È passato quasi mezzo secolo da quando uscì “Il Tao della Fisica” di Fritjof Capra, un viaggio – da scienziato – nell’antico sapere cinese. E sono passati cinque anni da quando i meridiani – pilastri della medicina orientale – sono stati “sdoganati” da un articolo scientifico. Un testo dove la fisica teorica incontra la biologia, e dove veniva costruito e presentato un modello per riprodurre la fenomenologia dei meridiani e delle loro relazioni con strutture anatomiche. C’è un rapporto tra il flusso dell’energia del corpo, dove la vita dipende dalla rete di canali attraverso i quali scorrono le sostanze vitali, e l’energia della terra. Un paragone efficace è con il sistema naturale delle sorgenti, dei ruscelli, fiumi e laghi, ma anche con sistemi “corretti” dall’uomo come quelli di irrigazione dei campi agricoli. Ma il discorso è decisamente più ampio. I meridiani godono di proprietà elettriche specifiche. Tutto questo ci può suggerire una riflessione ma anche risposte alla richiesta energetica globale


 L’articolo di GIANNI MATTIOLI e MASSIMO SCALIA

Quei nuovi 1000 GW di rinnovabili all’anno che l’outlook di Irena prevede come indispensabili per restare entro più 1,5 °C sono un vero incubo. Assai impervi da realizzare, tali da cimentare l’ottimismo in materia che Gianni Silvestrini profonde a piene mani da circa quarant’anni. Meglio, allora, superare una visione meccanicistica ed esteriore dell’energia “motore dello sviluppo”, pur se sostenibile nel caso delle rinnovabili, per attingere a una forma più profonda e interiore: l’energia che fluisce nei nostri corpi attraverso quei veri e propri canali che sono i “meridiani”, i pilastri della medicina cinese e al contempo anche gli elementi di una diversa concezione del mondo. 

La copertina de “Il Tao della fisica” di Fritjof Capra; sotto il titolo, l’autore

Oddio, vediamo già i volti, tra il grifagno e il disgustato, dei colleghi delle arcigne corporazioni dei fisici e dei matematici, che non accolsero molto bene “Il Tao della Fisica” (1975), l’excursus che Fritjof Capra, un fisico, operò nell’antico sapere cinese. Gli valse, però, una fama internazionale e, da subito, un’attenzione del mondo intellettuale. Severa quella di Rossana Rossanda, che in un intervento sul Manifesto ravvisava in quel “Tao”, sul filo di una malcelata ironia, un prodotto culturale tipicamente “verde”; per approdare alla scorata conclusione che mai su queste basi si poteva pensare di mettere in crisi il potere della borghesia, del capitale. Oddio, a parte la sostanziale gratuità dell’attribuzione “verde” a quel pensiero, sorse spontaneo da vari petti il coro, muto per il rispetto verso l’interlocutrice: “Il bue che dice cornuto all’asino”, visto che il gruppo fondatore del Manifesto “prefigurava” molto e scavalcava il problema del potere borghese in nome di una asserita e diffusa “maturità del comunismo”! 

Per fortuna, ormai è un lustro, i meridiani sono stati sdoganati da un articolo scientifico, firmato anche da due valenti fisici teorici, nel quale, a colpi di teoria dei sistemi dinamici e di teoria quantistica dei campi, veniva costruito e presentato un modello per riprodurre la fenomenologia dei meridiani e delle loro relazioni con strutture anatomiche (2018, Modeling Meridians Within the Quantum Field Theory, Jams). «I biologi hanno dimostrato che la rete di tessuto connettivo del corpo ha una composizione cristallina fluida e sembra essere una rete superconduttiva ad alta velocità per la trasmissione di informazioni in tutto il corpo. Per questo ed altri motivi, la “matrice vivente”, come talvolta viene chiamata, è stata identificata come il correlato primario del sistema dei meridiani cinesi» (ibidem). 

