Alla scuola molisana vent’anni fa arrivai quando ancora si stava scavando fra le macerie. Lì conobbi il sindaco di San Giuliano Antonio Borrelli: non se ne andò neppure per un attimo, neppure quando dalle macerie fu estratta morta sua figlia Antonella. Antonio era straziato. Si sentiva del tutto colpevole per aver firmato l’autorizzazione per la sopraelevazione della scuola, fidandosi dei suoi tecnici. Purtroppo in Italia, ben poco si è fatto, sino ad ora, per limitare i danni dei prossimi inevitabili eventi, nonostante da tanti anni abbiamo a disposizione le più moderne tecnologie (isolamento sismico, dissipazione di energia, ecc.). Scriverlo e farlo comprendere non è una “iettatura”, come troppo spesso si tende a pensare — con tanto di scongiuri — in questo nostro superstizioso Paese. Si tratta semplicemente di realismo: crudo, forte, non semplice da accettare ma pur sempre realismo


L’articolo di ALESSANDRO MARTELLI, ingegnere sismico

San Giuliano di Puglia, 31 ottobre 2002. Si scava a mani nude fra le macerie della scuola crollata che uccise 27 bambini e la loro maestra; sotto il titolo, 30 ottobre 2016, quel che rimane del Duomo di Norcia dopo le scosse di 6,5 Magnitudo momento, l’evento sismico italiano più devastante (303 morti e 41mila sfollati) dopo quello dell’Irpinia del 23 novembre 1980

L’ITALIA, COME È noto, è un territorio dove il rischio sismico è assai alto. Gli esperti, ormai da anni, cercano di sensibilizzare sia l’opinione pubblica sia le istituzioni verso la prevenzione, che è l’unica vera arma che abbiamo per evitare i danni dovuti ai terremoti. Perché, sebbene questi ultimi, purtroppo, non si possano ancora prevedere con esattezza (località esatta e tempi precisi), è altresì vero che ci sono zone del nostro Paese dove la periodicità di violenti terremoti è un dato statisticamente certo.

Ricordo anzitutto che il 30 ottobre è l’anniversario dell’ultimo terremoto violento ad aver colpito l’Italia. Fu di magnitudo momento MW = 6,5 e colpì Norcia e Preci, in Provincia di Perugia, nel 2016 (fu l’evento sismico italiano più devastante dopo quello dell’Irpinia del 23 novembre 1980). Precedentemente, a partire da agosto 2016, si erano verificati altri eventi di entità inferiore. La prima prima forte scossa, di magnitudo M = 6,0, si era verificata durante la notte del 24 agosto, con epicentro situato lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli (Rieti) ed Arquata del Tronto (Ascoli Piceno). Due repliche consistenti (M = 5,4 ed M = 5,9) erano poi avvenute il 26 ottobre, con epicentri lungo il confine umbro-marchigiano. Al terremoto di Norcia seguirono quattro scosse di magnitudo superiore a 5 (al massimo di M = 5,5) il 18 gennaio 2017. Questo insieme di eventi (detto Terremoti del Centro Italia) provocò in tutto circa 303 morti (di cui 4 per infarti dovuti allo spavento), 388 feriti e 41.000 sfollati.

In alto, la nuova scuola di San Giuliano di Puglia, costruita con i più avanzati sistemi di isolamento sismico e dissipazione di energia; in basso, dettaglio di un isolatore sismico

A mio parere è da troppo tempo che in Italia non ci sono terremoti violenti: da Norcia in poi più nulla, e ciò (a mio parere) non è una buona notizia. Purtroppo, però, in l’Italia, ben poco si è fatto, sino ad ora, per limitare i danni dei prossimi inevitabili eventi, nonostante da tanti anni abbiamo a disposizione le più moderne tecnologie (isolamento sismico, dissipazione di energia, ecc.). Vale la pena di riproporre un’immagine che dovrebbe far riflettere chi continua a non capire: le tombe dei 27 bambini morti (assieme alla loro maestra) 20 anni fa (il 31 ottobre 2002, di cui ricorre domani l’anniversario) a San Giuliano di Puglia, in Molise, a causa del crollo della loro scuola.

Ripensando al tragico crollo della scuola di San Giuliano di Puglia durante il terremoto del 31 ottobre 2002, non posso fare a meno di ricordare i numerosi colloqui che, dopo il sisma, ebbi con l’allora Sindaco Antonio Borrelli. Come ho già scritto [leggi qui], giunsi alla scuola quando ancora si stava scavando fra le macerie e lì conobbi Antonio, che non se ne andò neppure per un attimo, neppure quando dalle macerie fu estratta morta sua figlia Antonella. Antonio era straziato. Però, non lo era soltanto per la perdita della figlia, ma anche per la morte degli altri 26 bambini e della maestra. Si sentiva del tutto colpevole per aver firmato l’autorizzazione per la sopraelevazione della scuola, fidandosi dei suoi tecnici. Sapeva bene che la responsabilità finale era sua e mi disse più volte che meritava di essere condannato (come poi effettivamente fu). Non voglio certamente giustificare Antonio, che — come tanti altri pensano (pure ora) — non si rendeva conto dell’esistenza del rischio sismico (altrimenti non avrebbe fatto frequentare la scuola ai suoi figli). Ricordo, però, che né Antonio né sua moglie ebbero poi la possibilità di andare al cimitero senza essere insultati. Dovettero anche andarsene da San Giuliano di Puglia.

Gli zainetti dei 26 bambini uccisi nel crollo della scuola a San Giuliano di Puglia il 31 ottobre 2002

Quella che ho raccontata è una vicenda terribile, come, purtroppo, tante in Italia. E come, purtroppo, tante ancora ce ne saranno finché le istituzioni, prima ancora che i cittadini, non prenderanno coscienza del fatto che il rischio sismico in Italia pende come una spada di Damocle sulle nostre teste. E dirlo, scriverlo, farlo comprendere, non è una “iettatura”, come troppo spesso si tende a pensare — con tanto di scongiuri — in questo nostro superstizioso Paese. Si tratta semplicemente di realismo: crudo, forte, non semplice da accettare ma pur sempre realismo.

La scuola di San Giuliano di Puglia fu ricostruita, proteggendola, per la prima volta in Italia, con l’isolamento sismico (io contribuii a convincere le autorità a realizzarla con questa protezione e la collaudai in corso d’opera). Però, a San Giuliano di Puglia, paese del tutto pacifico prima del terremoto, la popolazione si divise (e resta tuttora divisa) in due fazioni: coloro che avevano avuto figli morti si misero ad odiare quelli i cui figli, invece, erano sopravvissuti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ingegnere, PhD. Membro della Commissione istruttoria per l’Autorizzazione integrata ambientale del ministero della Transizione ecologica, collaudatore di edifici con sistemi antisismici, vicepresidente dell’«Expert Committee of Ismi» (Cina). Già direttore del Centro Enea di Bologna e docente in varie università italiane e 2 cinesi. Autore o coautore di oltre 2.200 articoli e di 5 libri (fra cui, «Proteggersi dal Terremoto: le Moderne Tecnologie e Metodologie e la Nuova Normativa Sismica», 21mo Secolo, Milano, 2005). Relatore in numerosi convegni nazionali ed internazionali. Presidente fondatore dell’associazione nazionale “Gruppo di Lavoro Isolamento Sismico” ed internazionali “Anti-Seismic Systems International Society” ed “International Seismic Safety Organization”.