Signore e signori, ecco a voi la Dubai dell’Adriatico. Made in China (forse) 

Tre miliardi di euro per 5 milioni di metri cubi spalmati su 150 ettari tra la foce del fiume Trigno e la foce del Torrente Mergolo: 17 ville di lusso (11 sul mare), 25 palazzi di otto piani, 22 di dieci, 25 di dodici e 16 torri da quindici piani l’una, altre 23 da venti piani e 16 da venticinque. Dove? A Montenero di Bisaccia, il paese di Antonio Di Pietro. E non è ancora finita: 200 ristoranti, 4 alberghi di lusso da otto piani per un totale di 25 mila metri quadrati, un centro polifunzionale, un centro commerciale, un auditorium, centri benessere, cliniche estetiche e altro ancora. Chi c’è dietro e quali capitali finanziari li muove?


L’inchiesta di LILLI MANDARA, da Montenero di Bisaccia 

¶¶¶ Pochi giorni prima della pandemia all’inizio dello scorso anno, l’imprenditore canadese George Cohen si presenta il 27 febbraio al Municipio di Montenero di Bisaccia, il paese di Antonio Di Pietro. Vuole illustrare al sindaco il suo progetto di trasformazione di un tratto di costa tra i più selvaggi e incontaminati del Molise. Lo chiama “South Beach” sognando di farne il punto di attrazione per turisti di tutto il mondo, una sorta di Dubai dell’Adriatico. Il primo cittadino dell’epoca, Nicola Travaglini, lo accoglie a braccia aperte: un’occasione da non perdere, pensa lui. E che importa se si tratta di un mega insediamento immobiliare destinato a modificare per sempre lo skyline di questo tratto di mare con tonnellate e tonnellate di calcestruzzo, grattacieli e torri a pochi passi dalla spiaggia. No, va tutto bene se, sull’altro piatto della bilancia, ci sono seimila posti di lavoro, cliniche e centri commerciali. Per questa terra piegata dalla crisi industriale sarebbe una grande boccata di ossigeno, attrazione per turisti e stimolo per tante giovani coppie a mettere su casa qui. 

Il Cohen che sbarca in Molise non ha niente a che fare con l’omonimo presidente e amministratore delegato di Traders Group limited, Hermes Bancorp e Hermes Bank, definito da Wikipedia imprenditore e filantropo canadese che vive in Messico, il cui patrimonio nel 2016 era stimato in 2,1 miliardi di dollari. Il Cohen molisano si accompagna a un gruppo di investitori cinesi che si sono innamorati di questo pezzo di terra, come l’83,7% dei turisti o aspiranti tali, secondo una classifica allegata al progetto “South Beach”. Da cui il Molise risulta tra le regioni italiane più amate, con la Puglia al secondo posto, la Sicilia al terzo e la Liguria all’ultimo col suo 79%. 

Una folle speculazione immobiliare secondo il “Gruppo di intervento giuridico” e il Coordinamento per la tutela delle “Vie verdi d’Abruzzo”. Parlano i numeri: tre miliardi di euro per 5 milioni di metri cubi spalmati su 150 ettari tra la foce del fiume Trigno e la foce del Torrente Mergolo con 17 ville di lusso, 11 delle quali sul mare, 25 palazzi di otto piani, 22 di dieci, 25 di dodici e 16 torri da quindici piani l’una, altre 23 da venti e infine 16 da venticinque piani con 200 ristoranti, 4 alberghi di lusso da otto piani per un totale di 25 mila metri quadrati, un centro polifunzionale da 15 mila metri quadrati, un centro commerciale, un auditorium oltre a centri benessere, cliniche estetiche e altro ancora. Tutto in mezzo a una rete di canali navigabili dove ormeggiare le imbarcazioni, sul modello Dubai, appunto.

Per ora è un progetto sulla carta, anche se la nuova sindaca di Montenero, Simona Contucci, ex Idv come tutti a Montenero di Bisaccia e ora lista civica con tutti dentro da destra a sinistra, eletta a settembre scorso, ha chiesto e ottenuto che la Regione organizzasse un tavolo tecnico con una ventina di enti, compresi Sovrintendenza e ministero dei Beni culturali, per valutare l’impatto dell’opera. Un insediamento che ha già scatenato i campanili e le rivalità dei paesi vicini, come San Salvo, visto che il sindaco ha minacciato di alzare di alcuni piani i grattacieli del residence Le Nereidi: se lo può fare la vicina Montenero perché non anche lui? «È ancora tutto molto prematuro», spiega la prima cittadina. «A me sta a cuore la tutela del paesaggio, tanto che mi sto dando da fare per creare una riserva sul Trigno, nonostante i cattivi odori che provengono dal depuratore di competenza abruzzese, ma da sindaca ho l’obbligo di valutare il ritorno in termini di posti di lavoro che questo progetto ci potrà dare. Sarà il tavolo tecnico a decidere». 

«Non è solo uno scempio ambientale, ma un mega-piano speculativo, una vera e propria devastazione che annienterebbe l’economia locale che sta faticosamente cercando nuove strade di valorizzazione sociale e territoriale, attraverso piccole attività e la creazione di un sistema costiero integrato», commenta Rossano Pazzagli, docente di Storia del Territorio e dell’Ambiente dell’Università del Molise e direttore del Centro di ricerca per le aree interne e gli Appennini (ArIa) e del Centro studi sul Turismo: «da Termoli a Vasto, questo intervento costituirebbe una perturbazione senza precedenti e una vera e propria colonizzazione del territorio».

Insomma, il «peggiore assalto alla costa Adriatica degli ultimi 50 anni», dice il Coordinamento per la tutela delle “Vie verdi”. E mentre la sindaca pensa a una consultazione dei cittadini di Montenero (seimila e rotti abitanti) si fanno scommesse sui propositi del signor Cohen e sulla vera identità degli investitori: e qualcuno fa il nome di Sarni, il colosso delle autostrade del sud di Chieti. Una specie di Benetton in miniatura. 

Nessuna voce favorevole, al momento. Anche l’associazione “Erpetologi italiani” denuncia il rischio di estinzione di alcune specie di rettili di interesse comunitario, come l’Emys orbicularis e la Testudo hermanni, messi già a dura prova da incendi, disboscamenti e bonifiche. Con il “South Beach” rischia di estinguersi, a ben vedere, uno dei tratti più belli e incontaminati dell’Adriatico. Testuggini incluse. ♦ © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Foto: sotto il titolo, panorama di Montenero di Bisaccia (sullo sfondo la costa molisana); in alto, la sequenza del territorio su cui dovrebbe svilupparsi il progetto “South Beach” con dettaglio dell’area e grafico degli insediamenti immobiliari; in basso, centro storico di Montenero, la sindaca Simona Contucci e il professor Rossano Pazzagli

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Ha lavorato nella redazione abruzzese del “Messaggero” dal 1984 al 2014. Ha seguito per il quotidiano di Roma molte vicende dell’attualità italiana. Dal 2015 è direttore responsabile del blog “Maperò”, testata giornalistica che si occupa in Abruzzo di politica, cultura e cronaca. Collabora col “Fatto quotidiano” e con “Donne Chiesa Mondo”, il mensile dell’“Osservatore Romano”.