Il calcio e l’arte: le lezioni del collezionista Niels Liedholm ai suoi “ragassi”

Niels Liedholm dipinto da Giovanni Cerri con la maglia del Milan

Era stato un antiquario fiorentino ad avviare il Barone al collezionismo nei mesi in cui aveva dovuto sospendere l’attività di allenatore perché colpito da una forte forma pleurica. È vero, gli chiesi, «che quando arriva con la squadra in una città importante, lei porta i ragazzi al museo? «Io lo propongo ai ragassi», mi rispose, «poi chi vuol venire, viene. Non è un obbligo»


Il corsivo di VITTORIO EMILIANI

HANNO LA MEMORIA corta i pur bravi cronisti e commentatori di calcio. Giorni fa un calciatore ha evidenziato un quadro di Vincent Van Gogh suscitando interesse e stupore. Nessuno si è ricordato che un grande collezionista d’arte contemporanea è stato anzitutto il Barone, cioè Niels Liedholm la cui casa romana sul Lungotevere, dove andai una prima volta ad intervistarlo a tutto campo, era tappezzata di tele di Dorazio, di Perilli, e anche del costruttivista Malevitch. Mi raccontò che era stato un antiquario fiorentino ad avviarlo all’arte e al collezionismo nei mesi in cui aveva dovuto sospendere l’attività di allenatore perché colpito da una forte forma pleurica. È vero, gli chiesi, che quando arriva con la squadra in una città importante, lei porta i ragazzi al museo? «Io lo propongo ai ragassi», mi rispose, «poi chi vuol venire, viene. Non è un obbligo». E chi il più interessato? Chi segue di più le sue orme? «Agostino Di Bartolomei», mi rispose, «ha già una buona collezione».

Purtroppo Agostino − che nelle punizioni da fuori aveva una “canna” fortissima che il portiere respingeva e Pruzzo, rapinatore di area, metteva dentro − venne praticamente avviato alla più nera depressione dalla moglie che non volle staccarsi dal natio Cilento isolandolo. Ma ci sono stati altri calciatori buoni collezionisti d’arte. Sicuramente l’ottimo libero del Bologna di Bernardini, Francesco Janich, scomparso un anno fa, il quale era noto in città per essere un appassionato della materia e un buon cliente delle gallerie.

Insomma i casi non sono molti e però ci sono e rimane l’esempio straordinario del Barone, collezionista eccezionale in proprio e diffusore di cultura artistica fra i suoi ragassi e oltre. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Direttore onorario - Ha cominciato a 21 anni a Comunità, poi all'Espresso da Milano, redattore e quindi inviato del Giorno con Italo Pietra dal 1961 al 1972. Dal 1974 inviato del Messaggero che ha poi diretto per sette anni (1980-87), deputato progressista nel '94, presidente della Fondazione Rossini e membro del CdA concerti di Santa Cecilia. Consigliere della RAI dal 1998 al 2002. Autore di una trentina di libri fra cui "Roma capitale Malamata", il Mulino.