Oltre alle grandi centrali, la geotermia può essere utilizzata da singoli edifici

Utilizzata dai singoli edifici senza la presenza di fattori naturali quali il vento o il sole, la geotermia sfrutta il calore della terra secondo un principio molto semplice: più si va in profondità, più il calore aumenta, più c’è possibilità di produrre energia in maniera sostenibile. Nell’ultimo secolo il sistema di produzione di energia geotermica ha introdotto importanti innovazioni tecnologiche. Al posto dell’acqua, utilizzata per trasformare il vapore in energia, oggi si ricorre alla brina ricca di litio. Un processo che, producendo energia elettrica consente di estrarre litio, una delle terre rare utilizzate nella transizione ecologica (anzitutto nelle batterie). Una partnership tra Enel Green Power e l’australiana Vulcan Energy, attingendo dal sito geotermico di Cesano, potrebbe offrire un contributo rilevante al fabbisogno energetico della Capitale per una transizione energetica che tarda a farsi strada


ROMA, 19 agosto 2022 (Red) — Tra le varie crisi globali causate dalla guerra in Ucraina, la crisi energetica è quella che ha segnato fin dall’inizio la politica europea. I fatti sono noti: i paesi europei e occidentali hanno fin da subito imposto sanzioni alla Russia, tralasciando quanto più possibile l’aspetto energetico. I motivi sono semplici da comprendere: l’economia continentale e mondiale aveva bisogno del suo combustibile per proseguire nella ripresa economica post-pandemia, soprattutto ora che alcuni paesi dell’Ue davano segnali più che incoraggianti. Le sanzioni agli idrocarburi alla fine sono state imposte, sebbene con la limitazione di entrare in vigore a partire da fine 2022, per dare il tempo ai singoli stati di raccogliere le riserve energetiche necessarie per poter soddisfare la domanda per il prossimo inverno. 

La questione energetica è talmente importante che la propaganda russa la usa costantemente per sottolineare l’importanza di Mosca e quasi a indicare la necessità, volenti o nolenti, per i paesi europei di dover tornare a dialogare con il gigante eurasiatico, pena la loro sopravvivenza economica. Tutta questa situazione ha dimostrato all’opinione pubblica due cose: la prima, la necessità per l’Unione Europea e i singoli paesi di accelerare sulle fonti energetiche rinnovabili (non sviluppate adeguatamente negli ultimi anni); la seconda, l’importanza di avere fonti che siano reperibili a corto raggio. Da oggi in poi i paesi europei non potranno più permettersi di andare a cercare fonti energetiche a migliaia di chilometri di distanza, anche se questa è stata la risposta di alcuni paesi (tra cui l’Italia) nel brevissimo termine. La combinazione “energia rinnovabile+energia locale” è quindi la soluzione migliore per il futuro. 

Negli impianti geotermici la brina ricca di litio viene pompata in superficie direttamente dai pozzi geotermici. Il calore trasportato dalla brina viene poi utilizzato per produrre energia rinnovabile destinato all’autoconsumo e all’immissione in rete delle eccedenze, mentre la brina, al netto del litio (Li), viene re-iniettata nel pozzo

Tra le varie possibilità che si possono utilizzare nel campo delle rinnovabili, la geotermia è quella che può essere sfruttata dai singoli edifici senza la presenza di fattori naturali quali il vento o il sole. L’energia derivante dalla geotermia sfrutta il calore della terra secondo un principio molto semplice: più si va in profondità, più il calore aumenta, più c’è possibilità di produrre energia in maniera sostenibile. Il sistema di produzione di energia geotermica si è evoluto nell’ultimo secolo. Se prima il principale veicolo usato per trasformare il calore della terra in energia era l’acqua, ora invece si utilizza brina ricca di litio. Questo processo ha una doppia valenza: consente di estrarre litio, una di quelle terre rare che possono essere utilizzate nella transizione energetica (soprattutto nelle batterie), producendo al contempo energia elettrica. 

Un’azienda specializzata in questo processo è la Vulcan, un gruppo australiano che da anni porta avanti il progetto Zero Carbon Lithium. La Vulcan è attiva in Germania, nel più grande sito di produzione di litio in Europa e tra poco sarà attiva anche in Italia, grazie all’intesa con Enel Green Power per lo sfruttamento del sito di litio geotermico a Cesano, a pochi chilometri da Roma. La collaborazione, annunciata ai primi di luglio, prevede un approccio graduale nello sfruttamento del giacimento, partendo prima dallo studio esplorativo fino ad arrivare allo sviluppo completo del progetto, in una collaborazione che continuerà anche all’estero. 

Luca Solfaroli Camillocci, responsabile Enel Green Power e Thermal Generation Italia: «L’accordo con Vulcan ci permetterà, lavorando al fianco di un partner di eccellenza, di esplorare le promettenti opportunità legate al litio geotermico»

«La geotermia è una fonte di energia rinnovabile che ha davanti a sé notevoli prospettive di sviluppo, e su cui Enel Green Power ha puntato con convinzione»: così ha commentato l’accordo Luca Solfaroli Camillocci, responsabile Enel Green Power e Thermal Generation Italia. «Siamo particolarmente lieti di questo accordo — ha aggiunto Solfaroli Camillocci — che ci permetterà, lavorando al fianco di un partner di eccellenza come Vulcan, di esplorare le promettenti opportunità legate al litio geotermico e al calore della terra». Ugualmente piene di soddisfazione le parole di Francis Wedin, direttore Generale di Vulcan: «Siamo ansiosi di lavorare con Enel Green Power per offrire un contributo duraturo e sostenibile alla comunità locale». 

Comunità locale, quella della capitale italiana e dei comuni limitrofi, che potrebbe avere l’occasione di utilizzare a pochi chilometri dal centro una fonte energetica capace di soddisfare la domanda dei suoi cittadini. Un’occasione da non sprecare per una città che per quanto riguarda la lotta al cambiamento climatico e la transizione energetica ha accumulato forti ritardi e profonde lacune. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giornale digitale di informazione e partecipazione attiva

-