Una manifestazione di solidarietà con l’esperienza sociale del piccolo paese calabrese raccontata dai media di tutto il mondo (foto Whatsapp Image)

Nel 2019, la giunta leghista come primo atto ha fatto togliere il cartello di benvenuto nel “Paese dell’accoglienza” fatto installare dall’ex sindaco Mimmo Lucano, sostituendolo con uno dedicato ai protettori del paese, Cosma e Damiano. Come secondo atto ha sfrattato l’ambulatorio Jmuel fondato da un medico calabrese Isidoro Napoli. Paradossalmente Cosma e Damiano erano due profughi siriani, giunti sulle coste calabresi in fuga dal loro paese. Erano medici anche loro, i primi a tentare il trapianto di una gamba. La restaurazione anche dell’estate con sagre e musica in piazza con Povia, quest’anno non ci sarà. Dal 18 al 22 agosto, persone e associazioni vicine a Mimmo Lucano, tra le quali la Famiglia comboniana, hanno organizzato una manifestazione dal titolo evocativo “Sotto il cielo di Riace brillano ancora le stelle”. Concerti e dibattiti in una “festa della solidarietà” con il cinema come filo conduttore


L’articolo di CESARE PROTETTÌ, da Riace (Reggio Calabria)

HA RISCHIATO LA restaurazione anche l’estate di Riace, comune governato dal 2019 da una giunta leghista che come primo atto ha fatto togliere il cartello di benvenuto nel “Paese dell’accoglienza”, sostituendolo con uno dedicato ai protettori del paese, Cosma e Damiano. Come secondo atto ha sfrattato l’ambulatorio Jmuel, di cui diremo tra poco. Paradossalmente Cosma e Damiano erano due profughi siriani, giunti sulle coste calabresi in fuga dal loro paese. Erano medici, i primi a tentare il trapianto di una gamba.

Nelle strade del borgo storico di Riace sono tornate le voci dei tanti bambini che frequentano la scuola per gli immigrati

Una restaurazione dell’estate riacese da realizzare magari anche con il ritorno della Sagra della trippa o con la scelta di Povia come star musicale il 16 agosto, ma soprattutto col silenzio da far calare nel Villaggio Globale multietnico nel cuore del paese e con l’indifferenza sulla vicenda di Mimmo Lucano, 64 anni, eletto nel 2010 miglior sindaco del mondo dalla City Mayors Foundation e quarantesimo leader più influente della terra della rivista Fortune ma condannato in primo grado a 13 anni e due mesi di reclusione per quello che lui e gli amici definiscono “il reato di solidarietà”. E non importa che il film ‘Il volo’ di Wim Wenders abbia consacrato Riace come una esperienza antesignana nel mondo che aveva in sé il futuro dell’Umanità.

Invece, almeno per questa estate, non sarà restaurazione: per cinque giorni, dal 18 al 22 agosto, persone e associazioni vicine a Mimmo Lucano, tra le quali la Famiglia comboniana, hanno organizzato una manifestazione dal titolo evocativo “Sotto il cielo di Riace brillano ancora le stelle”. Al concerto di Povia i sostenitori di Lucano risponderanno domenica 21 agosto con quello di Edoardo Bennato, “tifoso”, come Fiorella Mannoia, dell’ex sindaco. Nel suo spettacolo Bennato riprenderà il tema delle migrazioni, delle sofferenze degli ultimi della terra e dei disperati che vorrebbero essere accolti in Europa. 

Isidoro Napoli e la tessitrice hazara nel laboratorio di tessitura (foto C. Protettì)

Di questa grande festa della solidarietà mi parla Isidoro Napoli, il medico calabrese amico della prima ora di Mimmo Lucano e fondatore di Jmuel, una onlus che, oltre a Riace, ha ambulatori telematici nelle Filippine, in Congo, in Indonesia, in Kenia e che porta il nome di un bambino filippino di 4 anni morto nel 2007 per una malattia sconosciuta. Qui chiamano Isidoro (Sisì per gli amici) “il nostro Gino Strada”, ma lui si schermisce, anche se l’ambulatorio di Riace e quelli di Jmuel nel mondo sono nati con lo stesso spirito: «garantire il diritto alla salute a chiunque ne abbia bisogno, anche agli ‘zero’ del mondo». Al suo fianco, una ventina di medici volontari, una cardiologa, due ginecologhe, un pediatra, un ecografista e vari radiologi che prestano la loro opera gratuitamente.

Grazie alle donazioni di privati e di associazioni umanitarie, poi, sono state riaperte e hanno ripreso vita le botteghe afghane del Villaggio Globale (la ricamatrice, la tessitrice, ecc.). Persi i Bronzi, che il 16 agosto festeggiano i 50 anni dal ritrovamento e che ormai sono definitivamente al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, «oggi il nostro Museo vivente — ci dice Mimmo Lucano — è il Villaggio globale dove vogliamo rivitalizzare con altri migranti le case lasciate vuote dai nostri emigrati». I fondi statali dell’accoglienza sono stati ormai definitivamente tagliati dal 2017, ma nell’asilo gratuito del Villaggio Globale di Riace costruito da Lucano ci sono 17 bambini di origine africana e asiatica ai quali viene assicurato un pasto tutti i giorni grazie all’aiuto del Banco alimentare. E i bambini aumenteranno (due sono nati poche settimane fa) grazie al “corridoio di amicizia” Kabul-Roma-Verona che ha fatto arrivare qui a Riace una cinquantina di persone, parenti di una coppia hazara che vive da qualche anno in Italia. 

