
Il film ha come protagonista una Charlize Theron perfettamente a suo agio in alcune delle zone più pittoresche dell’Australia. Qui la bella Sasha, nel tentativo di dimenticare il compagno morto durante una scalata, decide di scendere in kajak le rapide del fiume Ginninderra, nel cuore di un parco nazionale dove chiunque si avventuri deve sapersela cavare da solo. Appassionata di sport estremi, non ha problemi fino a quando sulla sua strada incontra Ben, un giovanotto solo apparentemente gentile… Un’ambientazione superba di un regista talentuoso nelle riprese della natura
◆ La recensione di BATTISTA GARDONCINI
► In molti film del regista islandese Baltasar Kormákur l’ambiente ha un ruolo di primo piano, e di solito si tratta di un ambiente ostile, che mette a dura prova le capacità di sopravvivenza dei protagonisti, a volte fino alle estreme conseguenze. In “The Deep” è il gelido mare del Nord, dove un pescatore si salva da un naufragio nuotando per ore in acque da cui nessuno prima di lui era mai uscito vivo. In “Resta con me” è l’Oceano Pacifico, dove una inesperta navigatrice riesce a salvare la sua barca, danneggiata da un uragano, grazie ai consigli del compagno immobilizzato da una frattura. In ”Everest” la montagna più alta del mondo fa pagare un pesantissimo tributo a un gruppo di alpinisti ingenuamente convinti che i soldi possano sostituire l’esperienza.

In tutti e tre i casi Kormákur si è ispirato a storie vere, romanzandole quel tanto che basta per affascinare il grande pubblico. Totalmente inventata è invece la trama del suo ultimo film, “Apex”, che ha come protagonista una Charlize Theron perfettamente a suo agio in alcune delle zone più pittoresche e selvagge dell’Australia. Qui la bella Sasha, nel tentativo di dimenticare il compagno morto durante una scalata, decide di scendere in kajak le rapide del fiume Ginninderra, nel cuore di un parco nazionale dove chiunque si avventuri deve sapersela cavare da solo. Appassionata come è di sport estremi, non ha problemi fino a quando sulla sua strada incontra Ben, un giovanotto apparentemente gentile interpretato da Taron Egerton, che decide di giocare con lei come un gatto con il topo, prima di ucciderla come altri sventurati escursionisti scomparsi nel parco. Shasha, però, è di scorza dura e non ha nessuna intenzione di fare la fine del topo. Seguono fughe, scalate a piedi nudi di pareti vertiginose, lotte subacquee e chi più ne ha più ne metta, fino alla resa dei conti finale.
Detta così, sembra che “Apex” sia il solito polpettone di Netflix. In realtà si lascia guardare, grazie anche alla superba ambientazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA
(*) L’autore dirige oltreilponte.org
