Coprire le spalle alla bravata su Rai 1 sarebbe stato un autentico autogoal ridicolo per la giovane premier assai navigata da anni di immersione in politica. E quindi al diavolo Montesano e le sue nostalgie destrorse


Il corsivetto di VITTORIO EMILIANI

Enrico Montesano alle prove dello spettacolo con la maglietta della Decima Mas della Repubblica di Salò

LA BRAVATA DI Enrico Montesano di presentarsi in Rai alle prove di “Ballando con le stelle” con una maglietta che recava la sigla della famigerata Decima Mas della Repubblica di Salò è stata giustamente punita con la immediata esclusione dalla gara e quindi dalla competizione. L’attore ha vibratamente protestato minacciando querele e altro. Ma è evidente che un governo di destra non poteva permettere né permettersi uno scivolone tanto vistoso in una trasmissione Rai di grande successo popolare da molti anni. Sarebbe stata una vistosa sbandata in curva per Giorgia Meloni che la giovane premier, assai navigata da anni di immersione in politica, sapeva di non potersi permettere. Sarebbe stato un autentico autogoal francamente ridicolo. E quindi al diavolo Montesano e le sue nostalgie per la Decima Mas del principe nero Junio Valerio Borghese. La posta in gioco per Giorgia è ben più alta delle puerili nostalgie destrorse di Montesano. C’è da stabilizzare un governo minacciato all’interno dalle impolitiche impazienze di Salvini che non si rassegna a ruoli gregari malgrado la indubbia batosta elettorale. Non sono più i tempi del Papeete e dei comizi ai bagnanti. Da smutandato a smutandati. Che nostalgia poer nano, come dicono nella sua ingrata Milano. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Direttore onorario - Ha cominciato a 21 anni a Comunità, poi all'Espresso da Milano, redattore e quindi inviato del Giorno con Italo Pietra dal 1961 al 1972. Dal 1974 inviato del Messaggero che ha poi diretto per sette anni (1980-87), deputato progressista nel '94, presidente della Fondazione Rossini e membro del CdA concerti di Santa Cecilia. Consigliere della RAI dal 1998 al 2002. Autore di una trentina di libri fra cui "Roma capitale Malamata", il Mulino.

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