Qui e sotto il titolo, due scatti di José Saramago in età matura

La più importante figura di scrittore portoghese del Novecento dovette il suo nome alla distrazione di un ufficiale di stato civile, che secondo un uso tipico delle comunità rurali sapeva i soprannomi di tutti; scrisse Saramago, come quella famiglia era conosciuta, dal nome di una pianta tipica del luogo, che corrisponde a una varietà di ravanello selvatico. A causa delle ristrettezze economiche familiari il futuro Premio Nobel della letteratura (nel 1998) non poté frequentare il liceo, che gli avrebbe aperto l’accesso all’università, ma in un istituto tecnico-industriale ebbe una formazione di fabbro saldatore. Che Saramago non fosse nato per lavorare i metalli ma le parole, lo diceva la sua stessa fisicità. Il corpo esile e slanciato (da vecchio addirittura filiforme), le dita sottili come quelle di un violinista, gli occhialoni di chi ha consumato la vista sui libri


L’articolo di CARLO GIACOBBE

MUTUANDO LA CELEBRE dedica (ripresa da Dante) di “Terra desolata” fatta da T.S. Eliot a Ezra Pound, “il miglior fabbro”, viene spontaneo l’accostamento con José Saramago, che il mestiere di fabbro lo aveva studiato (e detestato) veramente. Esattamente oggi la più importante figura di scrittore portoghese del Novecento compirebbe un secolo. Saramago era nato ad Azinhaga, paese del comune di Golegã, nella regione del Ribatejo, subito a nord dell’area di Lisbona, dove la famiglia, di origini contadine, si trasferì quando José non aveva ancora due anni, in seguito alla perdita di un altro figlio, Francisco, di quattro anni. Il suo nome lo dovette alla distrazione di un ufficiale di stato civile, che secondo un uso tipico delle comunità rurali sapeva i soprannomi di tutti; scrisse Saramago, come quella famiglia era conosciuta, dal nome di una pianta tipica del luogo, che corrisponde a una varietà di ravanello selvatico. L’impiegato comunale, però, avrà avuto davvero molto altro a cui pensare, visto che non contento di avergli “inventato” il cognome gli alterò di due giorni anche la data di nascita, annotando il 18 novembre 1922 al posto del 16, giorno effettivo in cui José venne al mondo. Sebbene già da bambino fosse fortemente inclinato per lo studio, curiosissimo di apprendere qualsiasi cosa e versato soprattutto nel campo storico-umanistico, a causa delle ristrettezze economiche familiari non poté frequentare il liceo, che gli avrebbe aperto l’accesso all’università, ma in un istituto tecnico-industriale ebbe una formazione di fabbro saldatore. Ciò non gli impedì, da autodidatta, di acquisire una solida cultura, grazie alle lunghe ore che, finito il turno in officina, passava ogni giorno in biblioteca. 

António de Oliveira Salazar, primo ministro e dittatore fascista del Portogallo dal 1932 al 1968

Che Saramago non fosse nato per lavorare i metalli ma le parole, lo diceva la sua stessa fisicità. Il corpo esile e slanciato (da vecchio addirittura filiforme), le dita sottili come quelle di un violinista, gli occhialoni di chi ha consumato la vista sui libri. Comunista nell’intimo (si iscriverà clandestinamente al partito solo nel 1969) e ateo dichiarato, tuttavia non svolse un’attività di scoperta opposizione al regime di António Salazar e poi del suo successore Marcelo Caetano. Molti sapevano, le autorità sospettavano, lo avevano in antipatia e non di rado censuravano i suoi scritti da giornalista o da critico, ma non arrivarono mai a dimostrare che fosse un sovversivo; ché altrimenti sarebbe finito in carcere. Chi invece ebbe un’esperienza terribile a causa della sua militanza universitaria contro il regime fu Violante, l’unica figlia, che lo scrittore ebbe con la prima moglie, la pittrice Ilda Reis. Violante è nata nel 1947, lo stesso anno in cui il padre pubblicò “Terra del peccato”, un’opera ben lontana dalla cifra stilistica e contenutistica del Saramago grande narratore/saggista. Nel 1973, un anno prima che la dittatura implodesse (Salazar era morto da tre anni e Caetano ne era il continuatore) Violante fu arrestata dalla Pide, la polizia politica, e rinchiusa a Caxias, una delle prigioni per i detenuti politici, dove rimase per tre mesi senza processo, prima di essere messa in libertà senza una accusa formale. 

