Marco Me(l)andri, il “positivo” per scelta e il persistente vizio di farla fuori dal vaso

(Pikos) — Alla manifestazione no-vax in piazza XXV Aprile a Milano, nobilitata (si fa per dire) dalla presenza del virologo no-vax francese Luc Montagner, c’era anche l’ex centauro Marco Melandri al quale deve far difetto la memoria. A marzo dello scorso anno, ricordando il collega Fausto Gresini ucciso dal Covid, affermò commosso: «Mi ha aiutato ad andare avanti, a cercare il positivo dove non ne vedevo». A dieci mesi di distanza, confessa che il “positivo” lo ha pervicacemente cercato, visto, trovato e provato. Dal palco infatti, con perfetta faccia tosta, ha tuonato: «Ho preso il virus perché ho cercato di prenderlo, e al contrario di molti vaccinati ho fatto una fatica tremenda. L’ho fatto apposta per poter essere in regola almeno per qualche mese: devo lavorare e non considero il vaccino un’alternativa valida».

Il rispetto per i morti di Covid (il povero Gresini compreso), per Melandri deve essere un optional. Ovviamente, subito dopo, rendendosi conto della castroneria poco prima enunciata, ha pronunciato il classico «…sono stato frainteso». 

Infine l’ex centauro che, come diceva Flaiano, ha poche idee ma confuse, ha concluso con un’altra elegante dichiarazione programmatica: «La Costituzione dice che siamo liberi di scegliere come curarci, questo governo ci ha cagato sopra». Il tutto senza rendersi conto che nell’arco di pochi minuti era stato ancora una volta lui a farla fuori dal vaso. Più che Melandri dovrebbe chiamarsi Meandri, come quelli della sua mente dove sembrano vagare confusi neuroni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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