Il leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte è stato accusato di aver attaccato la cultura woke — che in Italia non esiste, se non per qualche risibile imitazione —  al solo scopo di attaccare Elly Schlein e candidarsi come leader del centro sinistra prossimo venturo. E cosa ci sarebbe di male a proporsi come leader del centro sinistra con un programma di sinistra sui temi sociali più spinosi? Non è colpa di Conte se nel dibattito interno del centro sinistra le diatribe linguistiche sull’uso dello schwa hanno avuto più spazio delle riflessioni sull’economia e sulla politica estera. E non è certo colpa sua se la giusta attenzione per i problemi di genere è diventata l’unica questione su cui il principale partito di opposizione ha detto cose chiare e comprensibili a tutti


◆ Il commento di BATTISTA GARDONCINI *

La deputata dem newyorkese Ocasio-Cortez, il leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte e il capo di Italia Viva Matteo Renzi: tre protagonisti, a vario titolo, del dibattito (di lana caprina) sul woke italo-americano nei giornali di questi giorni

Una avvertenza. Andate avanti nella lettura soltanto se siete tra quelli che si irritano quando sentono un oratore iniziare il discorso con un “Buongiorno a tutte e tutti”. Se no amici come prima, e passate oltre. L’intervento dell’altro giorno del leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte su Repubblica era teso a sottolineare non soltanto le assurdità della cosiddetta cultura woke, ma anche e soprattutto la necessità, per una sinistra degna di questo nome, di puntare al sodo, costruendo un programma in grado di intervenire sulle radici materiali della diseguaglianza, sulla insensata corsa al riarmo che allontana la soluzione diplomatica dei conflitti e sottrae risorse allo stato sociale, sullo strapotere delle Big Tech. Quisquilie, insomma, che quasi tutti i commentatori hanno preferito ignorare. Quel cattivone di Conte – ci hanno spiegato scandalizzati – se l’è presa con la cultura woke, che da noi non esiste, al solo scopo di attaccare Elly Schlein e candidarsi come leader del centro sinistra prossimo venturo.

Giuseppe Conte e Elly Schlein in corsa per la leadership del centro sinistra italiano

Ora, a me pare che non vi sia nulla di sbagliato nel proporsi come leader del centro sinistra presentando un programma di sinistra. Per dirla tutta, mi sembrano peggiori i silenzi della Schlein su Gaza e dintorni, e alcune sue interviste sulla guerra in Ucraina, sul riarmo e sulle virtù del libero mercato. C’è da sperare che la segretaria del Pd non creda davvero a quello che dice, e che il suo sia un maldestro tentativo di rassicurare l’elettorato moderato. Che peraltro, posto di fronte alla scelta tra una destra vera e una furbesca imitazione, ha quasi sempre scelto la destra. Tornando alla questione woke, forse è vero che in Italia non si è ancora arrivati agli eccessi d’oltreoceano, ma i talebani – e le talebane – del  “politicamente corretto” ci sono anche da noi, e hanno i loro peccati da scontare: il revisionismo storico, le intimidazioni e le censure non sono una esclusiva della destra, e, quando provengono dalla sinistra, hanno l’aggravante dell’ipocrisia: dire alla gente che cosa è giusto pensare non sembra particolarmente democratico.

Non è colpa di Conte se nel dibattito interno del centro sinistra le diatribe linguistiche sull’uso dello schwa hanno avuto più spazio delle riflessioni sull’economia e sulla politica estera. E non è certo colpa sua se la giusta attenzione per i problemi di genere è diventata l’unica questione su cui il principale partito di opposizione ha detto cose chiare e comprensibili a tutti. Quindi, per quello che mi riguarda, penso che Conte abbia ragione, e che il suo intervento affronti temi reali, essenziali per la definizione di un programma di centro sinistra in vista delle elezioni. Se mai si facessero le primarie, e l’alternativa fosse tra lui e Schlein, non avrei dubbi. Ma sono anche convinto che le cose siano giunte a un punto tale da richiedere a entrambi un passo indietro per il bene della coalizione. Un candidato terzo, come potrebbe essere a mio avviso Pierluigi Bersani, avrebbe maggiori probabilità di ricompattare il centro sinistra e di ricacciare nelle fogne i fascisti che ci governano. © RIPRODUZIONE RISERVATA

(*) L’autore dirige oltreilponte.org

Giornalista, già responsabile del telegiornale scientifico Leonardo su Rai 3. Ha due figlie, quattro nipoti e un cane. Ama la vela, la montagna e gli scacchi. Cerca di mantenersi in funzione come le vecchie macchine fotografiche analogiche che colleziona, e dopo la pensione continua ad occuparsi di scienza, politica e cultura sul blog “Oltreilponte.org”.