Mimmo Lucano con le famiglie afghane nella scuola di Riace (foto C. Protettì)

«Preferiamo chiamarlo così — mi spiega Antonella Garofalo della Comunità di base di San Paolo — perchè vogliamo andare oltre il concetto di corridoio umanitario e rimanere in linea con quello che abbiamo fatto fino al 2019 (poi è arrivata la pandemia) con il nostro decennale progetto “La Sosta”. In questo caso vogliamo dare aiuto alla perseguitata comunità di etnia hazara, vittima di un vero e proprio genocidio». Aggiunge Antonella: «Ci occupiamo di tutto: dalle lettere di invito da parte di varie associazioni (Famiglia comboniana, Sant’Egidio, Caritas, Jmuel, Comunità di base italiane) ai visti, ai biglietti aerei. Riace deve essere uno spazio per recuperare le forze, per riorientare i percorsi di gente che con l’arrivo dei Talebani ha perso tutto. Uno di loro, Yasser, il 10 agosto si è laureato on line, all’Università di Teheran, in Economia e Finanza. E ne siamo molto felici». Antonella Garofalo e Mimmo Schiattone ne parleranno a Riace sabato 20 agosto: sarà una perfetta introduzione al film “Midnight Traveller” di Hassan Fazili, oggi rifugiato negli Usa, che racconta la sua fuga da Kabul dove gestiva un caffè letterario: il racconto di tre anni di traversie, con la moglie e due figlie minori, che ci riporta agli orrori del regime talebano e alle violenze sulla Rotta balcanica. Hassan ha girato il film con il solo telefono cellulare: a Riace verrà presentato con sottotitoli in italiano. La serata si concluderà con una cena etnica, curata dalla comunità hazara riacese.

Da sinistra: Isidoro Napoli, Mimmo Lucano e il nostro Cesare Protettì

È il cinema il filo conduttore della manifestazione. «In questo paese —afferma Maurizio Del Bufalo, animatore del Festival del cinema dei Diritti umani di Napoli – è cominciata una nuova era. Un’ondata di solidarietà ha raggiunto Domenico Lucano all’indomani della assurda condanna in primo grado comminatagli dal Tribunale di Locri. Saremo in molti qui, fuori da ogni logica di profitto e di compenso, persino rinunciando al rimborso delle spese di viaggio». La rassegna si apre, il 18 agosto, con il film “La memoria del Condor”, in una serata sui desaparecidos in Argentina tra il 1976 e il 1983 voluta fortemente da Lucano per i legami che collegano l’Argentina con Riace e la Calabria (e la sua famiglia). Oltre alla regista Emanuela Tomassetti e alla prof. Valentina Ripa, interverrà anche l’avvocato dei curdi, Arturo Salerni.

Si entra nel vivo della “questione Riace” già il 19 agosto con la serata intitolata “Riace fo ever” durante la quale verrà proiettata l’opera di un giornalista inglese Mattew Bell: si tratta di “Mimmo” un mediometraggio (40 minuti) recente vincitore del Festival del Documentario di Nottingham. «È un profilo inedito dell’ex sindaco di Riace — ci dice Del Bufalo — che forse non farà piacere a Lucano perché è una impietosa ricostruzione giornalistica della sconfitta di Lucano nella corsa alla riconferma alla guida del piccolo paese». Una corsa nella quale l’avversario leghista ha avuto gioco facile su Mimmo dopo che il Decreto Salvini n.113/2018 ha stravolto il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo, clandestinizzandoli, e ha di fatto chiuso i cordoni della borsa. Così molti operatori economici di Riace hanno trovato i loro crediti inesigibili e Lucano si è trasformato in un nemico a cui girare le spalle. Ne parlerà probabilmente lo stesso Mimmo Lucano nella serata di domenica 21 agosto, intitolata “La criminalizzazione della solidarietà” nel dialogo con Luigi de Magistris e i suoi avvocati Giuliano Pisapia e Andrea Daqua.

Lunedì 22 agosto chiusura della Rassegna con la serata sul tema “Migrazioni e mezzogiorno”. Introdurrà Carlo Infante, narratore itinerante con il suo Walkabout, che si soffermerà su alcuni luoghi più rappresentativi del borgo. A seguire le testimonianze di alcuni afghani raccolte da Isidoro Napoli e quelle dirette di chi ancora vive qui. Infine lo studioso Claudio Concas e il testimone Husain Rezai racconteranno le condizioni di vita della minoranza hazara che da secoli cerca di sfuggire alle persecuzioni. Per essere aggiornati sulle iniziative a Riace dal 18 al 22 agosto suggeriamo di consultare la pagina Facebook del Festival del cinema dei Diritti umani di Napoli. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giornalista e saggista, è stato fino al gennaio 2016 il direttore delle testate del Master di Giornalismo dell’Università Lumsa di Roma, dopo essere stato per molti anni docente ai corsi per la preparazione all’esame di Stato organizzati dall’Ordine dei giornalisti a Fiuggi. E’ stato Caporedattore centrale dell’agenzia di stampa ApBiscom (ora Askanews) dopo una lunga carriera all’Ansa nel Servizio Diplomatico, al Politico e agli Interni. Autore di una decina di saggi e manuali, con Stefano Polli ha scritto E’ l’agenzia bellezza! (seconda edizione nel 2021), ha curato “Pezzi di Storia” (2021) ed è coautore del libro di Giovanni Giovannini Il Quaderno Nero, Settembre 1943-aprile 1945 (2004, Scheiwiller).