Il poster della XXI edizione della Festa del Cinema di Roma

“Livatino – Il giudice e i suoi assassini”, di Michele Placido, è una miniserie televisiva in quattro episodi che andranno in onda lunedì 9 e martedì 10 novembre in prima visione su Rai 1 e su RaiPlay. È stata presentata nella sezione Freestyle in un’anteprima evento con la partecipazione del Presidente della Repubblica Mattarella. Nella sezione “Special Screening” è stato presentato il documentario “Maria Falcone – Un atto d’amore”, diretto da Stefano Ribaldi, in collaborazione con le Teche della Rai. La sorella del magistrato, insieme alle persone vicine alle vittime dell’attentato di Capaci, decise di prendere le redini di una rivoluzione pacifica attraverso la Fondazione con una continua attività formativa rivolta alle giovani generazioni attraverso incontri e iniziative negli istituti scolastici italiani. Nella miniserie sul “giudice ragazzino” Michele Placido ha scelto di raccontare non soltanto l’attività investigativa del giudice ma anche la sua dimensione privata, la fede e il rapporto con le persone


L’articolo di CESARE A. PROTETTÌ, dalla Festa del Cinema di Roma

Michele Placido, regista e attore della miniserie fuori concorso in una scena di “Livatino, il giudice e i suoi assassini”

Storie forti di impegno civile hanno lasciato un segno profondo alla Festa del Cinema di Roma, che si è conclusa ieri con le classiche premiazioni delle varie sezioni. Storie che hanno avuto per protagonisti – tra gli altri – due giudici simbolo, Rosario Livatino e Giovanni Falcone, e che sono state presentate alla Festa nei giorni centrali dell’ultima settimana di programmazione. Quella di Michele Placido, Livatino – Il giudice e i suoi assassini, che è una miniserie televisiva, è stata ospitata mercoledì 21 ottobre nell’ambito della sezione non competitiva Freestyle in un’anteprima evento che ha visto la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. I quattro episodi andranno in onda lunedì 9 e martedì 10 novembre, in prima visione su Rai 1 e su RaiPlay. La sezione Freestyle ha ospitato altre opere interessanti, di tutt’altro genere, come quella di Sabrina Iannucci, 7 anniversari, con Benedetta Porcaroli e Lorenzo Zurzolo, una romcom ambientata tra Cuneo e Lisbona, e quella di Valerio Lundini, Cambogia, con lo stesso regista tra i protagonisti. 

Quella sull’eredità di Giovanni Falcone è stata invece inserita nella sezione, anch’essa non competitiva, Special Screenings, che ha proposto temi e soggetti molti diversi gli uni dagli altri. Tra questi L’assurda storia della Gialappa’s Band di Walter Veltroni. Con Eva Mameli Calvino. La signora dei fiori Alessandra Usai ha presentato la figura di una donna eccezionale, capace di stabilire numerosi primati a metà degli anni Venti. Five living buildings (by Renzo Piano) di Jonathan Goodman Levitt ha dato modo di conoscere e scoprire la visionarietà del celebre architetto, a cui si deve lo stesso Auditorium Parco della Musica. A Giuseppe Sinopoli, oltre a una delle sale dell’Auditorium, è dedicato il documentario Il ghiaccio in tasca del figlio, Giovanni Sinopoli mentre in ambito musicale, ha avuto un grande successo Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti di Dario Zonta e Carlo Zoratti. Ma l’attenzione maggiore è stata indubbiamente raccolta dalla storia del beato Livatino, ucciso dalla mafia a 37 anni mentre percorreva la strada tra Canicattì e Agrigento. Il “giudice ragazzino”, ora Beato, è stato proclamato patrono dei magistrati dal Dicastero per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti il 7 ottobre scorso, proprio a pochi giorni dall’anteprima.

Maria Falcone e Salvatore Nastasi sul red carpet della Festa del Cinema di Roma

Quello su Giovanni Falcone, che è un documentario intitolato “Maria Falcone – Un atto d’amore”, diretto da Stefano Ribaldi, è stato presentato giovedì 22 ottobre nella sezione Special Screening. Anche quest’opera si è avvalsa della collaborazione con la Rai, che ha messo a disposizione i materiali del suo archivio delle Teche. E non poteva essere diversamente. Dopo la strage di Capaci del 23 maggio 1992, che provocò la morte del procuratore, della consorte e magistrata Francesca Morvillo e dei componenti della scorta, l’Italia ebbe un sussulto: a ogni balcone fu appeso un lenzuolo, prima a Palermo poi nell’intero stivale. Due mesi più tardi veniva ucciso anche Paolo Borsellino, collega e amico di Falcone, oggi ritratti sui murales di molte città italiane. A quel punto la sorella Maria Falcone, insieme alle persone vicine alle vittime, decise di prendere le redini di una rivoluzione pacifica attraverso la Fondazione per le vittime di mafia. Una rivoluzione fondata su una continua attività formativa rivolta alle giovani generazioni attraverso incontri e iniziative negli istituti scolastici italiani.

