Emergono dai depositi museali i reperti che raccontano quella che oggi è Taranto. Centro di scambi culturali e commerciali nel mondo antico, che oggi ancora paga gli effetti devastanti dell’economia globalizzata a scapito dei diritti e dell’ambiente. Una comunità che continua incessantemente a riannodare i fili della sua storia più illustre, non solo grazie al Museo e alla Sovraintendenza archeologica subacquea attualmente diretta pro tempore da Angelo Raguso in attesa della titolare Marianna Franco, ma al lavoro instancabile dell’Istituto per la storia e l’archeologia della Magna Grecia, presieduto dal professor Aldo Siciliano. Al via del 64° Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia sul tema “La Magna Grecia e l’acqua natura e cultura”, il professor Siciliano ha annunciato l’avvio di un accordo per istituzionalizzare la cooperazione in progetti sempre più tesi alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, della memoria collettiva e della responsabilità sociale, attuando un processo di riconoscimento e riconciliazione con i luoghi della storia, il territorio ed il paesaggio


◆ L’articolo di ANNALISA ADAMO AYMONE

Rilievo con possibile ritratto di Orazio (seconda metà del I secolo a.C.), Museum of Fine Arts, Boston

«E se il destino avverso mi terrà lontano, allora cercherò le dolci acque del Galeso caro alle pecore avvolte nelle pelli, e gli ubertosi campi che un dì furono di Falanto lo Spartano. Quell’angolo di mondo più d’ogni altro m’allieta…». Così Quinto Orazio Flacco parlava di Taranto, rifugio ideale caro anche per altri grandi poeti come Virgilio, Giovanni Pascoli e Tommaso Niccolò D’Aquino. Dal 26 febbraio ha preso avvio la mostra “Archè. Il principio e l’acqua” presso il MArTA (Museo archeologico nazionale di Taranto) ed in concomitanza del 64° Convegno internazionale della Magna Grecia che ne condivide il tema ispiratore: l’acqua. Un viaggio nei secoli esplorando gli usi e i significati che hanno accompagnato la vita di queste terre attraverso vasi, contenitori, gocciolatoi a protome leonine, anfore, bacini e trozzole, ma anche meravigliose statuette in terra cotta del III-II secolo a. C. raffiguranti donne nell’atto di togliere i sandali prima del bagno. Esposte anche due statuette fittili rinvenute nel Santuario della sorgente tra 1976 e il 1977 evocative del forte legame di questo angolo di mondo con il mare. La prima è l’effige del mitico Taras sul delfino, figlio di Poseidone e della ninfa Satyria, l’eroe della città e del piccolo fiume che bagna le terre limitrofe. L’altra rappresenta Satyria sul delfino. Madre o, secondo altre fonti, sposa di Taras, è anche lei raffigurata su un delfino.

Mostra “Archè, il principio e l’acqua” al MArTa

La mostra archeologica s’intreccia con testimonianze materiali e visioni contemporanee, ospitando una nutrita serie di fotografie realizzate da artisti del territorio che attraverso le loro immagini testimoniano il profondo rapporto della città con l’acqua. La presenza all’inaugurazione del direttore generale dei musei del ministero della Cultura, Massimo Osanna, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa, che, come ha ricordato la direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Stella Falzone, «è focalizzata sui reperti conservati nei depositi, al fine di favorire quanto più possibile l’accessibilità al vasto patrimonio che spesso, solo per motivi di spazio non è presente nelle sale della collezione permanente: un progetto divenuto anch’esso permanente, di “emersione” degli oggetti dal buio dei depositi che coinvolge il MArTA tutto l’anno». La terra plasmata dall’acqua come quella di Taranto, centro di scambi culturali e commerciali nel mondo antico, che oggi ancora paga gli effetti devastanti dell’economia globalizzata a scapito dei diritti e dell’ambiente, continua incessantemente a riannodare i fili della sua storia più illustre, non solo grazie al Museo e alla Sovraintendenza archeologica subacquea attualmente diretta pro tempore da Angelo Raguso in attesa della titolare Marianna Franco, ma al lavoro instancabile dell’Istituto per la storia e l’archeologia della Magna Grecia, presieduto dal professor Aldo Siciliano, destinatario nel 2021 di una medaglia del Presidente Sergio Mattarella. 

Il professor Aldo Siciliano all’avvio del 64° Convegno internazionale di studi sulla Magna Grecia

Quest’anno nel dare il via al 64° Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia sul tema “La Magna Grecia e l’acqua; natura e cultura”, Aldo Siciliano ha annunciato l’avvenuta sottoscrizione di un protocollo d’intesa con il MArTA e con Asset (Agenzia regionale Strategica per lo Sviluppo). Un accordo evidentemente più che prezioso al fine di istituzionalizzare la cooperazione nella realizzazione di progetti sempre più tesi alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, della memoria collettiva e della responsabilità sociale, attuando un processo di riconoscimento e riconciliazione con i luoghi della storia, il territorio ed il paesaggio. La riflessione sul tema dell’acqua per il mondo antico ha dato vita di fatto a una più ampia riflessione sulla complessità dei nostri tempi in ordine ad una risorsa che comincia a scarseggiare, rendendo la situazione contemporanea difficile e preoccupante. All’acqua nella sua dimensione sociale, agricola, industriale, culturale e politica resta legato buona parte del nostro destino di persone e comunità. Il grande merito di questo 64° Convegno è di aver aperto, con profondità ed eleganza, l’orizzonte della discussione in un territorio in cui questa si è ridotta spesso alle mere le dicotomie “dissalatore sì, dissalatore no”, “industria sì, industria no”, rimettendo al centro la ricerca scientifica, antropologica, storica ed etica per ritrovare la rotta e non naufragare come civiltà. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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È stata dirigente degli Affari Generali, Istituzionali e Legali, dell’Archivio Storico, del Patrimonio e dei servizi Appalti e Contratti del Comune di Taranto, occupandosi di una delle più complesse macchine amministrative pubbliche nel periodo successivo al dissesto dell’ente, curandone altresì i rapporti istituzionali ed i rapporti interni. È stata successivamente vicepresidente di una delle più grandi aziende pubbliche di rifiuti ed altresì assessore agli Affari Generali, all’Ambiente e alla Legalità, alle Risorse umane dello stesso Comune di Taranto. Formatrice e docente, attualmente scrive per la testata nazionale “Italia Libera” di cultura, ambiente, politiche pubbliche e democrazia.