«A 31 anni la Nazionale dovrebbe essere la normalità, l’anormalità è non esserci», ha dichiarato il giocatore, prima di varcare le porte di Coverciano. Nel suo caso la vera anomalia è la convocazione, considerato lo spessore delle sue ultime annate. Balotelli è entrato in conflitto anche con il tecnico turco Samet Aybaba dell’Adana Demirspor, cacciato e sostituito con Vincenzo Montella. Di lì in poi, Balotelli ha infilato qualche buona prestazione, con 8 reti in 19 partite. Per una serie di motivi complessi e opinabili, tutto ciò che fa Balotelli: un post sui social lo espone al crucifige, un colpo di tacco ne fa un fuoriclasse


L’analisi di MARCO FILACCHIONE

Roberto Mancini ha inserito Mario Balotelli fra i 35 convocati nel pre-ritiro dei playoff

SE IL SONNO DELLA ragione genera mostri, quello degli attaccanti non è da meno. Solo così si può spiegare il ripescaggio di Mario Balotelli, inserito da Mancini tra i 35 convocati per lo stage azzurro di fine gennaio. Stavolta non c’è alcuna partita alle viste, ma una sorta di pre-ritiro in vista dei playoff che fra meno di due mesi decideranno la nostra partecipazione o meno ai mondiali del Qatar. 

Le ultime vicende sono state piuttosto traumatiche: spenta in fretta l’euforia per il titolo europeo, gli azzurri si sono ritrovati a sbattere come mosche sul vetro sia con la Svizzera che con l’Irlanda del Nord, segnando solo una volta (con un difensore, Di Lorenzo). Il che ha generato due correnti di pensiero: da una parte, si è arrivati a rimpiangere l’esecrato (in azzurro) Immobile, fuori per infortunio in entrambe le occasioni, ma sempre iperprolifico nei confini del campionato; dall’altra, è partito lo scouting per rintracciare, meglio sarebbe dire “inventare”, una alternativa proponibile.

Ed eccoci quindi a Balotelli. «A 31 anni la Nazionale dovrebbe essere la normalità, l’anormalità è non esserci», ha dichiarato il giocatore a un sito bresciano, prima di varcare le porte di Coverciano. Nel suo caso, però, la vera anomalia è la convocazione, considerato lo spessore delle sue ultime annate, dalla fine del rapporto con il Nizza per dissapori con il tecnico Vieira, al breve idillio con il Brescia, finito a colpi di carta bollata, fino al flop di Monza. 

A 31 anni il nuovo ripescaggio per Balotelli sembra davvero l’ultimo, che vada bene o male

Neanche la nuova avventura, con i turchi dell’Adana Demirspor, è stata priva di screzi: Balotelli è entrato subito in conflitto con il tecnico, il turco Samet Aybaba, che anche per questo è stato cacciato e sostituito con Vincenzo Montella. Di lì in poi, Balotelli ha infilato qualche buona prestazione, per uno score personale che attualmente conta 8 reti in 19 partite.

Inutile chiedersi se questo basti per rivederlo in Nazionale: per una serie di motivi complessi e opinabili, tutto ciò che fa Balotelli è da sempre amplificato oltre misura. Un post sui social lo espone al crucifige, un colpo di tacco ne fa un fuoriclasse. C’è solo da augurarsi che Mancini abbia visto giusto: da allenatore del Manchester City seppe in qualche modo governarlo, da cittì lo ha in un primo tempo richiamato e rapidamente bocciato. Ora il nuovo ripescaggio, l’ennesimo. Che vada bene o male, stavolta sembra davvero l’ultimo© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’analisi completa di Marco Filacchione sulle prossime fatiche di Roberto Mancini e di Mario Balotelli sarà pubblicata martedì 1 febbraio sul numero 19 del nostro quindicinale riservato agli abbonati 

Marco Filacchione, romano, ha esplorato ogni periodicità del giornalismo scritto, lavorando per mensili, settimanali, quotidiani e agenzie di stampa. Ha cominciato negli anni Ottanta con “Il Messaggero”, poi ha seguito da inviato per anni Giro d’Italia, Tour de France e classiche del Nord per il mensile “Bicisport”. In seguito si è occupato di calcio con il mensile “Newsport” e ha fatto parte della redazione del “Corriere dello Sport”, di cui è tutt'ora collaboratore. È autore di una decina di volumi di carattere sportivo.