La Rete nazionale di Farmacovigilanza raccoglie le segnalazioni di effetti sospetti su farmaci e vaccini. Fa capo all’Aifa, Agenzia italiana del farmaco, registra i dati ma non risponde. Lo denuncia un comitato di cittadini che assiste chi si trova in difficoltà dopo l’assunzione della dose vaccinale e ha raccolto alcune decine di testimonianze video. «Noi siamo stati diligenti nei confronti dello Stato — sottolinea il portavoce del Comitato — abbiamo pensato che tutte le verifiche sui vaccini fossero state fatte, però dopo le reazioni avverse siamo rimasti soli. Forse la paura di ritrovarsi con gli ospedali pieni ha accelerato le procedure in modo eccessivo. È come in un bombardamento: per colpire il nemico, si colpiscono anche i civili»


L’analisi di LAURA CALOSSO

Rapporto sorveglianza vaccini Covid-19 – 12 ottobre 2021

IN QUESTI GIORNI SI sente parlare di reazioni avverse da vaccino. Cosa sono? Per reazione avversa — si legge nel sito di Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco — si intende «un effetto nocivo e non voluto conseguente non solo all’uso autorizzato di un medicinale alle normali condizioni di impiego, ma anche agli errori terapeutici e agli usi non conformi alle indicazioni autorizzate, incluso l’uso improprio e l’abuso del medicinale». La reazione avversa va distinta dall’evento avverso, ovvero «qualsiasi episodio sfavorevole che si verifica dopo la somministrazione di un farmaco o di un vaccino, ma che non è necessariamente causato dall’assunzione del farmaco o dall’aver ricevuto la vaccinazione».

La Rete Nazionale di Farmacovigilanza è un sistema di raccolta delle segnalazioni di sospetta reazione avversa a farmaci e vaccini, che fa capo ad Aifa e si avvale della collaborazione di Regioni e Provincie Autonome, Aziende Sanitarie Locali, Ospedali e Istituti di ricerca. Per segnalare una situazione personale o di cui si è a conoscenza, basta andare sul sito di VigiFarmaco e provvedere alla compilazione della scheda (https://www.vigifarmaco.it/ ).

Dunque, se è così semplice farlo, perché il tema delle reazioni avverse è incandescente? Perché pare che la farmacovigilanza non funzioni a dovere, ovvero non dia risposta a chi segnala, fatta salva una mail che avvisa dell’avvenuta registrazione. Per questo motivo è nato il Comitato Ascoltami, un’associazione senza finalità di lucro, che riunisce persone colpite direttamente o indirettamente da reazioni avverse da vaccino. La pagina Facebook conta oltre 14 mila iscritti e il sito www.comitatoascoltami.it pubblica video delle testimonianze. Quante segnalazioni ricevete? «Migliaia — ha risposto il portavoce, Stefano Ferrero — ma non tutte sono pertinenti e quindi i nostri medici volontari si occupano di selezionare quelle valide, che potrebbero avere una reale correlazione con il vaccino».

Esempi di reazioni avverse ai vaccini anti Covid-19 a livello epidermico

Lo scopo del comitato è di assistere chi si trova in difficoltà. L’obiettivo è dialogare con le istituzioni e offrire un supporto, segnalando i casi raccolti in un apposito database. In linea con questo scopo è la lettera inviata da Federica Angelini, fondatrice del Comitato, ad alcuni senatori, con la richiesta di un’audizione urgente. «Tanti, troppi cittadini italiani, dopo la prima o la seconda dose del vaccino Covid-19, hanno sviluppato reazioni avverse» è scritto; «successivamente, alcune di queste reazioni avverse sono state anche inserite nei bugiardini dei predetti farmaci. Nel breve lasso di tempo a disposizione, a partire dalla creazione del Comitato, sono state raccolte centinaia di testimonianze spontanee, processate e catalogate secondo la tipologia di sintomi». Degna di nota è la parte che cataloga i sintomi, suddivisi per categorie: «disordini cardio-vascolari 5,35%; disordini neurologici 27,97%; algie (cefalea, articolari, muscolari…) 25,96%; iperpiressia 7,14%; linfoadenopatie 5,35%; disordini del sangue e della coagulazione 5,35%; disordini autoimmuni 4%; disordini dermatologici 3.5%; polmonari 1,7%; infezioni 1,7%; disordini renali, gastroenterici, epatici 2,6%; oculari 0,89%; ginecologici 0,89%; endocrini 0,5%; altri disordini 7,09%».

I dati provengono dall’elaborazione del database. Le segnalazioni sono state fatte al contempo ad Aifa. «Le strutture mediche territoriali, negando l’esistenza di un problema di possibili reazioni avverse, hanno di fatto abbandonato a se stessi i danneggiati, impedendo che fossero attuate quelle terapie e quella ricerca che avrebbe consentito di affrontare concretamente il problema», scrive il Comitato: «I medici disconoscono l’esistenza di possibili effetti collaterali causati dal vaccino Covid-19. I danneggiati sono costretti a rivolgersi a figure professionali mediche distinte, nel settore privato, impiegando somme ingenti che in pochi possono permettersi. Tutto questo sta accadendo nell’intero territorio nazionale».

«È il calo di fiducia nelle istituzioni a preoccupare il Comitato: siamo stati diligenti e siamo rimasti soli»

È il calo di fiducia nelle istituzioni a preoccupare il Comitato. «Noi siamo stati diligenti nei confronti dello Statosottolinea il portavoce — abbiamo pensato che tutte le verifiche sui vaccini fossero state fatte, però dopo le reazioni avverse siamo rimasti soli. Forse la fretta e la paura di ritrovarsi con gli ospedali pieni ha accelerato le procedure in modo eccessivo. È come in un bombardamento: per colpire il nemico, si colpiscono anche i civili. Tutti volevano arrivare per primi e si sono spinti oltre. I governi sapevano di essere fragili sul fronte sanità e quindi hanno accolto a braccia aperte la soluzione. I tagli alla sanità sono stati una cosa terribile, che denota l’ignoranza della politica, un errore strategico».

Ma come si fa a stabilire la correlazione con il vaccino? «Noi vediamo che nella settimana dopo la vaccinazione alcune persone hanno problemi. Diventerebbe negazionismo dire il contrario. L’obiezione che riceviamo è: se non avessimo i vaccini ci sarebbero molti morti. Non è vero: nel 2020 sono morti i fragili, chi aveva molte patologie. Oggi abbiamo meno morti perché i 134 mila fragili non ci sono più. Dunque non si può dire con certezza e prove concrete che è per il vaccino se i morti non ci sono più. Il vaccino è importante, ma se ci sono problemi vanno affrontati e non ignorati». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Scrittrice, giornalista e traduttrice, laureata in Scienze Politiche e in Lettere, Culture moderne comparate, Letteratura tedesca. Ha lavorato come giornalista e addetta stampa. La carriera di scrittrice è iniziata con una menzione di merito al Premio Calvino, edizione 2008/2009, e il primo romanzo "A ogni costo, l'amore" pubblicato da Mondadori nel 2011. Il giornalismo d’inchiesta è la sua passione. Lavora nel mondo dell’editoria e per la Rai.