«Presidente Draghi, fermi lo scempio del Sirente Velino, salviamo il territorio all’orso»

Per la biologia della specie, orsi e aquile reali hanno bisogno di ampi corridoi ecologici

170 studiosi e autorevoli rappresentanti delle associazioni ambientaliste rivolgono un appello al capo del governo per impugnare la legge in vigore dal 10 giugno nella Regione Abruzzo con cui si eliminano 6000 ettari di area protetta: «Il parco regionale costituisce la fondamentale area di espansione e un corridoio ecologico per l’orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), probabilmente la specie animale più rara, importante, iconica e significativa della fauna italiana». Già in passato, la Commissione Europea avviò una procedura d’infrazione comunitaria nei confronti dell’Italia che, per la Regione Abruzzo, è stata evitata in extremis grazie alle recenti misure minime di salvaguardia, dando per scontato che le aree, oggi escluse dal parco, ricadessero nella Rete Natura 2000 con tutti i suoi livelli di protezione


L’appello di FRANCESCO MEZZATESTA, GIORGIO BOSCAGLI, VITTORIO EMILIANI e altri studiosi e ambientalisti

Stimato Presidente Draghi, egregio Ministro Cingolani,

Il Parco Regionale Sirente-Velino – Regione Abruzzo – costituisce fondamentale area di espansione e corridoio ecologico per l’orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), probabilmente la specie animale più rara, importante, iconica e significativa della fauna italiana.

Negli ultimi decenni è stata riscontrata costante frequentazione del Parco Regionale da parte della specie e una utilizzazione continua nel lento processo di neo-ricolonizzazione dell’orso (non più di 50-60 esemplari secondo le più recenti stime) verso i settori più settentrionali dell’Appennino: Cicolano e Appennino reatino, versanti occidentali del Parco Nazionale del Gran sasso e Monti della Laga, fino ad arrivare al Parco Nazionale dei Monti Sibillini. 

Il Parco Regionale Sirente Velino è stato istituito nel 1989 e fa parte della Rete Natura 2000

Il Parco Regionale Sirente Velino, istituito con L.R. n. 54/1989,  fa parte della Rete Natura 2000 con la sua Z.P.S. e le sue Z.S.C. recentemente disciplinate dalle Misure Minime di Salvaguardia approvate con D.G.R. dalla Regione Abruzzo. La medesima Regione Abruzzo, assieme alla Regione Lazio e alla Regione Molise, oltre a tutti i parchi e riserve naturali dell’Appennino centrale, compreso lo stesso Parco Regionale Sirente Velino e il ministero per la Transizione Ecologica (già ministero per l’Ambiente), risultano aver sottoscritto il Protocollo per l’attuazione del P.A.T.O.M. (Piano di Azione nazionale per la Tutela dell’Orso Marsicano).

Alla luce di queste importantissime statuizioni sarebbe stato fortemente auspicabile che la Regione Abruzzo provvedesse ad ampliare il proprio – unico – Parco Regionale fino a raccordarlo territorialmente col Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, core-area della distribuzione dell’orso marsicano, al fine di renderne più sicuri e meno soggetti a rischio gli spostamenti fisiologici legati alla biologia della specie.

Dal punto di vista tecnico-giuridico, già in passato, la Commissione Europea richiese misure di protezione sito-specifiche, per la quale nei confronti dell’Italia, non avendole individuate per tempo, venne avviata una procedura d’infrazione comunitaria che per la Regione Abruzzo è stata evitata in extremis solo grazie alla recente adozione delle citate Misure Minime di Salvaguardia. Queste misure diedero ovviamente per scontato che le aree, che oggi risultano escluse, ricadessero nella Rete Natura 2000 con tutti i suoi livelli di protezione. 

La legge regionale in vigore da metà giugno taglia di 6000 ettari l’area protetta dal parco

Viceversa la Legge Regionale n 14 del 8 giugno 2021 riduce la superficie del Parco Regionale di oltre 6.000 ettari, esponendo così a rischi sempre più alti la naturale mobilità degli esemplari pionieri della specie. Non appare inutile sottolineare a questo punto che il medesimo Parco Regionale costituisce pure sito di riproduzione di altre specie di interesse comunitario come aquila reale e falco pellegrino. Con la riduzione dei confini si arriva quindi al paradosso che tali siti di riproduzione di specie di interesse europeo avranno un livello di protezione che non rispetta gli standard comunitari, mancando misure che tenessero conto di questa deprecabile novità della contrazione del Parco.

Consapevoli e sostenitori dell’impegno e dell’attenzione che il Governo sta dedicando alla problematica dei ripristini ecologici e della tutela ambientale, in sintonia con i principi indicati dall’Unione Europea e della c.d. Next Generation Eu, i sottoscritti chiedono vibratamente che venga con urgenza presa in considerazione l’ipotesi di una impugnazione della Legge n. 14 del 8 giugno 2021  della Regione Abruzzo poiché in palese contrasto con le normative e linee di indirizzo tanto governative che europee.

I sottoscritti, aderenti moralmente al gruppo che si batté per la difesa dei principi della Legge Quadro sulle Aree Protette (L. 394/91) nell’ambito della XVII Legislatura (autodefinitosi per sintesi “Gruppo dei 30”), convinti che si vorrà prestare la massima attenzione a questa richiesta, inviano i più cordiali auguri di buon lavoro a tutto il Governo.  

Sottoscrivono questo appello:

Francesco Mezzatesta (già segretario generale Lipu e già responsabile dei Verdi per i parchi); Giorgio Boscagli (biologo, già Ispettore di Sorveglianza del Parco Nazionale d’Abruzzo, Direttore del Parco Regionale Sirente-Velino e del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi); Vittorio Emiliani (giornalista, presidente del Comitato per la Bellezza); Luigi Piccioni (docente di Storia Economica Università della Calabria); Corradino Guacci (presidente della Società Italiana per la Storia della Fauna “Giuseppe Altobello”); Fabio Vallarola, (già Direttore Area Marina Protetta Torre del Cerrano già Direttore del Parco Nazionale del Pollino); Bruno Petriccione (biologo-ecologo e componente del Comitato scientifico di Wwf Oasi); Franco Pedrotti (professore emerito dell’Università di Camerino, già Presidente della Società Botanica Italiana); Mimi D’Aurora (Direttivo CGIL Abruzzo); Jean-Paul Theurillat (già docente di Ecologia vegetale e Biogeografia Università di Ginevra, socio Wwf – Svizzera, Componente Consiglio Scientifico Appennino Ecosistema); Giuseppe Rossi (già Presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise; già Direttore di Federparchi), e altri 160 tra studiosi, responsabili di associazioni ecologiche e appassionati ambientalisti.

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Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Mario Draghi, Palazzo Chigi Roma

Pec [email protected]

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E, p.c., alla stampa nazionale e regionale

Oggetto: appello per una impugnazione della Legge Regionale della Regione Abruzzo n. 14 del 8 giugno 2021 “Nuova disciplina del Parco naturale regionale Sirente Velino e revisione dei confini. Modifiche alla l.r. 42/2011” (pubblicata su B.U.R.A. 9 giugno 2021, n. 115 Speciale ed entrata in vigore il 10 giugno 2021)

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