Rispunta a Roma la questione del riutilizzo del cadente Stadio Flaminio a ridosso del Parco della Musica progettato da Renzo Piano. Il Parco ha registrato il più alto numero di biglietti d’Europa, più del Barbican Center di Londra, perché andarlo a disturbare coi parcheggi automobilistici delle partite di calcio di Lazio e Roma (che peraltro progetta un suo moderno Stadio alla Romanina)?


Il corsivetto di VITTORIO EMILIANI

La cavea dell’Auditorium Parco della Musica; sotto il titolo, la Tribuna del Flaminio

NON MI STUPISCE che in chiave preelettorale rispunti la questione del riutilizzo pieno del cadente Stadio Flaminio che all’epoca del Parco della Musica venne considerato una rovina da tenere così come era per non disturbare la grande struttura del Parco stesso con le sue tre sale poi diventate quattro grazie alla vastità di una sala prove ideata da Renzo Piano il quale vedeva nel cadente Flaminio una grande rovina coperta di verde. Il Parco della Musica, corretti alcuni errori come la carenza di ascensori per i più anziani, ha registrato il più alto numero di biglietti d’Europa, più del Barbican Center di Londra, perché andarlo a disturbare coi parcheggi automobilistici delle partite di calcio di Lazio e Roma (che peraltro progetta un suo moderno Stadio alla Romanina, mi pare)? Comunque con raccordo ferroviario metropolitano. Lotito invece punterebbe sullo stravecchio purché in zona centrale. Una autentica fesseria urbanistica che andrebbe ad intralciare la funzionalità del funzionalissimo Parco della Musica vanto di Roma Capitale. Vogliamo andare indietro anziché avanti Sindaco Gualtieri? © RIPRODUZIONE RISERVATA

Direttore onorario - Ha cominciato a 21 anni a Comunità, poi all'Espresso da Milano, redattore e quindi inviato del Giorno con Italo Pietra dal 1961 al 1972. Dal 1974 inviato del Messaggero che ha poi diretto per sette anni (1980-87), deputato progressista nel '94, presidente della Fondazione Rossini e membro del CdA concerti di Santa Cecilia. Consigliere della RAI dal 1998 al 2002. Autore di una trentina di libri fra cui "Roma capitale Malamata", il Mulino.