Forse non tutti sanno che alle ultime comunali ha votato la metà degli aventi diritto. E se non si cambia musica anche il mitico bastione contro la destra vacillerà. Il neo segretario del Pd ha messo in contrapposizione la difesa degli alberi alla lotta contro i tagli del governo e contro il genocidio a Gaza; come dire: “ci sono cose gravi e drammatiche e invece stiamo qui a piangere per un bagolaro qualsiasi, sacrificato per far passare il tram”. Con 30 anni di ritardo e una migliore progettazione, sicuramente si sarebbe potuto ridurre il taglio di alberi. E il povero “albero dei rosari”, che può regalarci ossigeno fino a 500 anni, diventa un simbolo, la metafora di una rimozione. Secondo l’Abc dell’ecologia, e delle scienze in generale, senza le piante ed il loro ossigeno la nostra specie non potrebbe esistere. E l’Europa ci ricorda che Bologna è la dodicesima città più inquinata d’Europa. Invece di non dormirci la notte si progettano ampliamenti autostradali, colate di cemento per nuove urbanizzazioni, potenziamento dell’aeroporto. Di fronte a cui non basta una union sacrée dei progressisti con qualche verde modificato geneticamente

Sotto il titolo e qui in alto, tagli e proteste in Piazza Unità a Bologna per la linea tranviaria rossa

◆ L’intervento di PAOLO GALLETTI

Nei rendering che annunciano, finalmente, i tram a Bologna tutto fila liscio. Poi c’è la realtà…

Non si deve parlare male di Garibaldi. E non intendo certo parlare male di Bologna, la città che mi ha eletto, verde un po’ anomalo, prima in Regione poi due volte alla Camera dei Deputati. Ma al mito diffuso non corrisponde oggi un vero contenuto. Siamo in pieno green washing a cominciare dal passante autostradale cosiddetto di ultima generazione. Da ultimo il fallimento della “Città 30”. Senza controlli, negli ultimi mesi purtroppo i pedoni uccisi sono aumentati. E forse non tutti sanno che alle ultime comunali ha votato la metà degli aventi diritto. Insomma se non si cambia musica anche il mitico bastione contro la destra vacillerà. La preparazione della classe dirigente lascia poi a desiderare. Prendo come esempio le ultime dichiarazioni del segretario Pd. Una sicurezza che sfiora l’arroganza. E dire che da solo il Pd non va da nessuna parte. Lontani i tempi di segretari di Pci e Pds come Mauro Zani e Sergio Sabattini, che pur avendo visioni del mondo radicalmente diverse dai Verdi, erano disponibili ad un vero confronto. E che magari, come Antonio La Forgia, sornioni ti chiedevano se possedevi un libro, esaurito, di Georgescu Roegen. Così dopo aver avuto da me le fotocopie capiva che ero un verde vero.

I cantieri per la linea rossa in Via Riva Reno e in Via Indipendenza

Recentemente il segretario Pd di Bologna, inaugurando la festa dell’Unità (?), si è lasciato sfuggire una battuta rivelatrice. Come ben spiega Freud, analizzando il motto di spirito, le battute rivelano un inconscio che altrimenti ci si imbarazzerebbe a palesare. Il neo segretario ha messo in contrapposizione la difesa degli alberi alla lotta contro i tagli del governo e contro il genocidio a Gaza. Immagino l’applauso e le risate di una platea così appagata. Insomma ci sono cose gravi e drammatiche e invece stiamo qui a piangere per un bagolaro qualsiasi. Nel caso specifico il povero bagolaro è stato sacrificato per un bene superiore. Il tram che Bologna sta costruendo, finalmente, con ben 30 anni di ritardo. In questo lasso di tempo,  con una migliore progettazione sicuramente si sarebbe potuto ridurre i tagli di alberi. Ma qui il bagolaro, che può regalarci ossigeno fino a 500 anni, diventa un simbolo, la metafora di una rimozione. Secondo l’Abc dell’ecologia, e delle scienze in generale, senza le piante ed il loro ossigeno la nostra specie non potrebbe esistere. Così come non potremmo vivere senza i batteri, i virus, i funghi che costituiscono il nostro corpo.

Taglio di un bagolaro secolare (cosiddetto “albero dei rosari”) in Piazza dell’Unità fra fischi e proteste

Quindi il fastidio e l’insofferenza verso chi difende gli alberi denotano una visione del mondo obsoleta e fossile, come se esistesse un homo faber che tutto può a suo piacimento con la sua tecnologia per appagare la sua inesauribile avidità. Fino alla bomba atomica. Mentre con l’attuale modo di vivere e produrre in realtà si minano le basi stesse della sopravvivenza della specie, per non contare le sempre più diffuse malattie degenerative che provocano indicibili sofferenze. Contrapporre poi a tutto questo la lotta ai tagli del governo di destra e l’impegno per Gaza suona grottesco. Una icona dell’ecologismo come Greta Thunberg da sempre sostiene la causa palestinese. E sui tagli della destra ricordiamo anche i tagli dei governi dell’ultimo decennio alla sanità pubblica con tanto di Pd al comando.

Abbiamo appreso da fonti europee che Bologna è la dodicesima città più inquinata d’Europa. E invece di non dormirci la notte si progettano ampliamenti autostradali, di fronte ai quali il servizio ferroviario risulta a dir poco inadeguato, colate di cemento per nuove urbanizzazioni, potenziamento dell’aeroporto. Per rimediare non basteranno qualche centinaio di alberelli in vaso e una consulenza a Stefano Mancuso. Ora capisco perché, da oltre un decennio, dal sindaco Merola a quello attuale, i Verdi servano per vincere le elezioni ma non possano avere incarichi di governo. Potrebbero disturbare il manovratore e operare davvero per un cambiamento necessario. Servono invece ambientalisti compiacenti, sempre disponibili a legare l’asino dove vuole il padrone. Verdi geneticamente modificati, magari con l’innesto di vecchie ideologie, estremisti a parole, acquiescenti nella pratica. 

I lavori per la linea del tram in Via Ugo Bassi (credit foto Schicchi)

Di fronte ad una destra reazionaria e negazionista rampante non basta una union sacrée dei progressisti. Serve una nuova visione del mondo e della società. Non bastano accordi di potere tra gruppi dirigenti romani. E le vecchie culture politiche del liberalismo e del socialismo sono insufficienti. Non hanno previsto la crisi ecologica e non hanno gli strumenti per realizzare un passaggio necessario ad un nuovo modo di vivere e di produrre. Solo un difficile dialogo con la scomoda verità della cultura ecologista può riaccendere la speranza. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Fondatore delle Università Verdi e dei Verdi Italiani. Attivista ecologista fin dai primi anni 80, contro la centrale a carbone che si voleva costruire a Ravenna, per le energie rinnovabili, per l’agricoltura biologica promotore del referendum contro i pesticidi, per la difesa del mare adriatico contro gli allevamenti industriali. Consigliere regionale dei Verdi in Emilia Romagna, dal 1990 al 1994. Deputato dei Verdi, dal 1994 al 2001, promotore della prima legge per la mobilità ciclistica, e di norme per le mense biologiche nelle scuole, contro l’inquinamento acustico, per sviluppare la mobilità urbana su ferro. Scrive su riviste e blog su temi ecologisti. Fa parte del direttivo regionale di Aiab (Associazione Italiana Agricoltura Biologica). Co-portavoce della Federazione dei Verdi-Europa Verde Emilia Romagna. Componente del Consiglio Federale della Federazione dei Verdi Italiani