Quando sei sui blocchi e hai occhi soltanto per la corsia d’acqua, sei davvero solo con te stesso, come i centometristi, i saltatori dell’atletica e ancor di più i pugili sul ring. Ma visti da fuori e per di più sullo schermo tv che tanto piccolo ormai non è più, queste splendide vittorie del nuoto azzurro sembrano frutto di un gioco di squadra. L’atleta vola spedito verso la vittoria come fosse sospinto dai compagni di squadra che sono lì e non lo faranno sentire mai solo, o sola. Forse il segreto è tutto qui. Ma questi giovani non sono sbocciati per caso. Dietro queste vittorie si vede un progetto, emerge chiaro il buon lavoro portato avanti dai tecnici federali, certamente ha aiutato anche l’aumento di praticanti e tesserati


dal nostro invitato D’ARTAGNAN

Alla vigilia di Ferragosto, l’Italia è prima con 11 ori, 10 argenti e 5 bronzi

ALLA VIGILIA DI ferragosto, dopo appena quattro giornate di gare, gli Europei di Nuoto di Roma 2022, presentano un inedito medagliere: l’Italia è prima con 11 ori, 10 argenti e 5 bronzi. A seguire l’Ucraina che non conosce mezze misure: sei ori, zero argenti e zero bronzi. Gli spauracchi Olanda, Ungheria e Gran Bretagna, per ora arrancano nell’ordine con 4 ori 0 argenti e 3 bronzi per gli orange, 3 ori, 5 argenti, 2 bronzi per i magiari, 2 ori, 3 argenti e 5 bronzi per la Brexit di Boris Johnson. E si può dire che siamo appena agli inizi. In calendario, ferragosto compreso, mancano ancora sette giorni di gare. 

La Pellegrini, tostissima e inossidabile campionessa, seduta sugli spalti, davanti a tanta grazia ieri ha pianto. A ridere, con giusto merito, sono stati gli azzurri scesi in vasca, il più “vecchio” dei quali, Lorenzo Zazzeri ha soltanto 28 anni. Lasciamo ai tecnici e ai giornalisti sportivi il compito di magnificare con motivate cronache il fenomeno della nuova Italia natatoria. Noi con la doverosa umiltà di teleutenti, ci limiteremo a cercar di capire come sia stato possibile arrivare a tanto dopo quattro anni o giù di lì di ricostruzione della nazionale azzurra. 

A balzare agli occhi è la grande fratellanza dimostrata dagli atleti in gara e fuori 

La prima cosa che è balzata agli occhi è stata la grande fratellanza dimostrata dagli atleti. Il nuoto è considerato, forse a torto, uno sport individuale. Certo, quando sei sui blocchi e hai occhi soltanto per la corsia d’acqua, sei davvero solo con te stesso, come i centometristi, i saltatori dell’atletica e ancor di più i pugili sul ring. Ma visti da fuori e per di più sullo schermo tv che tanto piccolo ormai non è più, queste splendide vittorie del nuoto azzurro sembrano frutto di un gioco di squadra. L’atleta vola spedito verso la vittoria come fosse sospinto dai compagni di squadra che sono lì e non lo faranno sentire mai solo, o sola. 

La caratteristica peculiare dei giochi di squadra sono (o almeno dovrebbero essere), la stima reciproca tra gli atleti, la motivazione del gruppo, la solidarietà, il “tutti per uno e uno per tutti” inventato da Dumas per i suoi moschettieri. A vincere non è il singolo, ma il gruppo. Nel caso del nuoto, di questo nuoto finora onusto di medaglie (che il cielo gliele accresca), anche il singolo impegnato in vasca si sente parte di una squadra vincente. 

Simona Quadarella, oro ai 1500 stile libero nella gara di ferragosto, per la terza volta campionessa europea 

Forse il segreto è tutto qui. Ma sicuramente questi giovani non sono sbocciati per caso. Dietro queste vittorie si vede un progetto, emerge chiaro il buon lavoro portato avanti dai tecnici federali, certamente ha aiutato anche l’aumento di praticanti e tesserati (spesso giovanissimi), che si sono avvicinati al nuoto grazie ai successi di singoli campioni come la Pellegrini, i Paltrinieri, i Magnini, i Rosolino e via via a scendere giù per li rami. 

Con grande rispetto e riconoscenza per tutto quello che questi grandi nomi hanno fatto e continuano a fare per il nuoto azzurro (senza di loro non saremmo mai arrivati a questi successi), questo nuoto visto come “gioco di squadra” e non risultato di singoli grandi campioni, ci piace assai di più dell’atleta solo al comando. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Usa la penna con tutte le sfumature della spada. Moschettiere di solidissima individualità, con lui in squadra anche il più piccolo dei giornali sa farsi largo nelle più impreviste schermaglie quotidiane.