Un atto d’amore ripercorre il lavoro di trent’anni della Fondazione nelle scuole e per le manifestazioni del 23 maggio, prima nell’aula bunker poi nella nuova sede della Fondazione a Palazzo Jung a Palermo, che ospita uno spazio espositivo dove sono conservati agende e oggetti personali del magistrato e i resti della vettura squarciata dall’esplosione di Capaci. Il racconto è impreziosito dal materiale repertorio: la viva voce di Falcone e Borsellino, di papa Giovanni Paolo II e di papa Francesco, e dei presidenti Napolitano e Mattarella. Viene documentato anche l’apporto fornito dall’altra sorella, Anna Falcone, coinvolta nelle iniziative della Fondazione insieme a rappresentanti delle istituzioni, del mondo scolastico, della società civile e dell’economia. “La vita e la morte di Giovanni e Paolo, non sono state inutili – continua a dire oggi Maria Falcone – la loro memoria è divenuta il nostro presente e i loro sogni rappresentano il nostro futuro”.

Proiezione dell’anteprima sul giudice Livatino. Al centro Mattarella e il ministro Giuli

Un red carpet delle grandi occasioni ha accolto l’anteprima di Livatino – Il giudice e i suoi assassini, la miniserie diretta da Michele Placido dedicata al magistrato assassinato dalla mafia il 21 settembre 1990. Serata dal forte significato anche per la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale la mafia ha ucciso il fratello Piersanti. Federica Luna Vincenti, la produttrice, ha sottolineato il valore della serata arricchita dalla significativa presenza del capo dello Stato: «Ha dato all’anteprima un profondo significato civile e istituzionale. Condividere questo lavoro alla Festa del cinema rappresenta per noi il compimento di un impegno: restituire, attraverso il linguaggio della serialità, la dimensione umana della testimonianza di Rosario Livatino. Nell’uomo, nella sua fede, nei suoi affetti abbiamo cercato le radici di un rigore morale che ha unito l’esercizio della giustizia al rispetto della dignità di ogni persona».

La proiezione del film si è svolta nella sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, la stessa che esattamente due anni fa ha ospitato la presentazione di Eterno visionario, film dedicato a Pirandello, sempre diretto da Michele Placido. La miniserie, scritta da Angelo Pasquini, Fidel Signorile e Michele Placido, è una coproduzione Rai Fiction, Goldenart Production e Rai Com e racconta gli ultimi due anni di vita di Rosario Livatino, interpretato da Giuseppe De Domenico. La vicenda del magistrato si intreccia con quella dei giovani appartenenti alla Stidda, un’organizzazione criminale siciliana di tipo mafioso, attiva in particolare nelle province di Agrigento, Caltanissetta e Ragusa. Una curiosità: tra le videocassette conservate da Livatino c’erano anche quelle della serie televisiva “La Piovra”, insieme a film di altri generi. Una scoperta che ha spinto Placido a inserire nella miniserie un richiamo alla celebre scena della morte del commissario Cattani.

Michele Placido

Michele Placido ha scelto però di raccontare non soltanto l’attività investigativa del giudice ma anche la sua dimensione privata, la fede e il rapporto con le persone, il suo impegno civile. Del resto Michele Placido ha avuto un maestro come Francesco Rosi e riconosce anche in questa occasione il suo insegnamento sull’importanza di tornare a raccontare storie legate all’impegno civile. Sulla stessa linea Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction: «Per noi è fondamentale il racconto del mondo civile, fin dai tempi della Piovra che resta ancora oggi la serie italiana più venduta al mondo. Michele ha sempre guardato alla mafia e alla criminalità in un modo particolare e quindi come Rai abbiamo aderito subito a questo progetto».

Nel cast figurano Nino Frassica, Michela De Rossi, Ninni Bruschetta, Leonardo Maltese, Brenno Placido e Francesco Benigno. David Coco interpreta Paolo Borsellino mentre Beniamino Marcone veste i panni di Giovanni Falcone. Ma l’anima di attore di Michele Placido non poteva restare silente e lo stesso regista ha trovato il modo di ritagliarsi un ruolo accanto ai colleghi che ha diretto, recitando al fianco di suo figlio Brenno e del protagonista Giuseppe Di Domenico. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Giornalista e saggista, è stato fino al gennaio 2016 il direttore delle testate del Master di Giornalismo dell’Università Lumsa di Roma, dopo essere stato per molti anni docente ai corsi per la preparazione all’esame di Stato organizzati dall’Ordine dei giornalisti a Fiuggi. E’ stato Caporedattore centrale dell’agenzia di stampa ApBiscom (ora Askanews) dopo una lunga carriera all’Ansa nel Servizio Diplomatico, al Politico e agli Interni. Autore di una decina di saggi e manuali, con Stefano Polli ha scritto E’ l’agenzia bellezza! (seconda edizione nel 2021), ha curato “Pezzi di Storia” (2021) ed è coautore del libro di Giovanni Giovannini Il Quaderno Nero, Settembre 1943-aprile 1945 (2004, Scheiwiller).