«Che gagliarda la mia bisnonna»: il Giubileo di Platino di Elisabetta, visto dal Principino Louis

Mia bisnonna è proprio gagliarda. La vecchiaia l’ha addolcita. Mano a mano che si avvicina il momento, il nonno Charles e la nonnastra Camilla sono lì che pregustano, mamma e papà sono in lista d’attesa, lo zio Henry sta per uscire con un’autobiografia, e quell’antipatica di Meghan lo istiga, lei, la mia bisnonna, si intenerisce, mi guarda con benevolenza, non si arrabbia più. Mia bisnonna è proprio gagliarda perché è stanca, è vecchia, un po’ ci marcia e ne ha approfittato per vedere lo spettacolo dalla televisione. Come avrei voluto essere con lei… stravaccato sulla poltrona, invece che fare la statuina con mamma e papà


Il colpo di tacco a spillo di DANIELA TAGLIAFICO

TEMA: “COME HAI trascorso i giorni del Giubileo di Platino”.
Svolgimento del Principino Louis di Cambridge (che non sa ancora scrivere ma l’ha dettato a un segretario della famiglia reale): 

“Mia bisnonna è proprio gagliarda. No, non per le solite cose che dicono i grandi, l’eternità del volto della monarchia, l’identificazione col suo popolo, l’orgoglio di un paese…  ecc… ecc…
Mia bisnonna è gagliarda perché ha accolto a Palazzo per un thé l’orsetto Paddington, ha aperto la sua mitica borsetta nera, dove non mi ha mai permesso di curiosare, e ha tirato fuori un sandwich. 

Il principe di Cambridge in carrozza fa le smorfie al fratello George, alla sfilata finale del Giubileo fa “marameo” alla mamma (ma era per Boris Johnson, seduto dietro…)

Mia bisnonna è proprio gagliarda perché, io l’ho guardata bene in faccia anche se sono piccolo, nel suo squillante tailleurino verde mela oggi dal balcone di Buckingam Palace si è un pò commossa. Come una che guarda con distacco la vita ma a quella vita è attaccata, eccome. Nella nostra famiglia della morte della bisnonna so che si parla per ragioni di protocollo, so che tutto è stato previsto. Non ci sono le ipocrisie delle — mi dicono — famiglie normali quando una è vecchia e stanca ma tutti in coro esclamano: nonna, tu ci seppellirai! Anche se questa frase l’ho sentita sussurrare. 

Mia bisnonna è proprio gagliarda. La vecchiaia l’ha addolcita. Mano a mano che si avvicina il momento, il nonno Charles e la nonnastra Camilla sono lì che pregustano, mamma e papà sono in lista d’attesa, lo zio Henry sta per uscire con un’autobiografia, e quell’antipatica di Meghan lo istiga, lei, la mia bisnonna, si intenerisce, mi guarda con benevolenza, non si arrabbia più.

Io, ad esempio, ho fatto quella scena con le mani sulle orecchie quando sono passati i Red Arrows, gli aerei dello squadrone acrobatico, ho fatto troppi ciao ciao con la manina dalla carrozza, tanto che mio fratello George mi ha rimproverato bloccandomi il braccio, ma la bisnonna non mi ha detto niente.

Mia bisnonna è proprio gagliarda perché è stanca, è vecchia, un po’ ci marcia secondo me e ne ha approfittato per vedere lo spettacolo dalla televisione. Come avrei voluto essere con lei… stravaccato sulla poltrona, invece che fare la statuina con mamma e papà.

L’ultimo giorno del Giubileo, ad esempio, seduto sul palco reale, non ne potevo più e ho fatto “marameo” con la mano e le linguacce. Mi hanno detto che quelle foto stanno girando in tutti i siti (che io vedo di nascosto). Ma nessuno ha capito una cosa: io “marameo” non l’ho fatto alla mamma, ma a Boris Johnson che era seduto nella fila dietro di me e che rischia la fiducia del suo partito dopo lo scandalo del Partygate. Sarò un principino ma non sono scemo… Secondo me alla bisnonna non è affatto dispiaciuto. 

Comunque poi con mamma Kate ho fatto pace. La mamma è brava: quando siamo in pubblico si china alla mia altezza e mi sussurra delle cose, calma, ragionevole. È una vecchia tattica pedagogica. Guardare il bambino ad altezza occhi, spiegargli il senso delle cose, convincerlo. Non è facile quando sei circondato da telecamere e papararazzi. Lo fa anche la mia tata: Maria Borrallo, una spagnola, che viene dal Norland College di Bath una delle scuole più prestigiose del paese, dove addestrano le “nannies” a corsi di autodifesa anche in caso di attentati (mi dicono che guadagni 145.000 euro l’anno, più un sacco di benefits, ma se li merita tutti). Lei non dice mai “bambini”, ma ci chiama per nome: per sottolineare le nostre identità. Mi hanno addirittura fotografato con le mani sporche di colori e messo su Instagram per far vedere che sono un bambino normale.

Insomma, sono educato bene. Come mia sorella Charlotte e mio fratello George, che però sono ormai presi nella parte. Non so perché, ma la bisnonna mi sembra che guardi con benevolenza le mie smorfie. A volte penso che è come se stesse lasciando lo scettro sottolineando che la monarchia è umana. Invecchia con ironia mentre tutti nella famiglia reale si prendono troppo sul serio.
Insomma è proprio gagliarda la mia bisnonna.” © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Laureata a Torino in Scienze Politiche, allieva di Norberto Bobbio e Luigi Firpo, è giornalista dal 1982. Ha lavorato molti anni con Enzo Biagi, collaborando con lui alle trasmissioni su Raiuno. Si è occupata di politica estera e interna nella redazione del Tg1, introducendo per la prima volta il “colore” nei servizi politici, in una stagione televisiva ancora molto paludata e tradizionalista. Del Tg1 è stata per molti anni vicedirettrice. Si è dimessa nel 2004 per protesta contro la mancanza di pluralismo e l’invadenza del governo sulla linea editoriale. Nel maggio 2006, con l’elezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica, ha assunto l’incarico di direttrice di Rai Quirinale. Un’esperienza privilegiata che le ha permesso di maturare attenzione e sensibilità istituzionale. Il Presidente della Repubblica le ha conferito l’onorificenza prima di “Cavaliere” poi di “Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana”. Il suo primo romanzo "Le coniugazioni del Potere", Mazzanti Editore.