Nicola Tranfaglia, storico della politica e del giornalismo, da ricordare con gratitudine

Nicola Tranfaglia in un ritratto di Francesco Ardizzone

Accademico, giornalista di valore e deputato della Repubblica emarginato da una politica attenta all’ultimo sondaggio e allergica alla faticosa disciplina dello studio e della riflessione. Era uno degli storici più importanti della politica e del giornalismo, dedicando a quest’ultima disciplina numerosi volumi di ricerca, da solo o con Valerio Castronovo. Aveva esordito come saggista sulla bella rivista di Francesco Compagna, “Nord e Sud”, si era laureato all’Università Federico II per poi divenire docente all’Università di Torino dove era emigrato quale assistente di un grande docente quale Alessandro Galante Garrone, svolgendo anche per un certo periodo il mestiere di commentatore politico sul “Corriere della Sera”


Il ricordo di VITTORIO EMILIANI

NICOLA TRANFAGLIA, NATO a Napoli nel 1938, era uno degli storici più importanti della politica e del giornalismo, dedicando a quest’ultima disciplina numerosi volumi di ricerca, da solo o con Valerio Castronovo. Aveva esordito come saggista sulla bella rivista di Francesco Compagna, “Nord e Sud”, si era laureato all’Università Federico II per poi divenire docente all’Università di Torino dove era emigrato quale assistente di un grande docente quale Alessandro Galante Garrone, svolgendo anche per un certo periodo il mestiere di commentatore politico sul “Corriere della Sera”, ma non era il suo mestiere e presto l’aveva lasciato per indagini storiografiche: sul terrorismo all’epoca montante, sulle radici profonde della mafia.

Docente di storia contemporanea, all’Ateneo torinese, ricordo che veniva spesso citato con ammirazione da Giampaolo Pansa per il coraggio che, a differenza di lui, aveva dimostrato nel lasciare – a differenza di lui – la ben più lucrosa carriera giornalistica per quella universitaria. Eravamo amici e ci stimavamo. Fummo insieme in un convegno che il sindaco di Predappio, Frassineti, organizzò con Cofferati sulla dura congiuntura economica al Teatro Comunale, affollato e attento. L’ho rivisto di recente in via Condotti e camminava con grande stento. Non ebbi cuore di disturbarlo.

Preside di Facoltà, ha avviato il primo master di giornalismo [credit Ansa)

Anche dai libri suoi, di Castronovo e di altri ho appreso tanto. Un settore originale, con Giuseppe Carrubea, era stato l’analisi storica dell’intreccio fra mafia e terrorismo “nero” in Sicilia. Amico come me di Paolo Murialdi – che avevo concorso ad eleggere per pochi voti alla presidenza della Fnsi candidandolo all’ultima ora assieme ad Andrea Barbato, Nuccio Fava e Giulio Mazzocchi − fu sempre vicino a quel presidente che rompeva finalmente, specie con Piero Agostini segretario, una lunga tradizione corporativa e ultramoderata (Missiroli-Gonella- Scarlata). Un uomo da ricordare con sincera gratitudine. © RIPRODUZIONE RISERVATA


La vita piena di un uomo per bene in una sinistra vicina ai più deboli

Una capacità non comune di coinvolgere i giovani nei suoi progetti, tra i tanti l’esperienza come direttore di “Città” insieme a Diego Novelli. Si deve a lui la nascita a Torino di un master che ha reso più trasparente l’accesso alla professione giornalistica

Il commento di BATTISTA GARDONCINI

LO STORICO DELL’ETÀ contemporanea Nicola Tranfaglia, morto ieri a Roma a 82 anni, è stato anche un giornalista di valore, e un politico che non ha mai rinnegato i valori di una sinistra vicina ai più deboli e non rassegnata al credo ultraliberista. Anche per questo era stato progressivamente emarginato da una politica che ha come unico punto di riferimento l’ultimo sondaggio, e non apprezza chi agli slogan preferisce la faticosa disciplina dello studio e della riflessione.

Allievo di Galante Garrone, docente apprezzato, preside di facoltà, Tranfaglia ha scritto moltissimo, e molto ha fatto scrivere. Accanto ai saggi accademici e di divulgazione e ai tanti articoli su quotidiani e riviste, va ricordata la sua lunga attività di organizzatore scientifico, culturale ed editoriale, e la non comune capacità di coinvolgere i giovani nei suoi progetti. Tra i tanti, ricordiamo l’esperienza come direttore di “Città” insieme a Diego Novelli, e che si deve a lui la nascita a Torino di un master che ha reso più trasparente l’accesso alla professione giornalistica.

Da sempre vicino alla sinistra, deluso dalle scelte dei democratici di sinistra, nel 2004 era uscito dal partito e si era avvicinato ai comunisti italiani. Nel 2006 fu eletto deputato per l’Unione e fece parte della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai. Nel 2008 si candidò con la sinistra arcobaleno al senato, ma la lista non superò lo sbarramento. Nel 2009 corse senza esito alle Europee con l’Italia dei valori. Ma al di là dei travagli che hanno caratterizzato la sue ultime vicende politiche, peraltro comuni a tanti altri intellettuali non organici, restano i suoi scritti a testimoniare della vita piena di una persona per bene. [L’autore dirige Oltreilponte.org]

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