Eredità nucleare in Italia: la stupidità e la follia del commissariamento della Sogin

Dopo anni di ritardi e una procedura d’infrazione dell’Unione europea, adesso che si è arrivati ad una carta dei siti idonei per il Deposito con cui finalmente iniziare la collocazione finale delle scorie nucleari, il governo Draghi vuole imbarcarsi di nuovo nell’avventura di commissariare gli avanzi dell’atomo italiano. Proprio quando la Sogin ha cominciato a fare quel che doveva. Andando avanti per questa strada il governo sarà riuscito a bloccare la messa in sicurezza del nucleare per altri 20 anni


L’accelerazione centralistica imposta dal governo Berlusconi nel 2003 ebbe come risultato la rivolta di tutta la Basilicata contro il deposito a Scanzano Jonico

ROMA, 17 GIUGNO 2022  (Red) — «Il Parlamento della XIII legislatura con l’azione della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite e la Conferenza Stato Regioni avevano già dato indicazioni, faticose ma convergenti e chiare, sulla strategia per mettere in sicurezza le vecchie centrali nucleari con la creazione di un Deposito nazionale per i rifiuti radioattivi», ricorda il prof. Massimo Scalia, presidente della Commissione scientifica sul Decommissioning

Il Governo Berlusconi decise di accelerare i tempi e, con la scusa del pericolo terrorismo, di commissariare la Sogin dando al Generale Carlo Jean poteri di deroga dalle leggi vigenti. Era il 2003. Per la prima volta nella storia della Repubblica le ordinanze di un Commissario venivano pubblicate direttamente in Gazzetta Ufficiale ed avevano valore di legge. Il risultato di questa “accelerazione centralistica” dei lavori è stato la rivolta di tutta la Basilicata a Scanzano e il blocco per 20 anni della realizzazione del deposito.

Dopo anni di ritardi e una procedura d’infrazione dell’Unione europea, adesso che si è arrivati ad una carta dei siti idonei per il Deposito con cui finalmente iniziare l’individuazione della destinazione finale delle scorie nucleari, il governo Draghi vuole imbarcarsi di nuovo nell’avventura di commissariare gli avanzi dell’atomo italiano. Proprio quando, inoltre, la Sogin ha cominciato a fare quel che doveva.

Anche stavolta, conclude Scalia, il futuro Commissario dovrebbe avere poteri «in deroga da ogni disposizione di legge escluse quelle penali». E le norme di sicurezza e i nulla osta dell’Autorità di controllo? Follia ma anche stupidità, perché, in ogni caso, devono essere rispettate le normative europee. Ogni decisione presa in questa maniera «accelerata» potrà essere impugnata da chiunque. Per non parlare delle reazioni popolari, dopo aver sproloquiato per anni sul consenso informato delle popolazioni.

Insomma, andando avanti per questa strada il governo Draghi sarà riuscito a bloccare la messa in sicurezza del nucleare per altri 20 anni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

About Author

Giornale digitale di informazione e partecipazione attiva