Il rigassificatore di Porto Empedocle minaccia i Templi di Agrigento: «occorre coltivare la bellezza»

La caduta di Icaro e, sullo sfondo, il Tempio della Concordia ad Agrigento

Le norme emanate dal Consiglio dei ministri sull’emergenza Ucraina non depongono bene per il futuro delle Comunità di Agrigento, Porto Empedocle, Realmonte, Siculiana destinatarie degli effetti provocati dagli “strumenti speciali“ per agevolare la collocazione del terminale di rigassificazione e delle opere collaterali (14 km di metanodotto di oltre 2 metri di diametro collocati nella zona archeologica della Valle dei Templi). Il soprintendente ai Beni culturali Michele Benfari chiede all’Unesco di «informare il Comitato del patrimonio mondiale per esprimere un’autorevole opinione sull’opportunità di collocare un impianto di rigassificazione vicino all’Area Archeologica di Agrigento, il cui valore oggi è accresciuto dalla presenza al suo confine della casa natale e della tomba di Luigi Pirandello, dalla Torre di Carlo V»


L’intervento di ALESSIO LATTUCA, presidente Movimento per la Sostenibilità di Agrigento Porto Empedocle

L’INDIPENDENZA ENERGETICA è oggi una priorità, ma la ricerca di nuovi fornitori per liberarsi dal ricatto del gas russo non risolve il problema (cambia il venditore ma la dipendenza resta) e continuare a dipendere dai combustibili fossili è una vera tragedia per l’ambiente. Occorre alzare il livello dell’attenzione perché il flusso dell’informazione e quello delle azioni contro il global warming è entrato in un loop di silenzio. L’Ue ha già deciso per il «meno 55%» delle emissioni al 2030, ma la guerra in Ucraina e la conseguente crisi energetica hanno fatto riemergere l’interesse verso strumenti pericolosi, quali i rigassificatori. Le norme emanate con il pretesto dell’emergenza, non depongono bene per il futuro del Sud e, in particolare, per le Comunità di Agrigento, Porto Empedocle, Realmonte, Siculiana destinatarie degli effetti  portati dagli “strumenti speciali“, offerti ai “soliti noti”, per agevolare la collocazione del terminale di rigassificazione e delle opere collaterali (14 km di metanodotto di oltre 2 metri di diametro collocati nella zona archeologica della Valle dei Templi, per il gas e, in prospettiva, l’idrogeno). Un Governo avveduto non si sarebbe limitato a eliminare “i paletti”, ma avrebbe affrontato il problema nel solco del contenimento del riscaldamento climatico.  

Un bellissimo scorcio della Scala dei Turchi nel territorio di Realmonte (Agrigento)

Le Comunità costituite nel Movimento per la Sostenibilità in difesa del territorio, e per contrastare la collocazione del rigassificatore Enel a ridosso della Valle dei Templi, hanno manifestato tutta la loro preoccupazione per le scelte governative. Lo ha di recente affermato anche il soprintendente ai Beni culturali Michele Benfari: «Nel passato un’autorizzazione è stata rilasciata sul complesso di rigassificazione presso il porto di Porto Empedocle. Oggi un più accurato esame delle leggi vigenti di protezione del paesaggio — e l’elevato rischio ambientale di incidente rilevante rappresentato da un impianto di rigassificazione di grandi dimensioni, come previsto dalla Direttiva Seveso III — richiede sia collocato lontano dai centri abitati e dal patrimonio culturale, suggeriscono di non rinnovare l’autorizzazione scaduta». E ancora: «serve uno sforzo maggiore per mantenere il proposito di tutela e trasmissione di tale patrimonio culturale alle generazioni future in considerazione del deterioramento che potrebbe essere provocato al sito». Il soprintendente Benfari chiede all’Unesco di «esaminare la situazione ed eventualmente informare il Comitato del patrimonio mondiale in modo che esprima un’autorevole opinione sull’opportunità di collocare un impianto di rigassificazione vicino al sito Unesco dell’Area Archeologica di Agrigento, il cui valore oggi è accresciuto dalla presenza al suo confine della casa natale e della tomba di Luigi Pirandello, dalla Torre di Carlo V a Porto Empedocle, e non lontano dal sito archeologico della villa romana di Realmonte con i suoi mosaici ben conservati, vicino alla bianca falesia della Scala dei Turchi». Il Movimento Per la Sostenibilità deve poter «contribuire a cercare soluzioni appropriate per assicurare la piena tutela della proprietà, al fine di evitare quanto accaduto nel 2007, quando il direttore del World Heritage Centre, Francesco Bandarin, apertamente espresse le preoccupazioni sulla tutela dell’Eccezionale Valore Universale, proprio dopo il rilascio dell’autorizzazione per il rigassificatore fortunatamente ad oggi mai costruito». 

