Nonostante l’embargo degli Stati Uniti dal giorno dopo la Rivoluzione castrista, l’istruzione è gratuita anche per gli stranieri che decidono di andare a studiare nell’isola caraibica, da qualsiasi paese provengano. Cuba destina ben oltre il 10% del Pil nazionale alla sanità, risultando tra i Paesi più virtuosi al mondo. E il sistema sanitario è basato soprattutto sulla prevenzione, tramite i medici che svolgono il loro compito anche nei più sperduti posti del Paese. Con la “canasta basica”, una serie di prodotti alimentari sono venduti a un prezzo irrisorio, distribuiti ad ogni famiglia, prevedendo tra l’altro anche un litro di latte al giorno gratuito per i bambini. Sono incentivate attività private nel piccolo commercio, nella vendita sul mercato di prodotti agricoli da parte dei contadini, nei piccoli ristoranti (paladar) o bed and breakfast (case particular). Durante il Covid, Cuba ha sviluppato vaccini statali contro il Coronavirus, la mortalità nell’isola è stata molto bassa e i vaccini sono stati realizzati con un costo unitario attorno a un euro, circa il 5% del costo dei vaccini in uso da noi. Ma come vive oggi la popolazione cubana con l’embargo statunitense? In questa intervista lo racconta ad “Italia Libera” un conoscitore di lungo corso dell’isola caraibica


◆ L’intervista di FABIO BALOCCO con FRANCO ZUNINO, Associazione nazionale di Amicizia Italia-Cuba

Franco Zunino, coordinatore ligure dell’Associazione di amicizia Italia-Cuba

Cuba è fuori dai radar dell’informazione di regime, ma in questo periodo è salita all’onore delle cronache semplicemente perché Donald Trump ne ha profetizzato la caduta a breve, anche se non è chiaro cosa significhi il termine “caduta”. Mi sono rivolto a Franco Zunino, ligure, già assessore regionale all’ambiente dal 2005 al 2010 e già ingegnere capo del comune di Celle Ligure, ma che soprattutto è coordinatore ligure dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba, per sapere qualcosa di più di quella lontana nazione caraibica.

— Franco, una domanda diretta a te che conosci bene la grande isola caraibica: a Cuba c’è il comunismo? E come vive la popolazione?

«Cuba definisce direttamente nella sua Costituzione, recentemente aggiornata, la sua natura socialista. Il primo articolo della Costituzione così recita infatti “Cuba è uno Stato socialista di diritto e giustizia sociale, democratico, indipendente e sovrano, organizzato con tutti e per il bene di tutti come repubblica unitaria e indivisibile, fondata sul lavoro, la dignità, l’umanesimo e l’etica dei suoi cittadini per godere della libertà, dell’uguaglianza, della solidarietà, del benessere e della prosperità individuale e collettiva”».

— In cosa si traduce questa forma di governo?

«Questa scelta per una società socialista si è esplicata nel tempo con misure sociali ed economiche che hanno tentato, spesso riuscendoci e a volte no (perché comunque l’impresa non è semplice, soprattutto per le condizioni di blocco economico, commerciale e finanziario a cui Cuba nel tempo è stata sottoposta) di fornire a tutti i cittadini una vita degna di essere vissuta. Una delle prime misure che la rivoluzione intraprese fu l’alfabetizzazione. Inoltre, l’istruzione è gratuita anche per gli stranieri che decidono di andare a studiare nell’isola caraibica, da qualsiasi paese provengano. La sanità. Cuba destina ben oltre il 10% del Pil nazionale alla sanità, risultando tra i Paesi più virtuosi al mondo. Inoltre, il sistema sanitario è basato soprattutto sulla prevenzione, tramite i medici che svolgono il loro compito anche nei più sperduti posti del Paese. Un’altra misura fondamentale fu l’istituzione della “canasta basica”, consistente in una serie di prodotti alimentari, ad un prezzo irrisorio, distribuiti ad ogni famiglia, prevedendo tra l’altro anche un litro di latte al giorno gratuito per i bambini. Poi, fino a non molti anni fa lo Stato garantiva un lavoro e un salario a tutti: ora questo, per le ragioni sopra richiamate, non è più possibile, per cui si sono incentivate attività private nel piccolo commercio, nella vendita sul mercato di prodotti agricoli da parte dei contadini, nei piccoli ristoranti (paladar) o bed and breakfast (case particular)».

— Come vive oggi la popolazione?