Ilda Reis, José Saramago e la loro figlia Violante nel 1950

In conversazioni con me, che ho avuto modo di conoscerla e di averla incontrata più volte, Violante Saramago ha accennato a quel periodo, compreso il fatto che quando fu arrestata aveva avuto una bambina di pochi mesi; al tempo abitava con la madre, essendo i genitori divorziati da anni. Il padre allora viveva a Lisbona con la scrittrice Isabel Nóbrega, con la quale rimase per 16 anni, sino al 1986. Mentre era detenuta, Violante aveva dovuto affidare la neonata alla mamma, che qualche volta andava a trovarla per farle vedere anche la bambina, quando il duro regolamento e l’arbitrio del carceriere di turno lo consentivano. Altro, sulla sua detenzione, Violante si è sempre rifiutata di rivelare. Ci sono ricordi che non ci si sente di condividere neppure con le persone di famiglia, figurarsi con un amico giornalista. Di formazione biologa, ha fissato da decenni la sua residenza a Madeira; oggi è un’apprezzata pittrice e scrittrice di racconti per bambini. 

Dopo il romanzo d’esordio Saramago farà diverse professioni, sia durante che subito dopo la dittatura. La principale è il giornalista, ma anche l’editore, il disegnatore, il funzionario statale, il traduttore. Perché il suo nome suoni familiare ai più come uno dei più grandi narratori di ogni latitudine dovrà passare parecchio tempo. Quasi 20 anni da “Terra del peccato”, per riprendere a scrivere in modo creativo e questa volta sono poesia e testi teatrali, generi in cui dà prove complessivamente apprezzate dalla critica. Ma non è ancora il “vero” Saramago. Lo scrittore, dotato di sottile autoironia, ha sempre celiato affermando di non essere stato un mostro di precocità come autore di romanzi, che sono stati tradotti in 25 lingue e che nel 1998 gli sono valsi il Premio Nobel per la letteratura.

Dopo il romanzo d’esordio Saramago farà diverse professioni, sia durante che subito dopo la dittatura. La principale è il giornalista, ma anche l’editore, il disegnatore, il funzionario statale, il traduttore

Dalla fine degli anni ’70 al riconoscimento dell’Accademia svedese passano 28 anni, nei quali Saramago pubblica una quantità notevole di titoli. Tra i primi, il più noto è “Memoriale del Convento”, che si svolge in un Portogallo tardo barocco in cui il re Giovanni V ordina la costruzione dell’imponente monastero di Mafra come segno di ringraziamento a Dio per la nascita dell’erede che sembrava non arrivare più. Le due figure indimenticabili del romanzo, al quale fa da sfondo l’Inquisizione, sono la coppia Sette-soli e Blimunda, con doti di veggenti, la cui unione di fatto viene benedetta da uno strano prete scienziato, peraltro esistito davvero, che compie esperimenti con aerostati, alla presenza anche di Domenico Scarlatti, trasferitosi in Portogallo come musicista cesareo. Il compositore italiano Azio Corghi si è ispirato a Saramago per l’opera lirica “Blimunda”, con libretto dello stesso compositore e la collaborazione del romanziere […]. (l’articolo segue nel numero 32 del Magazine in uscita a fine settimana) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mi divido tra Roma, dove sono nato, e Lisbona, dove potrei essere nato in una vita precedente. Ho molte passioni, non tutte confessabili e alcune non più praticabili, ma che mai mi sentirei di ripudiare. In cima a tutte c'è la musica, senza la quale per me l'esistenza non avrebbe senso. Non suono alcuno strumento, ma ho studiato canto classico (da basso) anche se ormai mi dedico (pandemia permettendo) al pop tradizionale, nei repertori romano, napoletano e siciliano, e al Fado, nella variante solo maschile specifica di Coimbra. Al centro dei miei interessi ci sono anche la letteratura e le lingue. Ne conosco bene cinque e ho vari gradi di dimestichezza con altrettante, tra vive, morte e, temo, moribonde. Ho praticato vari generi di scrittura; soprattutto, ma non solo, saggi e traduzioni dall'inglese e dal portoghese. Per cinque anni ho insegnato letteratura e cultura dei Paesi lusofoni alla Sapienza, mia antica alma mater. Prima di lasciare, con largo anticipo, l'Ansa e il giornalismo attivo, da caporedattore, ho vissuto come corrispondente e inviato in Egitto, Stati Uniti, Canada, Portogallo, Israele e Messico. Ho appena pubblicato “100 sonétti ‘n po’ scorètti", una raccolta di versi romaneschi. Sono sposato da 40 anni con Claudia e insieme abbiamo generato Viola e Giulio

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