
Grazie alla scelta coraggiosa di usare in molti dialoghi il polinesiano a rischio di estinzione, la serie tv ricostruisce con notevole fedeltà le vicende storiche e lo stile di vita di una popolazione alle prese con i cambiamenti portati dall’arrivo dei bianchi, con la loro cupidigia e le loro armi. Non commette però l’errore di idealizzare i nativi, tutt’altro che remissivi come dimostra l’uccisione del grande navigatore inglese James Cook nel 1779. “Chief of War“ è un prodotto di largo consumo che si guarda con piacere grazie anche all’incredibile fascino degli scenari naturali delle isole
◆ La recensione di BATTISTA GARDONCINI *
► Il gigantesco attore Jason Momoa, specializzato nelle parti del forzuto, è diverso da come appare. Dietro ai muscoli si nasconde una persona gentile, generosa e molto legata alla tradizioni della sua terra di origine, le Hawaii. Dunque non sorprende che della serie “Chief of War” — nove episodi recentemente usciti su Apple TV+ — sia non soltanto l’interprete principale, ma anche il produttore esecutivo e uno degli sceneggiatori. Momoa interpreta un personaggio realmente esistito, il guerriero Kaʻiana, uno dei protagonisti delle feroci guerre tribali che alla fine del Settecento portarono alla nascita di un regno unitario nelle isole, guidato dal sovrano Kamehameha I.
La figura di Kaʻiana è ovviamente romanzata e non mancano le intricate vicende sentimentali tipiche di ogni serie tv che si rispetti. Ma “Chief of War”, grazie anche alla scelta coraggiosa di usare in molti dialoghi il polinesiano a rischio di estinzione, ricostruisce con notevole fedeltà le vicende storiche e lo stile di vita di una popolazione alle prese con i cambiamenti portati dall’arrivo dei bianchi, con la loro cupidigia e le loro armi. Non commette però l’errore di idealizzare i nativi, tutt’altro che remissivi come dimostra l’uccisione del grande navigatore inglese James Cook nel 1779.

Una grande battaglia, da cui Kamehameha esce vincitore, conclude la prima stagione di “Chief of War”, ma tutto fa pensare che ce ne saranno altre. La centenaria storia del regno, fino alla proclamazione di una effimera repubblica e all’annessione a mano armata ad opera degli Stati Uniti nel 1898, è ricchissima di spunti narrativi. “Chief of War“ è un prodotto di largo consumo che si guarda con piacere grazie anche all’incredibile fascino degli scenari naturali delle isole, a un accorto uso degli effetti speciali e a una azzeccata scelta degli attori, molti dei quali di origine hawaiana come Momoa, e alti almeno quanto lui. Dipenderà dal clima o dalla alimentazione? © RIPRODUZIONE RISERVATA
(*) L’autore dirige oltreilponte.org
