalista e addetta stampa. La carriera di scrittrice è iniziata con una menzione di merito al Premio Calvino, edizione 2008/2009, e il primo romanzo "A ogni costo, l'amore" pubblicato da Mondadori nel 2011. Il giornalismo d’inchiesta è la sua passione. Lavora nel mondo dell’editoria e per la Rai.