«La vita dei cubani, in questo momento, è obiettivamente dura. La situazione economica è molto difficile, paragonabile al “periodo especial” dei primi anni novanta, dopo la caduta dei paesi del cosiddetto socialismo reale e soprattutto dell’Unione Sovietica, principale partner economico di Cuba a quei tempi. Il costo della vita è aumentato e la carenza in campo energetico è pesante, incidendo sui prezzi al consumo e causando ripetuti blackout (apagones) e i salari fanno fatica a stare al passo con l’inflazione. L’embargo e le sanzioni imposte al Venezuela colpiscono direttamente anche Cuba, in quanto il Venezuela era diventato il principale fornitore di petrolio dell’isola e inoltre la situazione della Russia, altro partner importante, in guerra complica ulteriormente la situazione».

— Come ricordavi, Cuba deve fare i conti con le sanzioni applicate dagli Stati Uniti da più di sessant’anni. Come è attuato l’embargo e quali le conseguenze?

Nonostante l’embargo totale degli Usa la mortalità infantile a Cuba è scesa ai livelli di Svizzera e Norvegia

«Il cosiddetto “bloqueo contro Cuba”, è un embargo totale, commerciale, economico e finanziario imposto dagli Usa nei confronti di Cuba già all’indomani della rivoluzione, nel 1960. Ma il vero salto di qualità avvenne con l’approvazione, da parte del Congresso statunitense, della legge Helmes Burton. Tale legge, del 1996, aggrava, di molto, l’embargo: con tale legge infatti gli Stati Uniti decidono di ritirare i finanziamenti verso tutte le organizzazioni che non si sottomettono all’embargo e annullare le importazioni dai Paesi che effettuano traffici con Cuba. Un embargo extraterritoriale, più volte condannato dall’Onu, con voto praticamente unanime (anche da parte della stessa rappresentanza italiana) che annualmente si ripete, ma senza alcun effetto concreto. Nel 2014, il presidente statunitense Barak Obama aveva annunciato la volontà di porre fine alla Helms Burton, ma siccome era necessario il voto favorevole del Congresso, controllato dal Partito Repubblicano, che era contrario, non successe nulla. Il primo governo Trump introdusse nuove misure sanzionatorie unilaterali nei confronti di Cuba inserendola tra i Paesi patrocinatori del terrorismo (un’accusa evidentemente falsa, semmai Cuba è stata oggetto di atti terroristici organizzati dalla Cia e che costarono oltre 3.000 morti, tra cui l’italiano Fabio Di Celmo), il che comporta difficoltà enormi nelle già complicate transazioni commerciali, soprattutto con le banche, alcune delle quali sono state pesantemente sanzionate dagli Usa per aver tenuto rapporti con Cuba, e con diverse aziende. Biden aveva promesso di togliere queste ulteriori sanzioni, ma lo fece parzialmente e solo a pochi giorni dalla scadenza del suo secondo mandato e naturalmente Trump, appena rieletto, le ha nuovamente introdotte. Sempre Trump, nel 2019, decise di rendere applicabile il contenuto del terzo titolo, che fino ad allora tutti i presidenti statunitensi avevano sospeso, della legge Helms Burton, tramite il quale si dà facoltà a tutti i cittadini statunitensi, anche quelli divenuti tali dopo l’abbandono dell’isola, di richiedere presso i tribunali statunitensi il controvalore delle proprietà nazionalizzate dal governo cubano dopo il trionfo della rivoluzione. Si calcola che i danni economici causati ad oggi da quando è stato istituito il “bloqueo” si aggiri sui 150 miliardi di dollari, con un danno giornaliero di circa 15 milioni di dollari: cifre enormi per un paese come Cuba».

— Durante il Covid si parlò molto di come Cuba affrontava l’epidemia.

I medici cubani in Italia al tempo del Covid

«Cuba è stato uno dei pochi Paesi al mondo che ha sviluppato vaccini statali contro il Covid-19. Ben cinque, di cui uno spray nasale.Vaccini che, a differenza da quelli a mRna usati da noi, hanno utilizzato il normale “vettore” virale già sperimentato per altri vaccini (Cuba ad esempio ha sviluppato un vaccino contro la meningite infantile che ha distribuito in tutta l’America Latina) e questo ha permesso di vaccinare, da subito, anche i bambini. Il risultato è stato che la mortalità nell’isola è stata molto bassa (8.530 decessi che, nel rapporto percentuale sugli abitanti, rappresenta circa un quinto dei decessi nel nostro Paese). Peraltro i vaccini cubani sono stati realizzati con un costo unitario attorno a un euro, circa il 5% del costo dei vaccini in uso da noi, con praticamente nessun effetto collaterale per il tipo di “vettore” utilizzato. Proprio il basso costo, oltre alla sua efficacia, ha permesso a diversi Paesi poveri di rifornirsi del vaccino cubano. Cuba in alcuni casi ha fornito anche gratuitamente i propri vaccini. Come è noto poi diverse brigate di medici e sanitari cubani sono state chiamate in varie parti del pianeta, e anche in Italia (Crema e Torino), per aiutare ad affrontare l’emergenza della pandemia da Covid-19, così come le stesse brigate mediche internazionali (Henry Reev) avevano coraggiosamente e con successo operato in Africa contro l’ebola».

