Il sindaco Gualtieri galleggia, Roma sempre più in basso: gli intellettuali si appellano all’Unesco

Da Roberto Gualtieri nessuna svolta concreta nell’amministrazione cittadina, né nei primi cento giorni di sindacatura, né dopo; sotto il titolo, la fiera ludo-gastronomica a Ponte Sant’Angelo, gioia dei bujaccari e dei ratti

Dalla sua cultura e dal suo stile ci si aspettava una svolta radicale. Un nuovo sindaco deciso a rompere con un passato inglorioso lo fa nei primi cento giorni. Invece non c’è stata nessuna svolta innovativa. Si è rimasti a galleggiare nella mediocrità più sconsolante tipica della gestione Raggi. Un gruppo di intellettuali, operatori turistici, letterati, storici dell’arte, urbanisti, artisti chiede all’Unesco di intervenire sulla città più bella del mondo, proteggendola da ulteriori insopportabili offese


Il corsivetto di VITTORIO EMILIANI

SPIACE DOVER ATTACCARE il neo-sindaco di Roma Gualtieri che è persona colta, civile, democratica. Purtroppo quanto sopravvive della macchina del vecchio Pd e delle forze che hanno concorso a formarlo hanno imposto a Gualtieri candidati che avevano pacchi e pacchetti di voti personali di chiara origine clientelare. Con alcuni casi lampanti come quello di Sabrina Alfonsi già presidente del tutto assente del I Municipio alla quale risale l’inqualificabile fiera ludo-gastronomica lungo le banchine del Tevere per la gioia dei bujaccari e ovviamente dei ratti. Niente di più volgare e provinciale, niente di meno degno di una capitale moderna ed europea esposta al giudizio del mondo civile. 

Da Gualtieri e dal suo stile ci si aspettava una svolta radicale. Son cose che un nuovo sindaco deciso a rompere con un passato inglorioso fa nei primi cento giorni. Invece anche sul piano dell’arredo e del decoro urbano, scaduti a Roma a livelli indicibili, non c’è stata nessuna svolta innovativa. Si è rimasti a galleggiare nella mediocrità più sconsolante tipica della gestione Raggi. Ben vengano quindi i colpi di spillone di intellettuali, operatori turistici, letterati, storici dell’arte, urbanisti, artisti come quelli chiamati a raccolta dal giornalista e scrittore Paolo Brogi per chiedere all’Unesco di intervenire sulla città più bella del mondo proteggendola da ulteriori insopportabili offese. Ne tenga conto Gualtieri. È gente che lo stima che lo vuol liberare dal cappio mortale delle clientele personali e di corrente. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Direttore onorario - Ha cominciato a 21 anni a Comunità, poi all'Espresso da Milano, redattore e quindi inviato del Giorno con Italo Pietra dal 1961 al 1972. Dal 1974 inviato del Messaggero che ha poi diretto per sette anni (1980-87), deputato progressista nel '94, presidente della Fondazione Rossini e membro del CdA concerti di Santa Cecilia. Consigliere della RAI dal 1998 al 2002. Autore di una trentina di libri fra cui "Roma capitale Malamata", il Mulino.