In alto, nave gasiera alla banchina di un porto; in basso, il rendering della nuova aerea portuale di Porto Empedocle con un nuovo molo destinato alle navi gasiere

Tali affermazioni dovrebbero suggerire ai decisori un comportamento prudente. Il conflitto in corso all’interno di Enel sarà il terreno su cui si logoreranno i rapporti con la politica. Da un lato Enel (e Sapio) consegna alla valutazione della Regione Siciliana, il progetto per la produzione di idrogeno verde che potrebbe nascere nella Sicilia sud-orientale, da utilizzare nella transizione energetica su scala industriale e senza emissioni di Co2. Con una comunicazione mirata, l’isola diventa il laboratorio più avanzato in una delle tecnologie che dovrebbe segnare nei prossimi anni il processo di decarbonizzazione. Dall’altro Starace dichiara che per Enel da tempo è venuto meno l’interesse per il gas e che era sua intenzione disfarsi del progetto; però, ad un tratto, cambia radicalmente opinione e annuncia investimenti miliardari. Forse perché ha annusato l’odore dei soldi e la possibilità di accedere ai contributi del Pnrr? A questo punto occorre chiedere al Governo e, in particolare, al ministro della Transizione ecologica  Cingolani se nella politica italiana esista un credibile impegno per contrastare il riscaldamento climatico in linea con le politiche decise da Cop26, ma anche se sia in grado di proteggere luoghi il cui valore e la cui bellezza sono particolarmente rilevanti. 

Nel Sud, che paga più alto il prezzo della globalizzazione, si è passati dalla perdita irreversibile di 10 punti di Pil, alla crisi generata dalla pandemia e, oggi, da quella prodotta dalla guerra. Tutte questioni che dovrebbero indurre a cambiare registro per rimuovere le arretratezze come, d’altronde, prevedono il Pnrr e le condizionalità imposte dall’Ue. Se sono condivisibili le affermazioni della ministra Gelmini — «I soldi ci sono e non è possibile non riuscire a spenderli […] per ridisegnare il futuro, aiutare le future generazioni e dare opportunità alle donne» — si rileva d’altro lato che il Sud non possiede le risorse umane e le competenze per spendere/investire i fondi del Recovery Plan, oggi Pnrr, come dimostra l’esperienza dei fondi strutturali non spesi o spesi male. 

L’attuale aggravamento delle difficoltà già presenti rende indispensabile cambiare paradigma. In particolare, nel territorio in questione, dove non è mai arrivata l’autostrada, le linee ferrate sono ancora mono binario e a bassissima velocità, l’aeroporto è definitivamente fuori discussione, la disoccupazione giovanile e femminile supera il 50%, i giovani fuggono via, ed è necessario rilanciare una politica che non prescinda dalla lotta alle disuguaglianze, alla disoccupazione, alla precarietà. Purtroppo il recente decreto emanato dal Consiglio dei ministri diretto a “semplificare le procedure autorizzative” e la classificazione dei rigassificatori quali opere strategiche non fa sperare nulla di buono. Sarebbe auspicabile che il Governo si rendesse conto della gravità delle conseguenze di tale deliberazione e ne riconsiderasse la pubblicazione. Che fine ha fatto la spinta progressista promotrice della modernizzazione del Paese attraverso la capacità di guardare lontano, permeata dai temi ambientalisti e dalla valorizzazione della cultura? Occorre correggere la rotta e ritornare a battersi per il bene pubblico e per la giustizia sociale, altrimenti non si uscirà mai dalla logica perversa del dominio. E se manca l’impegno per la giustizia un Paese non è. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Aiutaci a restare liberi

Dona ora su Pay Pal

About Author

È presidente di Confimpresa Euromed, amministratore delegato Confidi per l’impresa e direttore generale Cofidi Scrl. Imprenditore agrigentino, si batte da anni contro il rigassificatore di Porto Empedocle (sua città natale), che definisce un “progetto folle”, a pochi passi dalla Valle dei Templi, a ridosso della casa di Luigi Pirandello in contrada Kaos.