Durante tutta l’estate la  statale 51 di Alemagna, l’unica strada diretta che dalla pianura porta a Cortina d’Ampezzo, è stata ripetutamente chiusa per più giorni perché invasa da più smottamenti, anche di grandi dimensioni. Vedasi le regolari frane scese da Cima Marcora, o quella storica di Borca di Cadore. Ci si chiede: dovesse accadere durante i 50 giorni di gare olimpiche e paralimpiche? A Cortina c’è diffusa apprensione. La consigliera comunale di “Cortina Bene comune” ha commentato: «…un imprevisto del tutto prevedibile». Che accadrà quando su tanti suoli verranno posati i pesanti piloni della cabinovia e specialmente la struttura della stazione intermedia? La frana sottostante si stabilizzerà o accelererà verso valle?

Qui e sotto il titolo, l’area di cantiere della nuova cabinovia Apollonio-Socrepes

◆ L’articolo di LUIGI CASANOVA, presidente di Mountain Wilderness Italia

Era ovvio che prima o poi accadesse. Troppe opere olimpiche previste per l’appuntamento ormai prossimo del febbraio 2026 insistono o su frane in movimento (nuova cabinovia Apollonio-Socrepes a Cortina, parcheggi e collegamenti sciistici a Livigno) o ai piedi di grandi frane, vedasi la tangenziale di San Vito di Cadore sull’Alemagna, o altre opere stradali in Valtellina. Si tratta di situazioni storicamente documentate dai geologi, addirittura inserite nelle pianificazioni o comunali o regionali. Eppure in nome dello Sport non si è andati per il sottile: le opere sono state progettate (in assenza di percorsi partecipati), approvate, appaltate e vi si sta lavorando alacremente. Se dapprima la natura ha inviato dei segnali – vedasi fine settembre 2024 il torrente Spool a Livigno – ora alza la voce.

Durante tutta l’estate la  statale 51 di Alemagna, l’unica strada diretta che dalla pianura porta a Cortina d’Ampezzo, è stata ripetutamente chiusa per più giorni perché invasa da più smottamenti, anche di grandi dimensioni. Vedasi le regolari frane scese da Cima Marcora, o quella storica di Borca di Cadore. Ci si chiede: dovesse accadere durante i 50 giorni di gare olimpiche e paralimpiche? Oltre al danno che auspichiamo, qualora avvenga, sia solo materiale e infrastrutturale, quale ricaduta di immagine ci sarebbe sull’evento italiano?

Nel frattempo, come bene documentato dai comitati locali di Cortina e dalle associazioni ambientaliste nazionali, anche nei ricorsi al Tar, a Cortina d’Ampezzo sui dolci prati di Mortisa la Bella, laddove si sta costruendo una nuova cabinovia (Apollonio-Socrepes), il terreno frana, si sono aperte fratture ampie fino a 15 metri. Succede quanto i geologi avevano previsto: sotto quei terreni vi è una grande frana attiva da decenni. Non era, non è possibile prevedere come reagirà il terreno nel sopportare non solo il peso della infrastruttura funiviaria nuova (lavori affidati in via diretta a una ditta che mai ne ha costruito, la stessa di Bormio, la Graffer s.r.l, dichiarazioni confermate dai dirigenti), ma anche il nuovo chalet che ha usufruito di deroghe volumetriche incredibili e la cabinovia che sostituirà i due impianti ritenuti superati di Socrepes e Ra Frezza. 

A Cortina c’è diffusa apprensione. La consigliera comunale di “Cortina Bene comune” ha commentato: «…un imprevisto del tutto prevedibile». Si tenga presente che siamo solo all’inizio dei lavori di cantiere. Quando su tali suoli verranno imposti i pesanti piloni della cabinovia e specialmente la struttura della stazione intermedia nessuno può oggi anticipare cosa accadrà, quali saranno i movimenti della frana sottostante: una stabilizzazione (improbabile viste le dimensioni) o un’accelerazione della caduta verso valle? © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Bellunese, già Custode forestale nelle Valli di Fiemme e Fassa e ora in pensione, è una voce storica dell’ambientalismo. Il suo impegno sociale è nato nell’antimilitarismo e nel Movimento Nonviolento. È stato presidente di Mountain Wilderness Italia e oggi ne è presidente onorario. Per quasi due decenni, fino a maggio 2020, è stato vicepresidente di Cipra (Commissione internazionale per la protezione delle Alpi), ancora oggi è membro del Consiglio direttivo di Italia Nostra del Trentino e rappresenta le associazioni ambientaliste nella Cabina di regia delle aree protette e dei ghiacciai del Trentino.