Ho ceduto alle sirene dell’autopubblicazione. “Cento film, recensioni senza pretese” è da pochi giorni disponibile su Amazon in formato cartaceo, al modico prezzo di 7,80 euro. Riporto qui la prefazione, sperando che invogli qualcuno all’acquisto. Anche una sola copia venduta fuori della cerchia dei parenti più stretti mi farà felice. Ma lo scopo ultimo non è quello di un improbabile arricchimento. Semplicemente ho voluto sperimentare questa forma di editoria per me nuova, cimentandomi nella scelta dei caratteri, nella impaginazione del manoscritto, nella grafica della copertina e nella selezione della carta, alla ricerca di un accettabile compromesso tra la qualità e i costi. Chi ci ha provato dice che la parte veramente difficile inizia adesso, con la promozione del libro sui social, che dovrebbe essere pervasiva e continua. Non so se avrò la pazienza per andare oltre questa presentazione. Ma comunque vada posso dire di essermi divertito.
◆ La prefazione di BATTISTA GARDONCINI *
► Amo il cinema. Non c’è piacere più grande che entrare in una sala, scegliere il posto – centrale e nelle prime file come insegnava Truffaut – e godersi lo spettacolo, prossimamente compresi. Valeva in passato, quando gli ambienti erano grevi di fumo e si stava seduti anche nei corridoi, e vale oggi, con l’aria condizionata e le platee semivuote. Parecchie sale hanno chiuso i battenti, altre vivacchiano, e basta guardare i capelli bianchi della maggior parte degli spettatori per rendersi conto che nel giro di pochi anni soltanto pochi nostalgici usciranno il sabato sera per andare al cinema.

Ma il cinema non è morto, e continuerà a far sognare le nuove generazioni. Se le tecniche di base delle riprese e del montaggio sono ancora quelle codificate dai pionieri del muto, tutto il resto sta cambiando: abbiamo il 3D, la computer grafica, gli attori ringiovaniti o invecchiati a piacere con il digitale, e chissà che cosa altro arriverà con l’intelligenza artificiale. Soprattutto, sta cambiando la distribuzione. Gli anni del Covid hanno dato alle piattaforme di streaming la spinta decisiva, e oggi il cinema si guarda prevalentemente in casa, su televisori di grandi dimensioni, computer, o addirittura telefonini. Manca quel meraviglioso senso di condivisione che a volte porta il pubblico in sala all’applauso, ma i vantaggi sono innegabili: i costi sono contenuti e si trova di tutto, dall’ultimo blockbuster ai grandi classici, dalle serie Tv ai documentari.

La rete ha anche modificato la critica cinematografica, che un tempo era il privilegio esclusivo dei professionisti del settore. Oggi sui social chiunque può scrivere dell’ultimo film che ha visto, anche se non ha mai sentito parlare di Kubrick e sgranocchia pop-corn durante la proiezione. Questo libro sta tra i due estremi. Da molti anni curo per alcune testate online una rubrica settimanale dove recensisco solo film normalmente in programmazione. Non rincorro i festival di mezzo mondo alla ricerca dell’ultima novità, non intervisto le star, non partecipo ai convegni. Mi limito a scrivere testi brevi con poche informazioni essenziali, perché in tanti anni di giornalismo ho imparato che in una cartella di duemila battute si può raccontare quasi tutto, senza annoiare.
Le mie sono recensioni “senza pretese” anche se non ho resistito alla tentazione di corredarle con un giudizio sintetico espresso in stelle. Cinque ai capolavori, quattro agli ottimi film, tre a quelli buoni, due a quelli così così, e una a quelli che promettevano molto, ma hanno deluso. A mio parere, ovviamente. Spero che chi le leggerà si diverta almeno quanto mi sono divertito io a scriverle, e che le prenda per quello che in fondo sono: un atto di amore disinteressato nei confronti del cinema, di tutto il cinema. Negli ultimi anni ho visto migliaia di film, in sala e a casa. E non me ne sono mai pentito, neanche quando erano così brutti da non meritare neppure una stroncatura. © RIPRODUZIONE RISERVATA
(*) L’autore dirige oltreilponte.org

Ho ceduto alle sirene dell’autopubblicazione. “Cento film, recensioni senza pretese” è da pochi giorni disponibile su Amazon in formato cartaceo, al modico prezzo di 7,80 euro. Riporto qui la prefazione, sperando che invogli qualcuno all’acquisto. Anche una sola copia venduta fuori della cerchia dei parenti più stretti mi farà felice. Ma lo scopo ultimo non è quello di un improbabile arricchimento. Semplicemente ho voluto sperimentare questa forma di editoria per me nuova, cimentandomi nella scelta dei caratteri, nella impaginazione del manoscritto, nella grafica della copertina e nella selezione della carta, alla ricerca di un accettabile compromesso tra la qualità e i costi. Chi ci ha provato dice che la parte veramente difficile inizia adesso, con la promozione del libro sui social, che dovrebbe essere pervasiva e continua. Non so se avrò la pazienza per andare oltre questa presentazione. Ma comunque vada posso dire di essermi divertito.