Il capomafia latitante in trent’anni non ha fatto plastiche facciali (è solo invecchiato) e si è mosso con disinvoltura. Pur sotto falsa identità, trattava direttamente con i fornitori. Circondato da telefonini, gioielli, generi di conforto. Non come i suoi predecessori che, per “scomparire” sotto gli occhi di tutti, dovevano vivere in una clandestinità animalesca: tuguri...

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Si laurea a Torino in Scienze Politiche e nel ’74 è assunto alla Programmazione Economica della neonata Regione Piemonte. Eletto consigliere comunale di Alessandria diventa assessore alla Cultura e, per una breve parentesi, anche sindaco. Nel 1988 entra in Rai dove negli anni ricopre vari incarichi: responsabile delle Pubbliche relazioni, direttore delle Relazioni esterne, presidente di Serra Creativa, amministratore delegato di RaiSat (società che forniva a Sky sei canali) infine responsabile della Promozione e sviluppo. È stato a lungo membro dell’Istituto di autodisciplina della pubblicità.