— Cuba è entrata di recente nell’area Brics. Cosa ci puoi dire in proposito?

«L’adesione ai Brics è sicuramente un fatto di grande importanza per Cuba. Cuba è entrata ufficialmente nei Brics come membro associato (Brics+) dal 1° gennaio 2025, assieme alla Bolivia ed a altri paesi. Tale adesione permette nuove opportunità economiche per contrastare l’embargo degli Stati Uniti, permettendo a Cuba nuove prospettive commerciali, l’uso di valute locali per ridurre la dipendenza dal dollaro e concrete possibilità di sviluppare nuovi rapporti internazionali. Peraltro questa adesione ha permesso di rafforzare i rapporti con la Cina, partner sempre più importante per Cuba, viste le problematiche riguardanti Russia e Venezuela. La Cina ha recentemente fatto un donativo importante al governo cubano a riguardo di componenti e accessori per i generatori d’energia e ha incrementato il rapporto commerciale con l’isola caraibica».

— Ci auguriamo che non accada, ma se Trump dovesse fare un’azione di forza contro Cuba, come pensi reagirebbero i paesi dell’area Brics e in particolare la Russia?

«Sicuramente ci sarebbe una forte reazione, non penso solo peraltro da parte dei Paesi aderenti al Brics, ma sinceramente non saprei fino a che punto tale reazione si potrebbe spingere. Temo però che aldilà delle condanne, anche attraverso gli organismi internazionali, non si andrebbe: la vicenda venezuelana, d’altronde, ce lo insegna. Credo però anche che un intervento Usa a Cuba scatenerebbe una reazione molto forte in tutto il mondo e soprattutto in America Latina per l’esempio e il simbolo che la rivoluzione cubana rappresenta ancor oggi, pur a oltre sessant’anni dal suo trionfo nel 1959».

— Ci puoi illustrare infine come opera l’Associazione di cui fai parte?

«L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba (Anaic) è nata subito dopo il trionfo della rivoluzione cubana, in particolare dopo il tentativo fallito di invasione dell’isola, a Baia dei Porci, progettata dalla Cia nel 1961. Da allora l’Anaic ha continuato a sostenere il popolo cubano, condividendo i principi che stanno alla base della rivoluzione. Un sostegno politico in primo luogo, ma anche materiale, di cooperazione in vari campi. Sia a livello nazionale che attraverso i vari circoli presenti sul territorio, in tutte le regioni del nostro Paese, vengono portati avanti sia progetti di scambi culturali, sia progetti di sostegno materiale, quali ad esempio, tra quelli attualmente in corso, il sostegno a favore dei bambini sottoposti a cure oncologiche. Si sono poi istituiti dei gemellaggi tra province cubane e regioni italiane, in modo che gli aiuti e gli scambi potessero interessare l’intero territorio dell’isola. Vengono anche organizzati viaggi a Cuba per chi è interessato a conoscere meglio la realtà che si vive sull’isola e a volte si riesce ad invitare qualche personalità cubana che in settori diversi, dalla politica, alla musica, allo sport, all’arte, possa raccontare cosa accade a Cuba nel settore di sua competenza».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi senza pubblicità. Aiutaci a restare liberi

Dona ora su Pay Pal

IBAN

Nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (attualmente in quiescenza), si è sempre battuto per difesa dell’ambiente e problematiche sociali. Ha scritto “Regole minime per sopravvivere” (ed. Pro Natura, 1991). Con altri autori “Piste o pèste” (ed. Pro Natura, 1992), “Disastro autostrada” (ed. Pro Natura, 1997), “Torino, oltre le apparenze” (Arianna Editrice, 2015), “Verde clandestino” (Edizioni Neos, 2017), “Loro e noi” (Edizioni Neos, 2018). Come unico autore “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino” (Edizioni Neos, 2017), “Lontano fa Farinetti” (Edizioni Il Babi, 2019), “Per gioco. Voci e numeri del gioco d’azzardo” (Edizioni Neos, 2019), “Belle persone. Storie di passioni e di ideali” (Edizioni La Cevitou, 2020), "Un'Italia che scompare. Perché Ormea è un caso singolare" (Edizioni Il Babi, 2022). Ha coordinato “Il mare privato” (Edizioni Altreconomia, 2019). Collabora dal 2011 in qualità di blogger in campo ambientale e sociale con Il Fatto Quotidiano, Altreconomia, Natura & Società e Volere la Luna.