In un Paese ad elevata attività sismica come il nostro, la messa in sicurezza degli edifici dovrebbe essere un’assoluta priorità. Soprattutto gli edifici scolastici possono scongiurare nuove tragedie come vent’anni fa a San Giuliano di Puglia in Molise: nel crollo della scuola primaria persero la vita 27 bambini e una loro maestra. A giudizio degli esperti strutturisti, «per gli edifici scolastici di nuova costruzione, ma sopratutto per quelli già esistenti, l’isolamento sismico è una tecnica molto efficace utilizzata con successo in Italia e in altri Paesi»


La scheda di ALESSANDRO MARTELLI, ingegnere sismico

MI È STATO giustamente fatto notare che il problema della sicurezza sismica delle scuole italiane riguarda non soltanto quelle di nuova costruzione, ma anche, e forse di più, quelle esistenti: infatti, tante di esse sono vecchie ed assai vulnerabili al terremoto. Pure per la messa in sicurezza delle scuole esistenti l’isolamento sismico è una tecnologia efficacissima, già utilizzata anche in Italia, oltre che in altri Paesi.

La scuola elementare di Riposto (Catania); sotto il titolo, gli isolatori sismici utilizzati per un edificio di nuova costruzione

Come ho già avuto modo di notare tempo fa, la prima applicazione dell’isolamento sismico ad una scuola esistente italiana riguardò quella elementare Quasimodo di Riposto, su progetto dell’amico Prof. Fabio Neri e con collaudo dell’Ing. Luigi Bosco nel 2008. Essa fu ultimata un mese dopo il mio collaudo in corso d’opera della prima nuova scuola isolata italiana, quella di San Giuliano di Puglia.

Isolatore sismico HDRB utilizzato nell’adeguamento sismico della scuola di Riposto

La scuola Quasimodo è protetta da 33 isolatori elatomerici ad alto smorzamento (High Damping Rubber Bearing – HDRB) e da 16 isolatori a scorrimento acciaio-teflon a superficie piana (Sliding Device – SD). È da sottolineare che l’isolamento è utilizzabile non solo per l’adeguamento sismico di scuole in cemento armato (c.a.), ma anche per quello di scuole in muratura: la prima di queste ultime ad essere stata isolata, a livello mondiale, mi risulta quella N. 4 di Vanadzor, in Armenia, nel 2002, dopo il terremoto distruttivo di Spitak del 1988. Per la sua protezione sismica furono utilizzati isolatori in neoprene a medio smorzamento (Medium Damping Rubber Bearing – MDRB), di produzione armena.

Scasso della muratura originaria della scuola di Vanadzor effettuata per far posto ad un isolatore sismico

Ovviamente, per poter utilizzare l’isolamento sismico nelle scuole in muratura, è necessario inserirvi cordoli e pilastri in cemento armato.

Infine, quando interventi di adeguamento sismico delle scuole risultino infattibili o troppo costosi, conviene demolire gli edifici e ricostruirli con l’isolamento sismico: ciò fu fatto, in Italia, ad esempio, per un edificio del liceo scientifico Romita di Campobasso, da me collaudato in corso d’opera nel 2013, che aveva problemi anche statici. Esso fu ricostruito poggiandolo su 12 HDRB e 10 SD. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ingegnere, PhD. Membro della Commissione istruttoria per l’Autorizzazione integrata ambientale del ministero della Transizione ecologica, collaudatore di edifici con sistemi antisismici, vicepresidente dell’«Expert Committee of Ismi» (Cina). Già direttore del Centro Enea di Bologna e docente in varie università italiane e 2 cinesi. Autore o coautore di oltre 2.200 articoli e di 5 libri (fra cui, «Proteggersi dal Terremoto: le Moderne Tecnologie e Metodologie e la Nuova Normativa Sismica», 21mo Secolo, Milano, 2005). Relatore in numerosi convegni nazionali ed internazionali. Presidente fondatore dell’associazione nazionale “Gruppo di Lavoro Isolamento Sismico” ed internazionali “Anti-Seismic Systems International Society” ed “International Seismic Safety Organization”.

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