Nucleare “sostenibile”? Chi paga la “grandeur” francese

Caro Direttore,

la “grandeur de France” sta diventando un insopportabile tormentone, gravido però di conseguenze che possono mettere in crisi la filosofia più volte proclamata di Next Generation Eu come “Green new deal”, prima politica economica globale della Ue all’insegna della sostenibilità.

L’inserimento del nucleare tra “gli investimenti sostenibili” in quanto “non produce danni significativi”, proposto dal rapporto del Joint Research Center (Jrc) della Commissione Ue, al di là delle affermazioni incredibili di cui dai notizia in altra parte di “Italia Libera”, rappresenta una pesante interferenza dell’industria nucleare di stato francese, AREVA, negli orientamenti generali delle politiche energia/clima della Ue. Infatti, le parti più smaccatamente filonucleari del rapporto sembrano essere state dettate direttamente da AREVA; ovvio l’intento di salvare, a spese della Ue, e quindi nostre e non della Francia, il fallimento di AREVA.  Allo scopo, il rapporto Jrc itera il tentativo più volte respinto dal Parlamento europeo di mettere sullo stesso piano le fonti rinnovabili e il nucleare perché “non produce CO2”. 

La cupidigia di mettere le mani su una fetta dei fondi Next Generation Eu li rende ancora più sfrontati. Già la Francia ha ottenuto che il costosissimo progetto Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor) per la costruzione di un reattore a fusione nucleare avesse sede a Cadarache (non un kWh prima del 2050!). Già la Francia ha richiesto, infischiandosene delle convenzioni internazionali, il prolungamento oltre i 40 anni dei reattori a fissione da 900 MW, ben sedici dei quali si trovano a meno di 200 km dall’Italia, più il Phoenix (1973), reattore veloce sperimentale consacrato alla produzione di Plutonio per la “force de frappe” del Paese che vuole la sua atomica indipendente dalla Nato. Insomma, quanto è esosa questa “grandeur”? 

Non potendo rimandare Giulio Cesare in Gallia, il ministro degli Esteri convochi l’ambasciatore di Francia per avere delucidazioni su quale rotta voglia muoversi il suo Paese in questa delicata e importantissima fase di lancio del Next Generation Eu.

Complimenti per “Italia Libera” e buon lavoro,

Massimo Scalia, Roma

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