Caro Direttore,

Il governo italiano mi ha rotto, ma un po’ anche l’Europa. Ogni giorno i mass media riportano dichiarazioni su respingimenti, guerra alle Ong, necessità di redistribuzione, ecc.  Mi sono rotto. È inutile far finta che il problema sia salvare quei disperati in balia delle onde. Il problema principale è ben altro.

Ma quale è il problema, proteggere i confini? Fermare i migranti? Redistribuirli? 

Fermare i migranti? Ma la storia dell’umanità qualcuno l’ha studiata? Si sono mai fermate le migrazioni? Mai. Ma quali sono state le cause delle migrazioni? Sono le stesse di oggi: ricerca di un posto migliore per vivere e dare un futuro alla propria discendenza. I migranti fuggono dalla povertà; che questa sia provocata dalla guerra, dalla instabilità politica, da cambiamenti climatici che rendono la terra non più produttiva, da sfruttamento dei prodotti del suolo e sottosuolo da governi corrotti e venduti a enti o governi stranieri ecc..

E allora come si fa a fermare questa grande e continua migrazione, che non è una emergenza perché continua da anni, se non affrontando il problema alla radice?

Affrontare il problema alla radice significa aiutare, seriamente, i paesi africani a migliorare lo standard economico e la sicurezza dei loro popoli in modo che l’idea di emigrare e cercare altrove il luogo dove vivere non sia più appetibile. L’Europa invece di profondere enormi quantità di denaro (vedi quello dato alla Turchia, magari in maniera minore ai paesi rivieraschi) perché non si rende partner credibile per i paesi più poveri o disastrati dell’Africa per migliorare le loro economie e quindi fermare l’emigrazione? 

Non sono cieco e sprovveduto, mi rendo conto di quanto possa essere complessa una operazione del genere sia perché probabilmente finirebbe a scontrarsi contro grossi interessi economici, sia perché l’impegno a fermare guerre e corruzione è sovrumano. Tuttavia se pur l’impegno politico ed economico dell’Europa dovesse essere enorme, altrettanto grande ne sarebbe il ritorno politico, di sicurezza e forse anche economico. Non ultimo potrebbero terminare queste stragi che hanno trasformato il Mediterraneo in un mare di morte.

E quindi ora ho una domanda da porre alla dottoressa Ursula von der Leyen: qualcuno sta pensando a risolvere il problema alla radice?

Prof. Stefano M. Calderale, medico chirurgo (Roma)

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