Affermazioni di questo tipo, anche se un po’ ostiche, non devono sorprendere da quando, sul finire degli anni ’60, Herbert Frölich, uno dei pionieri della Fisica dello Stato Solido, ipotizzò autorevolmente che anche per i sistemi biologici potevano essere predicati comportamenti simili a quelli riscontrati nella materia inorganica, quali la superfluidità o la superconduttività (Fröhlich, H., 1968, Long-range coherence and energy storage in biological systems, Int. J. Quantum Chem. 2: 641- 49). Mitocondri, organelli, membrana, altri componenti cellulari e molecole organiche possono essere schematizzati come sistemi di dipoli elettrici in oscillazione l’incessante moto della materia, dei primordia rerum, mirabilmente intuito e descritto da Lucrezio nel “De rerum natura” – che emettono onde elettromagnetiche. Infatti, pur essendo ogni componente elettricamente neutro, la sua distribuzione di carica varia nel tempo generando in continuazione addensamenti di cariche negative in una sua regione e quindi positive nella regione da esse abbandonata; un dipolo, appunto, una microscopica antenna che emette, come garantisce la legge di Larmor, onde elettromagnetiche della stessa frequenza di oscillazione della carica. Sono moti caotici, ma sotto certe condizioni di “coerenza”, si determinano anche per i sistemi biologici i comportamenti previsti da Frölich.

Ma facciamo un passo indietro, che cosa sono questi meridiani? Percorsi filamentosi attraverso il tessuto connettivo, canali che trasportano nel nostro corpo flussi di Chi, l’energia. Immediato il paragone tra i canali energetici che descrivono i movimenti della Chi nel corpo e i sistemi di irrigazione dei campi, sorgenti d’acqua, ruscelli, fiumi e laghi che portano la vita sulla terra. Ricco di metafore e analogie in tutto il pensiero e la filosofia cinese, e non solo nella medicina, il concetto di canale. Nel canale possono verificarsi cambiamenti nel flusso, che però non deve fermarsi. Allo stesso modo, nel corpo, la vita dipende dalla rete di canali attraverso i quali scorrono le sostanze vitali e l’energia.

Dal punto di vista medico i meridiani sono così essenziali alla medicina cinese, e ad altre medicine orientali, che la loro assenza farebbe loro perdere il carattere olistico che le caratterizza. Essi connettono l’alto col basso, il centro con la periferia, l’interno con l’esterno, il mondo umano con il Cosmo, l’ambiente e ogni funzione vitale. L’aspetto materiale, prevalentemente Yin, è rappresentato dalla loro struttura: canali energetici con percorsi e direzioni che iniziano e finiscono da qualche parte. Le loro funzioni sono invece legate al carattere immateriale, prevalentemente Yang, e sono espressioni della vita, del nostro essere e dei movimenti di Chi, essenziali per noi esseri viventi.

Una traslitterazione, parziale e per la cultura occidentale, degli ideogrammi che rappresentano i meridiani, le loro connessioni con gli organi del nostro corpo, con gli elementi naturali, col metallo e col legno, con gli stati d’animo, con l’espandersi e il destrutturarsi della nostra energia è rappresentata nei diagrammi qui sotto. Dei quali ringraziamo i “traslitteratori”, i naturopati Agata Fantauzzi e Lorenzo Uhl. 

I meridiani godono di proprietà elettriche specifiche in diversi loro punti, i quali mostrano una resistenza elettrica significativamente inferiore agli altri: sono oltre 2000 punti, quelli praticati dall’agopuntura cinese. L’individuazione precisa di questi punti in termini di mappe anatomiche è dovuta alla colossale opera (otto volumi) di Reinhold Voll, un medico tedesco che negli anni ’50 propose un suo metodo di agopuntura inteso alla formulazione di diagnosi: l’elettro-agopuntura alla Voll (Eav). Rilevato uno di questi punti con uno strumento semplice, sostanzialmente un potenziometro, poiché il punto è connesso tramite il suo meridiano a uno specifico organo, Voll riteneva di poter pervenire a una diagnosi sulla base dell’orientamento, a destra o a sinistra, di un indicatore. Troppa grazia Sant’Antonio! 

Un esempio delle tante tabelle redatte nei suoi libri da Reinhold Voll. I punti, candidati all’Eav, sono quelli desunti dalla medicina cinese, con i collegamenti con i vari organi del nostro corpo. Anche se il metodo, con non molti raffinamenti, è stato oggetto di una vastissima pubblicistica scientifica da molte parti del mondo, e vari ricercatori medici continuino ad usarlo, in realtà l’unica cosa certa – verificata con uno strumento di elettronica avanza, Apec 300, nel corso di vari seminari tenuti presso il Cirps (Centro Interuniversitario di Ricerca Per lo Sviluppo Sostenibile) da dieci anni a questa parte – è la rilevante differenza di resistenza elettrica, anche per un fattore mille, tra quei punti e quelli non appartenenti ai meridiani. Infatti, non è mai stata provata, secondo i canoni della medicina occidentale, la relazione tra malattia, oggetto della diagnosi, e differente resistenza elettrica dei punti. 

