Giuseppe Conte, all’uscita dall’ultimo incontro con il premier Draghi; sotto il titolo, Conte e il suo ministro degli Esteri Di Maio alla Conferenza sulla Libia a Berlino il 19 gennaio 2020 [credit LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili]
Non piove da mesi; si sciolgono i ghiacciai; le reti acquedottistiche fatto letteralmente acqua; occorre rivedere la politica agricola per non consumare beni preziosi come acqua e terra; l’Europa ci chiede di azzerare il consumo di suolo entro il 2050. Sono solo alcune delle problematiche che riguardano tutti noi, dai più poveri ai più ricchi, ma nessuna, dico nessuna, compare nell’agenda di Conte e nel quasi-decalogo consegnato al presidente del Consiglio Draghi. Quando era movimento, il 5S di queste problematiche si era fatto portabandiera. Ora è il nulla, se non una generica transizione ecologica


L’intervento di FABIO BALOCCO

IL SALARIO MINIMO, il superbonus, il reddito di cittadinanza, il cuneo fiscale, il caro bollette, il sostegno ai redditi medi, la transizione ecologica, il taglio del cuneo fiscale. Queste sono state le richieste del leader del M5S Conte a Draghi per rimanere nel governo dell’ammucchiata. Tralasciamo l’aspetto puramente politico che appoggiare uno dei governi peggiori della Repubblica ha già fatto perdere una sostanziosa base elettorale ai Cinquestelle: bastava stare all’opposizione, del resto coerentemente con il loro primigenio programma, ed ora avrebbero ancora un buon sostegno elettorale. Tralasciamo la strategia politica e veniamo al concreto. Non piove da mesi; si sciolgono i ghiacciai; le reti acquedottistiche fatto letteralmente acqua; occorre rivedere la politica agricola per non consumare beni preziosi come acqua e terra; l’Europa ci chiede di azzerare il consumo di suolo entro il 2050. Sono solo alcune delle problematiche che riguardano tutti noi, dai più poveri ai più ricchi, ma nessuna, dico nessuna, compare nell’agenda di Conte. 

Il sottosegretario ai Trasporti Giancarlo Cancelleri, grillino della prima ora, davanti al rendering del Ponte sullo Stretto

Eppure, quando era movimento, i 5S di queste problematiche si sarebbero fatti e di alcune, anzi, si erano fatti portabandiera. Ora è il nulla, se non quella transizione ecologica che attualmente si concretizza in ulteriore consumo di suolo agricolo con pannelli fotovoltaici a terra o quel superbonus 110% che non è altro che un favore alla lobby dei costruttori. Anzi, che dico, è peggio del nulla. Guardiamo al tradimento del referendum sull’acqua pubblica oppure al favore alle linee di Alta Velocità nel Sud e fors’anche al Ponte sullo Stretto, tanto amato dal sottosegretario Cancelleri. Né carne né pesce, i pentastellati. Del resto lo dimostrano le alleanze che hanno contratto negli anni pur di gestire il potere. Poi ci domandiamo perché la gente non va più a votare: c’è da scommettere che alle prossime politiche la coalizione vincitrice rappresenterà meno della metà della popolazione italiana. Per forza, se anche l’ultima forza di potenziale cambiamento della politica si è rivelata esattamente uguale ai partiti più o meno tradizionali. Persino nell’aspetto esteriore assomigliano ai vecchi democristiani. 

Lo so, sembra il lessico dell’uomo della strada. Ma chi ha detto che l’uomo della strada non abbia ragione? Del resto non è forse vero che non esistono più le mezze stagioni? © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (attualmente in quiescenza), si è sempre battuto per difesa dell’ambiente e problematiche sociali. Ha scritto “Regole minime per sopravvivere” (ed. Pro Natura, 1991). Con altri autori “Piste o pèste” (ed. Pro Natura, 1992), “Disastro autostrada” (ed. Pro Natura, 1997), “Torino, oltre le apparenze” (Arianna Editrice, 2015), “Verde clandestino” (Edizioni Neos, 2017), “Loro e noi” (Edizioni Neos, 2018). Come unico autore “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino” (Edizioni Neos, 2017), “Lontano fa Farinetti” (Edizioni Il Babi, 2019), “Per gioco. Voci e numeri del gioco d’azzardo” (Edizioni Neos, 2019), “Belle persone. Storie di passioni e di ideali” (Edizioni La Cevitou, 2020), "Un'Italia che scompare. Perché Ormea è un caso singolare" (Edizioni Il Babi, 2022). Ha coordinato “Il mare privato” (Edizioni Altreconomia, 2019). Collabora dal 2011 in qualità di blogger in campo ambientale e sociale con Il Fatto Quotidiano, Altreconomia, Natura & Società e Volere la Luna.

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