Le “panchinone” nei punti più panoramici: l’ennesima belinata nell’ex Bel Paese

Al 6 luglio 2021 le Big Bench erano già 126 disseminate soprattutto nel Nord Italia

Ideate dall’ex disegnatore di automobili Chris Bangle, le “big bench” sono già 126 e stanno per essere piazzate un po’ dappertutto. Persino in quel luogo magico d’altura che è il Pian della Mussa. La motivazione? «Il cambio di prospettiva dato dalle dimensioni della panchina fa sentire chi vi siede come un bambino». Crescendo, per meravigliarsi «della bellezza del paesaggio» forse serve di più aver messo qualcosa nella propria testa e nel proprio cuore. Le autorità non hanno nulla da dichiarare? Si mobilita il Gruppo di Intervento Giuridico


Il corsivo di FABIO BALOCCO

SONO CENTOVENTISEI AL 6 luglio 2021, ma molte altre stanno per essere piazzate: una anche in quel luogo magico d’altura che è il Pian della Mussa, Valli di Lanzo. Sono le grandi panchine o “big bench”, ideate dall’ex disegnatore di automobili Chris Bangle. Talmente convinto della bontà della sua idea che la prima — alta due metri e larga quattro — lui se l’è piazzata su un terreno di sua proprietà, a Clavesana, in provincia di Cuneo, dove vive. Talmente convinto lui e talmente attraenti loro che appunto già 126 ne sono state piazzate sul territorio italico, di tutti i colori, e specialmente al nord. Ma cosa diavolo mi significa una panchina di quelle dimensioni? Semplicemente, nelle intenzioni dell’inventore, il ritornare bambini: stai seduto lì sopra, le gambe a ciondoloni e torni bambino. «Il cambio di prospettiva dato dalle dimensioni della panchina fa sentire chi vi siede come un bambino, capace di meravigliarsi della bellezza del paesaggio con uno sguardo nuovo», come si legge nel sito da lui creato appositamente per pubblicizzare le panchine. 

Le location più ambite sono le alture più panoramiche; i permessi pubblici dove sono?

Ma la magia non è data solo da quello, ma anche da dove la panchina è piazzata: in luoghi panoramici. Che possono essere crinali di monti o collinette, purché sia in alto. Sempre dal sito: «La Grande Panchina deve essere costruita in un punto con vista panoramica e contemplativa». Personalmente e da buon ligure, la definisco una “belinata”, ma devo essere uno dei pochi, visto appunto, ripeto, il successo che le grandi panchine stanno riscuotendo. Una belinata — permettetemi la digressione sociologica — in sintonia con il degrado della nostra società, in cui a dominare è il nulla, che sia un vuoto influencer o una solida panchinona. 

Ma quello che anche preoccupa, e che peraltro è in sintonia con i mala tempora che currunt, è che non si dica nel predetto sito che un’opera fissa su un terreno naturale non dovrebbe essere poi così semplice da piazzare: magari deve essere autorizzata dal punto di vista paesaggistico, magari (perché no) deve avere un permesso a costruire; se è in Piemonte non deve essere in contrasto con il Piano Paesistico. Zero. Nulla di tutto questo. Da qui la mobilitazione del Gruppo di Intervento Giuridico volta ad ottenere chiarimenti in proposito dalle autorità competenti. 

Chissà se risponderanno. Già, perché un tempo era buona norma che se tu scrivevi, le autorità rispondevano. Oggi il malcostume ci insegna che possono anche fregarsene. Così ti rimane il dubbio: queste belinate sono almeno legittime? Ma anche una certezza: Chris Bangle ha un italiano ancora claudicante: «voi potete costruire la vostra panchina da qualunque artigiano». Ops! © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (attualmente in quiescenza), si è sempre battuto per difesa dell’ambiente e problematiche sociali. Ha scritto “Regole minime per sopravvivere” (ed. Pro Natura, 1991). Con altri autori “Piste o pèste” (ed. Pro Natura, 1992), “Disastro autostrada” (ed. Pro Natura, 1997), “Torino, oltre le apparenze” (Arianna Editrice, 2015), “Verde clandestino” (Edizioni Neos, 2017), “Loro e noi” (Edizioni Neos, 2018). Come unico autore “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino” (Edizioni Neos, 2017), “Lontano fa Farinetti” (Edizioni Il Babi, 2019), “Per gioco. Voci e numeri del gioco d’azzardo” (Edizioni Neos, 2019), “Belle persone. Storie di passioni e di ideali” (Edizioni La Cevitou, 2020). Ha coordinato “Il mare privato” (Edizioni Altreconomia, 2019). Collabora dal 2011 in qualità di blogger in campo ambientale e sociale con Il Fatto Quotidiano, Altreconomia, Natura & Società e Volere la Luna.