L’estate di Salvini: il Papeete, i selfie, gli emendamenti a go-go e gli ori olimpici

Salvini colored su un murale a Catania

Che “razza di animale politico” è il segretario della Lega? Gran Maestro della Loggia dei Voltafrittate, in questi ultimi giorni ha superato sé stesso sostenendo tutto e il contrario di tutto. I suoi 700 emendamenti al disegno di legge Zan sono una giusta risposta ad una legge sbagliata, i 900 emendamenti grillini alla riforma della giustizia, un attentato contro il Paese. Sorprende il daltonismo salviniano, nelle vittorie di Marcell Jacobs e, ancor di più, nel caso della 4×100, formata al 50% da due italianissimi atleti “colored”. Sì, di colore, tali e quali ai tanti altri da lui quotidianamente offesi e perseguitati. Ma quelli non fanno notizia, non portano ‘like’, non meritano né attenzioni né selfie dal Papeete


Il commento di PINO COSCETTA

PRIMA CHE QUALCHE direttore di giornale in vena di stupire si alzi un mattino con la luna di traverso e decida di cancellare dalla Costituzione e dalla lingua italiana il termine “razza”, ne approfitterei per chiedermi che “razza di animale politico” sia il segretario della Lega Matteo Salvini. Gran Maestro della Loggia dei Voltafrittate, in questi ultimi giorni ha superato sé stesso sostenendo tutto e il contro di tutto. 

Andiamo per ordine. Il 15 luglio direttamente da Milano lancia un ultimatum al segretario del Pd Letta: «Sul ddl Zan aspetto una telefonata di Enrico Letta; prima di andare allo scontro in Aula invito Letta a dialogare, non tanto con Salvini quanto con il Papa, e tolga dal testo quello che divide: gender nelle scuole e la censura della libertà di opinione e di parola». Per favorire il dialogo, tanto per gradire fa presentare 700 emendamenti al disegno di legge Zan contro l’omotransfobia.

Matteo Salvini a una manifestazione contro il del Zan

Cinque giorni dopo, il 20 luglio, il leader leghista tracima su tutti i telegiornali e sulla carta stampata che volentieri gli fanno da megafono, lamentandosi per «la valanga di emendamenti che rischiano di far impantanare la riforma della Giustizia con gravi conseguenze per il paese». Se Salvini non è in malafede, probabilmente è vittima di qualche disturbo del tipo “politico-bipolare”: i suoi settecento emendamenti al disegno di legge Zan sono una giusta risposta ad una legge sbagliata, i circa 900 emendamenti grillini alla riforma della giustizia, un attentato contro il Paese. 

Emendamenti a parte, dopo lo storico primo oro italiano nei 100 piani alle Olimpiadi di Tokyo e il bis della 4×100, con l’aggiunta di due ori della marcia  — che alla gente normale come noi sono sembrati il frutto del successo di altri italiani a tutto tondo; come noi, appunto —, il senatore leghista sparandosi un selfie dalla spiaggia, pubblica su Instagram il suo faccione sorridente con questo commento: «Il sorriso di uno che stamattina ha scommesso sulle vittorie di Jacobs e Tamberi, mentre altri ridevano e non ci credevano». Non un accenno alla Palmisano che ha festeggiato i suoi 30 anni con l’oro nella 20 km di marcia, né per Luigi Busà anche lui oro nel Karate-Kumite. 

Il meme sulla pagina Facebook del capo della Lega, dopo la vittoria della 4×100

Sorprende il daltonismo salviniano, nelle vittorie di Marcell Jacobs e, ancor di più, nel caso della 4×100, formata al 50% da due italianissimi atleti “colored”. Sì, di colore, tali e quali ai tanti altri da lui quotidianamente offesi e perseguitati. Ma quelli non fanno notizia, non portano ‘like’, non meritano né attenzioni né selfie dal Papeete.

A livello religioso poi, per fortuna, deve essergli sfuggita la medaglia d’oro dello spettacolare Massimo Stano da Grumo Appula, in Puglia, che per amore ha sposato a Roma una bella marocchina, Fatima Lofti (anche lei ex marciatrice), ed ha abbracciato l’Islam. Vuoi vedere che, dagli e dagli, anche Salvini è rimasto folgorato sulla via di Damasco? In politica, mai dire mai. Ma attenzione, c’è la Meloni che incalza. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Caporedattore - Giornalista e scrittore, è entrato al “Messaggero” a 22 anni e ha concluso la sua carriera lavorativa con la qualifica di caporedattore centrale. Durante la lunga permanenza nella redazione di via del Tritone, ha ricoperto per molti anni i ruoli di caposervizio delle province e di caporedattore delle Regioni. Da scrittore inizia con una raccolta di racconti giovanili, “Scirocco” (1966), e si dedica per un lungo periodo a saggistica, libri di storia locale e viaggi. Tra le più recenti pubblicazioni: “Viaggio in Abruzzo con Giorgio Manganelli”; “Il mistero di Tomar”; “Palazzo Podocataro, la casa-museo del cardinale di papa Borgia”; “Tre secoli nel Tridente”; “Divieto d’Orvieto”; e, con Vittorio Emiliani, “La discesa del Tevere e altre storie di fiumara”.