Che fine stanno facendo i dati sulla prosecuzione delle opere olimpiche? Il 3 luglio 2024 fu fatto un accordo (condiviso da Libera, Gruppo Abele e 20 associazioni ambientaliste e sociali) per la pubblicazione di un portale aperto a tutti dove Simico (Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 S.p.A.) si è impegnata all’aggiornamento della situazione dei diversi cantieri ogni 45 giorni. Dall’ultimo aggiornamento sono passati 100 giorni e Simico non aggiorna più il portale. Quindi progettazione, gare di appalto, affidi diretti, ditte che hanno vinto l’appalto e eventuali subappalti, inizio e termine lavori, situazione dello stato di avanzamento… Un portale, peraltro, di relativa trasparenza (assenti tutte le informazioni riguardo gli aspetti ambientali, rispetto delle leggi nazionali sul tema, accordi internazionali, eventuali deroghe). Per suo conto — ricorda Luigi Casanova, presidente di Mountain Wilderness Italia —, il governo tenta di prorogare la scadenza dell’impegno di Simico dal 31 dicembre 2026 al 2033 che il Presidente della Repubblica Mattarella sta provando a far recedere il governo da tale assurda scelta

Pista da bob, sopralluogo del 9 settembre 2024 (credit foto Simico)

Il ministro delo Sport Abodi in visita al cantiere di Cortina (credit foto Simico)

ROMA, 15 AGOSTO 2025 (Red) — «Sono trascorsi cento giorni dall’ultimo aggiornamento del portale Open Milano Cortina, la piattaforma messa a disposizione da Simico S.p.A. per garantire trasparenza sullo stato di avanzamento delle opere legate al Piano delle Opere relative ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026». A lanciare l’allarme è l’iniziativa Open Olympics 2026, promossa da “Libera” insieme a una rete di venti associazioni nazionali e locali, impegnate per la trasparenza e l’accesso ai dati pubblici relativi ai XXV Giochi. Il portale, attivo da ottobre 2024 anche in risposta alla stessa campagna, dovrebbe prevedere un aggiornamento dei dati «ogni 45 giorni», come si legge sul portale stesso. Tuttavia, l’ultimo aggiornamento risale al 22 aprile 2025. Da allora, nessuna nuova informazione è stata pubblicata.

«Due scadenze di aggiornamento sono ormai saltate», sottolineano i promotori della campagna. «Ci aspettavamo che tale attesa si dovesse a un potenziamento della qualità e della completezza dei dati, ma l’attesa sta diventando decisamente lunga. La nostra campagna sostenuta da realtà ambientaliste, sociali, accademiche e locali, continua a chiedere ciò che è previsto per legge: chiarezza su costi, cantieri, appalti. Contro il malaffare e la deregulation la vera sfida olimpica oggi è il diritto di sapere. In una fase cruciale come questa – continuano gli organizzatori – e a pochi mesi dall’avvio dell’evento, è fondamentale garantire trasparenza, piena accessibilità alle informazioni e possibilità di monitoraggio civico. Invitiamo al più presto alla ripresa delle pubblicazioni, assicurando dati aggiornati, completi e coerenti con gli impegni assunti e le richieste di Open Olympics 2026». Auguriamo − concludono i promotori della campagna − che, stante alle ultime notizie di indagini e inchieste che vedono coinvolte anche opere legate a Olimpiadi e Paralimpiadi, ogni ente a diverso titolo ingaggiato nella vicenda dei Giochi garantisca piena rendicontabilità e trasparenza».

Manifestazione degli ambientalisti a settembre 2023 contro la pista da bob a Cortina

Le associazioni, infine, segnalano alcune criticità informative ancora non risolte. «Il numero delle opere riportate si ferma a 94, come previsto formalmente dall’ultima riformulazione del Piano, ma mancano le opere connesse che, pur essendo funzionalmente legate all’evento, non sono incluse (o non sono incluse più) nel piano ufficiale. I dati economici pubblicati − continuano i promotori −  fanno poi riferimento ai soli valori a base d’asta indicati nel decreto del 2023, ma non aggiornano i costi reali o le eventuali variazioni di spesa, rendendo di fatto la rendicontazione non aggiornata».

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