2 / Italia in cenere. Spending review alla Renzi: risparmi per dieci milioni, danni per tre miliardi

Dopo i 160 mila ettari di territorio andati a fuoco, il 2 settembre Draghi ha stanziato 100 milioni di euro nel triennio 2021-2023 per l’acquisto di mezzi aerei e terresti, attrezzature e strumentazioni utili contro gli incendi. Spesa pubblica non risolutiva, per la Ferfa (Federazione rinascita forestale ambientale), se gli uomini non sono coordinati e i mezzi sono affidati alla gestione speculativa privata, come già avviene con i Canadair. Per la Corte dei Conti, con lo scioglimento del Corpo forestale il risparmio per lo Stato è stato minimo ma solo nel 2021 «i danni di questa drammatica stagione di incendi sono ingenti», denunciano Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, e Alessandro Cerofolini, ex dirigente del Cfs


L’inchiesta di LILLI MANDARA

Affidata alla Protezione civile la preparazione di un piano antincendio triennale

DOPO GLI INCENDI, dopo la distruzione, dopo che tutto è già accaduto e quando  la catastrofe si è già consumata: i correttivi approvati dal governo Draghi il 2 settembre scorso sono una pezza a colori secondo i Verdi e la Ferfa (Federazione rinascita forestale ambientale): «Il decreto arriva soltanto alla fine della stagione estiva e non copre il vuoto operativo lasciato dal Corpo Forestale — dicono Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, e l’ex dirigente del Cfs Alessandro Cerofolini — e, come nella migliore tradizione italiana, dopo che sono andati in fumo oltre 160 mila ettari di territorio».

Per i Verdi il dramma degli incendi non si affronta frammentando le competenze tra i diversi organi dello Stato come Vigili del fuoco e Carabinieri ma ripristinando il Corpo Forestale. Un provvedimento più che mai sentito, urgente. Il decreto in sostanza affida al Dipartimento della Protezione civile il compito di stilare ogni tre anni il Piano per il rafforzamento delle risorse umane, tecnologiche, aeree e terresti, un’altra mole di carta inutile, destinata a finire in qualche cassetto. In più stanzia 100 milioni di euro nel triennio 2021-2023 per l’acquisto di mezzi aerei e terresti, attrezzature e strumentazioni utili alla lotta contro gli incendi. 

Pezze inutili, denuncia Europa Verde, che servono soltanto a lavarsi la coscienza: «l’Italia aveva un prezioso strumento di lotta contro gli incendi boschivi, rappresentato dalle 1200 strutture del Corpo forestale dello Stato, con i 7700 agenti che avevano la perfetta conoscenza del territorio ed intervenivano con tempestività sugli incendi coordinando uomini e mezzi. Una politica miope e senza scrupoli; anziché puntare sul controllo e la prevenzione, ha semplicemente pensato di ignorare il problema, cancellando queste risorse preziosissime», aggiunge Bonelli. Il riferimento è al governo Renzi che ha cancellato il Cfs e ora al governo Draghi che, anziché risolvere alla radice il problema, ripensando una riforma che è palesemente fallita, continua a tirare una coperta che si è rivelata cortissima e che sta producendo danni irreparabili per il territorio e spese enormi per la pubblica amministrazione. 

I danni della stagione degli incendi 2021 ammontano a 3 miliardi di euro

«La Sezione centrale della Corte dei Conti, considerando solo i costi di funzionamento ed escludendo quelli principali, ha certificato un risparmio di 10 milioni di euro. Solo per il 2021, il costo in termini di danni di questa drammatica stagione di incendi è a quota 3 miliardi di euro», aggiungono Bonelli e Cerfolini. «La questione incendi, è bene ribadirlo, non si risolve con un ulteriore aumento per la spesa pubblica per acquisti di mezzi se poi questi mezzi non vengono coordinati al meglio (leggi qui, ndr) — commenta la Ferfa — abbiamo sottolineato più volte a ministri, politici e segretari di partito che gli incendi boschivi non si spengono soltanto con i mezzi aerei, ma con azioni a terra e soprattutto abbiamo ricordato che si può e si deve ripristinare il Corpo forestale dello Stato».

Non ci sono altre strade. «L’Italia deve assolutamente rimediare allo smembramento del Corpo Forestale dello Stato e istituire un corpo di polizia ambientale che abbia funzioni di prevenzione, non solo nella lotta agli incendi, ma anche a difesa del patrimonio ambientale nostrano», conclude Bonelli. Ma la politica fa orecchie da mercante: la difesa a oltranza della riforma Renzi-Madia continua a condizionare pesantemente le scelte del governo Draghi. E a farne le spese è tutto il Paese. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Ha lavorato nella redazione abruzzese del “Messaggero” dal 1984 al 2014. Ha seguito per il quotidiano di Roma molte vicende dell’attualità italiana. Dal 2015 è direttore responsabile del blog “Maperò”, testata giornalistica che si occupa in Abruzzo di politica, cultura e cronaca. Collabora col “Fatto quotidiano” e con “Donne Chiesa Mondo”, il mensile dell’“Osservatore Romano”.