Apparentemente è stato smentito che il “referendum” sia ormai uno strumento obsoleto (come appariva negli ultimi tempi). Ma attenzione. Quale che sia il quesito in discussione, le sintesi sulle schede hanno raggiunto una confusione incomprensibile e i votanti decidono alla cieca, solo per una simpatia maggiore (o per una antipatia minore) verso il proponente. Per la campagna di comunicazione, la maggioranza di governo proponente ha pensato di scandalizzare l’Italia con i casi più raccapriccianti di cronaca nera e della malagiustizia che emerge dalla conduzione delle indagini. Ma chi lo ha pensato non si è reso conto che la cronaca nera è il genere più trasmesso in tv e che gli avvocati di colpevoli e di innocenti sono le nuove star dell’intrattenimento


◆ Il pensierino di GIANLUCA VERONESI

 

La premier Meloni al seggio elettorale di Spinaceto (credit foto Fabio Frustaci che qui si ringrazia)

Riprendiamoci dallo choc! Nulla è stato come doveva essere. Analizziamo le previsioni sbagliate. Era annunciata una “fronda” di generici elettori di sinistra ed esponenti del Pd che avrebbero votato convintamente Sì. Qualcuno si spingeva a prevedere fino ad un milione di schede. Probabilmente il tipo di propaganda governativa (pedofili, plotone di esecuzione, etc.) è risultata troppo provocatoria, ha messo a disagio i dubbiosi e fatto prevalere la solidarietà di partito.

Apparentemente è stato smentito che il “referendum” sia ormai uno strumento obsoleto (come appariva negli ultimi tempi). Ma attenzione! Quale che sia il quesito in discussione, le sintesi sulle schede hanno raggiunto una confusione incomprensibile e i votanti decidono alla cieca, solo per una simpatia maggiore (o per una antipatia minore) verso il proponente. Bisognerebbe che la Corte, nel momento in cui autorizza il sondaggio della opinione pubblica, si accerti però che la questione sia già di dominio pubblico.

Altra stranezza! La clamorosa percentuale dei votanti, proprio oggi quando qualsiasi appuntamento elettorale è oggetto di una “astensione di massa”. Ma normalmente non è frutto di un fatto specifico: è semplicemente una moda, uno snobismo. “Io con quella accozzaglia di gente non mi mischio”. “Di politica non capiscono nulla”. Serve soprattutto a svicolare dal rispondere alla domanda “per chi voterai?” visto che tutto appare in movimento e si può sbagliare la scelta. 

Due brevi annotazioni sulla campagna di comunicazione. Hanno pensato di scandalizzare l’Italia con i casi più raccapriccianti di cronaca nera e della malagiustizia che emerge dalla conduzione delle indagini. Ma chi lo ha pensato non si è reso conto che la cronaca nera è il genere più trasmesso in tv, sui giornali, nelle conversazioni e che gli avvocati di colpevoli e di innocenti sono le nuove star dell’intrattenimento. Fratelli e sorelle, colleghi di lavoro, vicini di casa fanno la fila per essere intervistati. Nessuno rimane scandalizzato da qualcosa che conosce benissimo!

Credo di aver capito una cosa: l’elettore italiano vuole scegliere personalmente chi odiare, non gli piace che glielo indichino altri, specificando anche la motivazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Si laurea a Torino in Scienze Politiche e nel ’74 è assunto alla Programmazione Economica della neonata Regione Piemonte. Eletto consigliere comunale di Alessandria diventa assessore alla Cultura e, per una breve parentesi, anche sindaco. Nel 1988 entra in Rai dove negli anni ricopre vari incarichi: responsabile delle Pubbliche relazioni, direttore delle Relazioni esterne, presidente di Serra Creativa, amministratore delegato di RaiSat (società che forniva a Sky sei canali) infine responsabile della Promozione e sviluppo. È stato a lungo membro dell’Istituto di autodisciplina della pubblicità.