La locandina della serie diretta da Vince Gilligan in streaming su AppleTv+

Sfuggito da un laboratorio che lo stava sequenziando, il virus alieno infetta la Terra e trasforma tutti (a parte dodici umani refrattari al contagio) in parti dell’intelligenza collettiva: non più “io” ma “noi” come in un unico alveare. Le persone infette diventano così appagate e serene, ribaltando l’evoluzione della nostra specie e liberandoci della natura violenta, prevaricatrice ed egoista a noi ben nota. Nel racconto fantascientifico del regista statunitense, la scrittrice misogina Carol Sturka (interpretata da una bravissima Rhea Seehorn) è l’unica tra gli immuni a voler “salvare” l’umanità dalla felicità. Per lei non è giusto essere felici se questo implica perdere la propria individualità, il proprio libero arbitrio. Interrogativi filosofici tenuti in gioco magistralmente da regista e sceneggiatori che resteranno senza risposta almeno per le prossime tre puntate della prima serie


◆ La recensione di BATTISTA GARDONCINI *

Un virus, sequenziato da un segnale proveniente dallo spazio profondo, sfugge dal laboratorio che lo sta studiando e infetta la Terra. Molti muoiono subito. Gli altri subiscono una mutazione che li fa diventare parti di una intelligenza collettiva apparentemente benigna: non mentono, odiano la violenza e non uccidono né animali né piante. Soltanto dodici individui in tutto il mondo risultano refrattari all’infezione, e nei loro confronti l’intelligenza collettiva si mobilita per rendere sopportabile una condizione che dal suo punto di vista è di grande disagio: in attesa che gli scienziati trovino il modo per risolvere la loro presunta anomalia tutti si fanno in quattro per aiutarli.

Tra i dodici c’è anche Carol Sturka, una misogina scrittrice di best seller che a causa del virus ha perso la sua compagna. Tra una crisi di nervi e l’altra, vorrebbe fare qualcosa per tornare al vecchio mondo, ma si scontra con l’indifferenza degli altri: l’unico che forse la pensa come lei vive isolato in Sudamerica, e per il momento gli sceneggiatori non gli hanno dato molto spazio.

Una scena della prima stagione della serie in nove puntate

“Pluribus” è una serie in nove puntate in onda su Apple Tv. Fino a questo momento ne sono uscite sei e non ci si annoia. Resta da vedere se il delicato equilibrio tra i colpi di scena di una una trama inquietante e le riflessioni per così dire filosofiche sul libero arbitrio e il valore dell’individuo reggerà fino alla fine. Ma l’autore, Vince Gilligan, sa il fatto suo: è lo stesso di “Breaking Bad” e “Better Call Saul”, due delle serie più riuscite degli ultimi anni. Anche Rhea Seehorn, l’attrice che interpreta Carol, dimostra che i numerosi  riconoscimenti vinti nel corso della carriera sono pienamente meritati; sempre in scena, è perfetta nella parte di una donna tormentata e combattiva, convinta che nel mondo modellato dal virus ci sia qualcosa di profondamente sbagliato. Per sapere se ha ragione dovremo forse aspettare a lungo. Mancano solo tre episodi alla fine della stagione, ma non è detto che saranno sufficienti per chiarire la situazione: sembra che Apple ne abbia  già messo in cantiere una seconda. © RIPRODUZIONE RISERVATA

(*) L’autore dirige oltreilponte.org

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Giornalista, già responsabile del telegiornale scientifico Leonardo su Rai 3. Ha due figlie, quattro nipoti e un cane. Ama la vela, la montagna e gli scacchi. Cerca di mantenersi in funzione come le vecchie macchine fotografiche analogiche che colleziona, e dopo la pensione continua ad occuparsi di scienza, politica e cultura sul blog “Oltreilponte.org”.