
Un capolavoro come se ne sono visti pochi negli ultimi anni. Intelligente, perfetto nelle scelte di regia, arricchito da una magnifica colonna sonora e magistralmente interpretato dai mostri sacri Leonardo DiCaprio, Sean Penn e Benicio Del Toro. DiCaprio è il bolso ex bombarolo Ghetto Pat, che ha abbandonato la lotta armata dopo la nascita di una figlia che ormai ha sedici anni. La madre, interpretata dalla sensualissima cantante nera Teyana Taylor, era una sua compagna di lotta scomparsa portando con sé un inconfessabile segreto. Ispirato al romanzo “Vineland” di Thomas Pynchon, ambientato negli anni di Reagan governatore della California, il film si adatta perfettamente a quelli di oggi, plasmati dalle follie della presidenza Trump
◆ La recensione di BATTISTA GARDONCINI *
► L’unica cosa che non mi è piaciuta di questo film è il titolo, “Una battaglia dopo l’altra”, in inglese “One Battle After Another”, pertinente, ma poco efficace. Per il resto siamo di fronte a un capolavoro come se ne sono visti pochi negli ultimi anni. Intelligente, perfetto nelle scelte di regia, arricchito da una magnifica colonna sonora e magistralmente interpretato dai mostri sacri Leonardo DiCaprio, Sean Penn e Benicio Del Toro. Ancora una volta, dopo “Il petroliere” e “Licorice Pizza”, Paul Thomas Anderson ha dimostrato di avere molte più cose da dire del suo omonimo Wes Anderson, altrettanto famoso, ma un po’ troppo propenso al calligrafico. Qui invece si entra nel cuore del problema, gli Stati Uniti con tutte le loro violente contraddizioni, che vengono fatte detonare — non soltanto metaforicamente — grazie alla magia del cinema.

DiCaprio è il bolso ex bombarolo Ghetto Pat, che ha abbandonato la lotta armata dopo la nascita di una figlia che ormai ha sedici anni. La madre, interpretata dalla sensualissima cantante nera Teyana Taylor, era una sua compagna di lotta scomparsa portando con sé un inconfessabile segreto. Lui alleva la ragazza come un qualsiasi padre devoto. Sa però di non poter abbassare la guardia, e il passato ritorna con il volto repellente del suo antico rivale, il suprematista bianco Steven J. Lockjaw, un Sean Penn efficacissimo nella parte di un paranoico militare di carriera. Lockjaw rapisce la ragazza, e l’ex bombarolo è costretto a mobilitare i vecchi compagni per ritrovarla. Un aiuto gli arriva anche da Sensei St. Carlos, un Benicio Del Toro in stato di grazia, che nasconde dietro il paravento di una palestra di arti marziali una organizzazione per aiutare i migranti clandestini.
“Una battaglia dopo l’altra” è ispirato al romanzo “Vineland” di Thomas Pynchon, ambientato negli anni di Reagan governatore della California. Ma si adatta perfettamente a quelli di oggi, plasmati dalle follie della presidenza Trump. © RIPRODUZIONE RISERVATA
(*) L’autore dirige oltreilponte.org
