Bocciato il greenwashing per gas e nucleare nella tassonomia verde dell’Ue: “Continuons le combat”

A favore del “bollino verde” europeo per il gas e il nucleare si è schierato pancia a terra il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani e l’Eni di Descalzi

Con 76 voti a favore, 62 voti contrari e 4 astenuti, la Commissione per i Problemi economici monetari e la Commissione Ambiente del Parlamento europeo hanno bocciato la proposta di dare al gas e al nucleare il cosiddetto “bollino verde” della sostenibilità ambientale e climatica. A favore di gas e nucleare nella tassonomia verde s’è schierato il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani contro l’intero mondo ambientalista. «La Commissione europea ha violato lo spirito e la lettera della legge etichettando come sostenibili fonti energetiche altamente controverse e inquinanti», ha dichiarato l’eurodeputato ecologista Bas Eickhout, uno dei primi firmatari della risoluzione che ha portato alla bocciatura odierna


ROMA, 14 GIUGNO 2022 (Red) — La notizia è di queste ore, ed è un’ottima notizia. La Commissione per i Problemi economici monetari e la Commissione Ambiente del Parlamento europeo hanno bocciato — con 76 voti a favore e 62 voti contrari (4 gli astenuti) — la proposta della Commissione europea di dare al gas e al nucleare il cosiddetto “bollino verde” della sostenibilità ambientale e climatica. Una questione cruciale — questa della tassonomia verde — portata più volte all’attenzione dei lettori di “Italia Libera. A spingere l’Unione in questa direzione sono stati nei mesi scorsi i francesi, per caricare sul bilancio comune europeo le diseconomie generate dai loro 58 reattori nucleari, e, manco a dirlo, le compagnie petrolifere, Eni di Claudio Descalzi in testa. A favore di gas e nucleare nella tassonomia verde s’è schierato, pancia a terra, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani — portato a spasso politico dal ceo del Cane a Sei Zampe —, contro l’intero mondo ambientalista, da lui insultato ad ogni pie’ sospinto.

Bas Eickhout, europarlamentare olandese del gruppo politico GreenLeft: «La Commissione europea ha violato lo spirito e la lettera della legge etichettando come sostenibili fonti energetiche altamente controverse e inquinanti»

«La Commissione europea ha violato lo spirito e la lettera della legge etichettando come sostenibili fonti energetiche altamente controverse e inquinanti», ha affermato l’ecologista Bas Eickhout, uno dei primi firmatari della risoluzione che ha portato alla bocciatura odierna. «Ai legislatori dell’Ue non è stata data un’opportunità adeguata di fornire commenti prima che la Commissione pubblicasse la proposta», ha rincarato la dose il parlamentare olandese del gruppo GreenLeft che, sulla risoluzione, ha raccolto un nutrito gruppo di eurodeputati dei gruppi politici che sostengono la maggioranza di Ursula von der Leyen. La prima reazione della Commissione europea alla bocciatura è di un suo portavoce nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles: «Continuiamo a seguire da vicino le discussioni parlamentari. Aspettiamo con impazienza il voto finale della plenaria dal 4 al 7 luglio. La neutralità climatica è il nostro obiettivo e il nostro obbligo. Sappiamo che ci sono sensibilità diverse. Il nostro atto delegato è parte di un toolbox per ridurre le emissioni, e per questo per noi è importante portarlo avanti. Cosa succede se un atto delegato è rigettato da uno dei colegislatori? Decade».

Se ai primi di luglio il Parlamento non dovesse respingere definitivamente la tassonomia proposta dalla Commissione, il gas e l’energia nucleare diventeranno ufficialmente investimenti verdi, con il timbro di approvazione dell’Unione europea: una contraddizione lampante con l’Europa del Green Deal

Ed è quel che auspica un ampio schieramento di Ong internazionali. Se il Parlamento non lo dovesse respingere, la tassonomia proposta dalla Commissione entrerà in vigore e il gas e l’energia nucleare diventeranno ufficialmente investimenti verdi, con il timbro di approvazione dell’Unione europea. Una contraddizione lampante con l’Europa che col Green Deal e il Fit for 55 si è data poi obiettivi climatici molto ambiziosi (come la riduzione delle emissioni al 55% nel 2030 rispetto ai livelli del 1990). «Etichettare il gas fossile e l’energia nucleare come ecologici nella tassonomia europea — ha dichiarato oggi a caldo Maria Grazia Midulla, responsabile clima ed energia del Wwf — potrebbe sottrarre miliardi di euro di investimenti alle energie rinnovabili e alle tecnologie verdi. Con la guerra in Ucraina e la crisi dei prezzi dell’energia che si sta acuendo, etichettare il gas fossile e l’energia nucleare come sostenibili sarebbe ancora più controproducente. Il gas è diventato una fonte di insicurezza energetica e di rischio geopolitico in Europa, e l’energia nucleare è costosa, lenta da costruire e crea scorie altamente radioattive che ancora non sappiamo come gestire».

“Ce n’est qu’un début, continuons le combat!”, ha scritto su queste pagine Massimo Scalia il 25 novembre. Ai primi di luglio — a quanto pare — farà molto caldo. Anche a Strasburgo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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