Da 5.000 anni fa fino a 30 anni fa, il livello del mare rispetto alla costa è sceso a una velocità costante, coerente con il comportamento di “ghiacciaio stabile”. Ma negli ultimi trent’anni, l’abbassamento relativo del livello del mare è stato quasi cinque volte inferiore, molto probabilmente a causa della rapida perdita di ghiaccio. Preoccupata, Giorgia ha già allertato la Folgore per una missione speciale in Antartide: “Prevenì è mejo che curà”

Foto sotto il titolo: I ricercatori dell’Università del Maine Scott Braddock e Meghan Spoth studiano la deglaciazione su Lindsey Islands, Pine Island Bay, Antartide (credit James Kirkham)


IL LIVELLO RELATIVO del mare rispetto alla costa dipende dalle quantità d’acqua oceaniche, ma anche, in modo significativo, dalle variazioni locali nella forma della crosta terrestre, quali quelle dovute alla maggiore o minore presenza della massa ghiacciata dei due poli. È per questo che da anni gli scienziati studiano lo spostamento in alto o in basso di quel livello al variare del carico della massa ghiacciata per vedere come i ghiacciai polari avanzano o si ritirano. In uno studio pubblicato a giugno sulla rivista Nature Geoscience [leggi qui], relativamente alla parte Ovest dell’Antartide — i ghiacciai Thwaites, soprannominato “il giorno del giudizio” per il potenziale impatto devastante, e Pine Island —, i ricercatori hanno scoperto che da circa 5.000 anni fa fino a 30 anni fa, il livello del mare rispetto alla costa è sceso a una velocità costante, coerente con il comportamento di “ghiacciaio stabile”. Ma negli ultimi trent’anni, l’abbassamento relativo del livello del mare è stato quasi cinque volte inferiore, molto probabilmente a causa della rapida perdita di ghiaccio. Uno dei coautori della ricerca, Dylan Rood, ha dichiarato: «…il conseguente flusso accelerato nell’oceano è potenzialmente disastroso per l’aumento del livello del mare in un mondo in riscaldamento» [leggi qui].

Nuovi laghi si sono già formati in Antartide per fusione sulla superficie dell’Antartide

Preoccupata che anche nella sua Roma si dovrà circolare con le galoche, Giorgia, che ha tempra e guizzo, ha già preso contatti con i capi della Folgore per una colossale spedizione in Antartide per convertire i nuovi laghi, che si sono già formati per fusione sulla superficie, in nuovo spessore ghiacciato. Ci vorrà un’energia enorme, si è resa conto, e ha conferito a Crosetto il compito di coordinare un progetto per un reattore “portatile”, uno Smr (Small modular reactor, tanto caro al ministro Roberto Humpty Dumpty Cingolani), da assegnare alla “colonna Folgore-Antartide” per la bisogna. “Prevenì è mejo che curà”, ha fatto sapere soddisfatta. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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