Il modello presentato nell’articolo citato consentiva, come risultato finale, sia l’analisi delle azioni reciproche tra meridiani e attività biochimica che quella dei meridiani con strutture filamentose anatomiche. Il tutto invocando, in quest’ultimo caso, la rottura spontanea della simmetria (Sbs) per trasformazioni (traslazioni, rotazioni), rispetto alle quali invece le equazioni di campo dovrebbero risultare invarianti. Ma, come rivendicano gli autori, la Sbs è condizione sufficiente perché esistano correlazioni a distanza, una richiesta fondamentale atteso il ruolo che il modello attribuisce agli stati coerenti del campo elettromagnetico. 

In ultima analisi, però, la promessa: «…svilupperemo un possibile meccanismo dinamico dal quale sembra generarsi la fenomenologia osservata dei meridiani e il ruolo che essa gioca nel nostro modello» ancorché mantenuta non sembra superare l’ostacolo del collegamento con la malattia e aprire la possibilità di una diagnosi, che sono l’obiettivo medico. E, per fare un passo avanti, bisognerebbe ricordare che ogni modello di cute, alla quale vanno applicati gli elettrodi più o meno puntiformi nella prospettiva di una diagnosi, non è riducibile alla sola resistenza cutanea, ma deve tener conto anche della capacità di quell’area, cioè di quella che complessivamente vien detta impedenza cutanea.

Il collegamento tra medicina cinese e la sua antica sapienza con la cultura e la scienza occidentali, oggetto di innumerevoli studi, una sola piccola parte qui riportata, resta un terreno di indagine e di ricerca. A noi, nei difficili tempi degli “almeno 1000 GW all’anno di rinnovabili”, rimane l’immagine rasserenante, anche se densa della sua problematicità, di quei canali d’energia per il nostro organismo che sono i meridiani. 

Rasserenante finché lo sguardo non coglie lo spot dell’Eni, che dallo smaccato greenwashing di Plenitude è passato direttamente alla presa per i fondelli: “Qualcuno non si è accorto che in questo spot c’è l’energia eolica”. Eppure, nei Paesi Bassi un’Alta Corte ha imposto alla Shell di rivedere verso l’alto i suoi obiettivi al 2030 sulle rinnovabili. Su questo piano l’Eni è maglia nera tra gli “oil & gas”: 15 GW di rinnovabili al 2030, contro i 50 della Bp e i 100 della Total. Ma la nostra Alta Corte è fatta di fini giuristi, menti sottili che disdegnano queste volgarità, e poi, magari, c’è anche un po’ di pavidità per scontri “istituzionali”. Quel Descalzi, “El Ceo” dell’Eni, ha soggiogato col suo oleoso fascino la quasi totalità dei media e dei centri di ricerca universitari ed è il capo di fatto del Governo, politica estera e politica energetica… © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Questo articolo è pubblicato anche su QualEnergia

Scienziato e politico, leader del movimento antinucleare e tra i fondatori di Legambiente. Primo firmatario, con Alex Langer, dell’appello (1984) per Liste Verdi nazionali. Alla Camera per i Verdi (1987-2001) ha portato a compimento la chiusura del nucleare, le leggi su rinnovabili e risparmio energetico, la legge sul bando dell’amianto. Presidente delle due prime Commissioni d’inchiesta sui rifiuti (“Ecomafie”): traffici illeciti nazionali e internazionali; waste connection (Ilaria Alpi e Miran Hrovatin); gestione delle scorie nucleari. Tra gli ispiratori della Green Economy, è stato a fianco della ribellione di Scanzano (2003) e consulente scientifico nelle azioni contro la centrale di Porto Tolle e il carbone dell’Enel (2011-14). Co-presidente del Decennio per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile dell’Unesco (2005-14). Tra i padri dell’ambientalismo scientifico, suo un modello teorico di “stato stazionario globale” (2020) (https://www.researchgate.net/profile/Massimo-Scalia)