L’incredibile settimana da lui vissuta agli “Internazionali” di Roma ci costringe ad approfondirne la conoscenza. Della sua forza e della sua fragilità. Ora il crollo al Roland Garros: troppi tornei, stress e caldo. Il corpo si ribella e ci rivela che anche Jannik è umano. Al momento pare che sia l’italiano vivente più conosciuto al mondo; nel nostro Paese – in quanto a stima e popolarità – si avvicina al “signor Mattarella” (come lo chiama lui). Lo abbiamo visto tentare esercizi di respirazione con le lacrime sulle guance. Vomitare nei fiori di addobbo del campo da gioco, facendo finta di cercare una palla. Dall’empireo dei grandi campioni, prepariamoci al suo ritorno sulla terra. Senza imbastire tragicomici lutti nazionali 


I malori di Jannik Sinner al Roland Garros di Parigi; sotto il titolo, con il Presidente Mattarella agli Internazionali di Roma

◆ Il pensierino di GIANLUCA VERONESI

Abbiamo l’impressione di sapere tutto di lui ed invece non sappiamo niente. Meglio: sappiamo che è un campione imbattibile e tanto ci basta. L’incredibile settimana da lui vissuta agli “Internazionali” di Roma ci costringe però ad approfondirne la conoscenza. Della sua forza e della sua fragilità. In realtà i tennisti sono gli sportivi più noti e riconoscibili perché lo spettatore assiste ad un loro “primo piano” che dura tutto il match. Ci sarebbe la breve pausa nel “cambio di campo” ma oramai ogni interruzione contiene una pubblicità di Jannik.

Jannik in campo

Credo che usi gli spot per tranquillizzarci sulla sua italianità. Infatti promoziona tutti i tipi di pasta che ci cucina seduta stante. Comunque tranquilli: qualche settimana fa l’ho visto cantare – parola per parola- l’Inno di Mameli. Credo che al momento sia l’italiano vivente più conosciuto al mondo e all’interno – in quanto a stima e popolarità -si avvicina al “signor Mattarella” (come lo chiama lui).

È per tutto questo che mi sono spaventato, l’altra sera, quando in una notte buia e tempestosa e grazie ad una coraggiosa e abile regia televisiva abbiamo potuto vederlo totalmente assente, correre disperatamente solo per inerzia. Tentare esercizi di respirazione con le lacrime sulle guance. Vomitare nei fiori di addobbo del campo da gioco, facendo finta di cercare una palla.

Se dovessi citare due doti di Sinner direi una volontà di ferro e il perfezionismo che sono però tra le pratiche più pericolose per chi è pronto a sacrificarsi oltre la logica, oltre i limiti personali. Credo di aver pensato che se fosse stato un incontro di pugilato avrei “gettato la spugna” verso lo schermo.

Sinner – ragionevolmente – ha di fronte a sé almeno una decina di anni di vittorie. Magari alternate, non seriali. Guardando i risultati capisci che ha uno spirito imprenditoriale: il potenziale sta’ nella squadra, nell’investimento, nella innovazione. Se non ho capito male, investirà i suoi soldi in imprese che promuovano lo sport italiano, la valorizzazione del talento.

Jannik al Quirinale con Mattarella

Adesso prepariamoci al suo ritorno sulla terra e quando capiterà non crolliamo nel lutto nazionale.

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Si laurea a Torino in Scienze Politiche e nel ’74 è assunto alla Programmazione Economica della neonata Regione Piemonte. Eletto consigliere comunale di Alessandria diventa assessore alla Cultura e, per una breve parentesi, anche sindaco. Nel 1988 entra in Rai dove negli anni ricopre vari incarichi: responsabile delle Pubbliche relazioni, direttore delle Relazioni esterne, presidente di Serra Creativa, amministratore delegato di RaiSat (società che forniva a Sky sei canali) infine responsabile della Promozione e sviluppo. È stato a lungo membro dell’Istituto di autodisciplina della pubblicità.